“Commenti” Primo: ridurre il precariato (T.Treu)

03/02/2006
    venerd� 3 febbraio 2006

    Pagina 38 – Opinioni

      Risposta a Ichino

        Primo: ridurre il precariato

          di Tiziano Treu

            Pietro Ichino si preoccupa perch� il programma del centrosinistra si limiterebbe a dire no alle politiche dell’attuale governo. Sono convinto che non basta dire no, ma quelle di Ichino sono preoccupazioni infondate. La bozza del nostro programma � stata progressivamente affinata e non so bene a quali testi Ichino si riferisca. Sul tema lavoro l’elaborazione comune � arrivata a conclusioni largamente condivise. Le iniziative dell’attuale governo sono state fallimentari. I nuovi tipi contrattuali introdotti dalla legge Biagi si sono rivelati pi� confusi che utili agli stessi operatori. L’applicazione della legge � stata modesta, specie per i nuovi tipi (staff leasing , job on call in particolare): abrogarli non lascer� grandi rimpianti. Ci� non toglie che l’enfasi eccessiva sulla moltiplicazione dei contratti flessibili ha contribuito a creare un clima di incertezza che colpisce soprattutto i gruppi di persone pi� deboli: i giovani, le donne e i lavoratori del Mezzogiorno.

            L’incertezza � aggravata dal blocco della crescita economica che dura da 4 anni e che incide sulle prospettive e sulla qualit� del lavoro: a sviluppo debole e incerto, corrisponde lavoro scarso e precario. D’altra parte l’incertezza � acuita dalla mancanza di ammortizzatori sociali diffusi, promessi ma non attuati dal governo. Il nostro programma vuole correggere queste politiche fallimentari con una serie di proposte. Alcune sono esplicitate in disegni di legge da tempo presentati in Parlamento: sugli ammortizzatori sociali, sulla estensione di alcune fondamentali tutele ai lavoratori atipici, sulla accelerazione dei processi del lavoro (che ridurrebbe di molto i costi per le imprese e per i lavoratori); sulla modernizzazione dell’organizzazione delle professioni, aprendone l’accesso soprattutto ai giovani.

              Noi vogliamo correggere la situazione abnorme dei co.co.co: non basta modificare lo schema contrattuale e il nome, come ha fatto la legge 30. Occorre superare i �vantaggi� contributivi del contratto a progetto rispetto al lavoro subordinato puntando sulla progressiva parificazione dei contributi sociali di tutte le forme di lavoro. In particolare proponiamo di ridurre il cuneo contributivo che pesa sul lavoro subordinato, per alleggerire il peso sulle imprese e aumentare il salario netto dei lavoratori.

                Un altro obiettivo del nostro programma � promuovere la continuit� dei rapporti di lavoro. Questo non significa garantire il posto fisso, obiettivo impossibile, ma sostenere il lavoro a tempo indeterminato come forma normale di occupazione. In questo senso vogliamo evitare che la flessibilit� diventi precariet�. Si tratta non di intenzioni generiche, come dice Ichino, ma di misure concrete in linea con le migliori esperienze europee.

                  Quanto alla riforma della contrattazione collettiva, il programma dell’Unione non si esprime in modo specifico, perch� si tratta di materia di competenza delle parti sociali su cui le istituzioni possono operare solo indirettamente.

                    Naturalmente c’� il problema delle risorse finanziarie da recuperare, che purtroppo va affrontato in un contesto di finanza disastrosa creato da questo governo. Alcune riforme non costano, anzi stimolano risorse come le liberalizzazioni dei settori protetti, incluse nel programma: dalle professioni, all’energia, alla distribuzione, alla velocizzazione della giustizia del lavoro. Gli interventi sugli ammortizzatori sociali, sul costo del lavoro e sulle pensioni minime sono invece costosi. Noi non faremo promesse mirabolanti come quelle del governo, che poi non sono state mantenute.

                      Ma si tratta di priorit� sociali. La nostra allocazione delle risorse sar� conseguente. Gi� due anni fa in sede di legge finanziaria abbiamo proposto di finanziare questi interventi destinandogli 6 miliardi di euro inutilmente sprecati dal governo per ridurre le tasse ai redditi medio alti. Altre risorse si potranno recuperare combattendo l’evasione fiscale, avallata da questo governo, portando la tassazione delle rendite finanziarie ai livelli europei. In questo senso Prodi indica la necessit� di porre meno tasse sul lavoro e pi� sulle rendite.

                        Noi riteniamo infine prioritario rilanciare lo sviluppo e ricreare quella coesione sociale che � necessaria a ridare fiducia al Paese. Essa � un elemento essenziale per mobilitare le energie umane e finanziarie.

                      senatore della Margherita