“Commenti” Si potrebbero fare tanti begli albi di ex – di M.Bertoncini

02/10/2002

ItaliaOggi
Numero
233, pag. 46 del 2/10/2002
Marco Bertoncini


Come l’albo Curto di ex parlamentari.
Si potrebbero fare tanti begli albi di ex

Ci stiamo da un po’ di tempo occupando delle stranezze in ordine ad albi, ordini e di recente anche registri professionali. Però, diciamolo francamente, la realtà finisce sempre col superare la fantasia.

Avevamo rilevato che si parlava perfino di albo dei pirotecnici (ItaliaOggi, 23 maggio), per annotare poi l’istituendo albo dei centurioni romani e ipotizzare ironicamente la prossima creazione dello iettatore patentato (ItaliaOggi, 17 settembre). Ebbene, mai fare ironie, ci ammonirono giornalisti esperti del mestiere, tanti anni fa. La gente non capisce, in genere; e poi va a finire che la cosa, la persona, l’istituto su cui si ironizza diventa poco rispetto ad altra cosa, altra persona, altro istituto nuovi su cui ironia ancor più pesante andrebbe esercitata. Ed è proprio quanto accaduto con l’ultimissima novità in fatto di albi.

Siede da tre legislature in senato, per An, eletto con vasta messe di voti in quel di Francavilla Fontana nel Brindisino il senatore Euprepio Curto (il curioso nome è di un santo veneratissimo proprio a Francavilla). A lui si deve il recentissimo disegno di legge ´Istituzione dell’albo degli ex parlamentari’ (A.s. 1665).

Tre articoletti asciutti, ciascuno di un solo comma. Si prevede che l’insigne albo sia istituito in tre sedi: presidenza del consiglio, presidenza della camera e presidenza del senato. Vi vengono iscritti, d’ufficio, tutti gli ex parlamentari, ´ciascuno con le relative specializzazioni dei rispettivi curricula’. L’albo viene ripartito ´in sezioni’, sulla base delle professionalità e delle esperienze parlamentari maturate (Andreotti andrebbe collocato di diritto in tutte le sezioni).

A che cosa serve l’albo? Ma a consentire al parlamento, al governo, ai singoli dicasteri, e poi a ´ogni altra istituzione statale, regionale e locale’, tanto per non lasciarne indietro alcuna, di attingervi per ´attribuire incarichi’ che possano trar giovamento dall’esperienza degli ex parlamentari. Così da non lasciarli in pensione a grattarsi i pollici, insomma. La relazione si apre con un grido di sconfortato dolore per ´lo stato di delegittimazione a cui pare sia assurta la categoria dei parlamentari’, di cui la gente condannerebbe sia l’eccessivo numero sia l’essere il deputato o senatore ´la forma più evidente del lassismo e della totale indolenza’. Rampogne il senatore Curto eleva per il qualunquistico atteggiamento di chi si lagna per gli appannaggi del parlamentari: c’è anche chi (´in maniera ambigua’, si fa notare) scambia il netto per il lordo.

E poi i parlamentari sono svuotati di ruolo dall’eccesso di decretazione d’urgenza e dai troppi voti di fiducia. Eppure i parlamentari hanno una professionalità elevatissima, che sarebbe ´delittuoso’ disperdere. Ridiamo dunque dignità all’ex parlamentare, ammonisce il buon Curto, previdente per quando anch’egli lascerà palazzo Madama: di qui l’utilità dell’albo, che supera qualsiasi potenziale umiliazione di chi più non sieda alla camera o al senato.

Quindi, allorché si dovrà mandare qualcuno a quel cimitero degli elefanti e mostruoso esempio d’inutilità congenita che è il Cnel, si potrebbe far ricorso all’albo degli ex parlamentari. Similmente, che so?, per amministrare una Usl, ovvero per qualche posto in un consiglio d’amministrazione, o ancora per una buona poltrona in un’autorità o un’agenzia (ne pullulano in quantità).

Anziché consultare la benemerita edizione del manuale degli ex parlamentari, vivi e morti, curata da ´La Navicella’ (tale la familiare definizione dell’annuario dei parlamentari in carica, che da un po’ conosce anche un’edizione per gli ex), si potrà far ricorso all’albo Curto (dato che usa dare il nome di una legge al proponente, anche l’albo potrebbe prendere nome dal benemerito senatore che tanto a cuore ha la sorte dei colleghi trombati o semplicemente non ripresentati).

L’albo Curto potrebbe prestarsi per analoghe iniziative. Per esempio, l’attivissimo senatore a vita Cossiga, recentemente piuttosto attento ai privilegi del capo dello stato (e del suo ´astuto e amico’ segretario generale), potrebbe depositare un disegno di legge per similare albo degli ex presidenti della repubblica, anche loro, vivaddio, bisognosi di uno specifico ordine.

E che dire degli ex presidenti della Corte costituzionale? Ce n’è una piccola folla, visto che si è arrivati perfino a eleggerne alcuni rimasti in carica una manciata di mesi quando non addirittura una manciata di giorni o perfino una manciata di ore.

Insomma, si potrebbero fare tanti begli albi di ex: ex parlamentari, ex presidenti, anche ex boiardi di stato a ogni livello. Proporremmo di conferire anche un ulteriore specifico assegno a ciascun iscritto a ogni albo, almeno fin quando resti in attesa della nuova, auspicata attività. (riproduzione riservata)

Marco Bertoncini