“Commenti” Ma la sanatoria ha solo un effetto placebo, consumi a rischio – di Tito Boeri

18/12/2002







(Del 18/12/2002 Sezione: Economia Pag. 7)
MOLTI CONTRIBUENTI HANNO GIOCATO D´ANTICIPO
MENTRE GLI ENTI LOCALI HANNO AUMENTATO LE SPESE PRIMA CHE SCATTASSERO I TAGLI
Ma la sanatoria ha solo un effetto placebo, consumi a rischio
                  Tito Boeri

                  E´ sempre difficile far approvare un bilancio quando l’economia

                  ha l’encefalogramma piatto. Non stentiamo perciò a credere al
                  Ministro Tremonti quando lamenta che «c’è stato un po’ di
                  nervosismo di troppo» nell’iter di questa Legge Finanziaria.
                  Ma non è solo colpa della congiuntura. Basata su di una
                  scommessa azzardata, la manovra sconta oggi i suoi effetti di
                  annuncio. Si intendeva finanziare con una serie di misure
                  una-tantum, tra cui sanatorie fiscali per 8 miliardi di euro, la prima
                  parte della riforma fiscale, contando sugli effetti espansivi degli
                  sgravi per recuperare gettito nel 2003. Ma il condono è stato
                  nticipato dai contribuenti: la raffica di sanatorie fiscali aggiunta
                  all’ultimo momento dovrà porre rimedio al calo del gettito generato
                  dalle aspettative di lassismo fiscale. E anche molte amministrazioni
                  decentrate hanno anticipato piani di spesa pur di sfuggire ai tagli
                  contemplati dalla Finanziaria.
                  Dunque la Finanziaria comporterà meno tasse ieri per chi ha creduto
                  nel condono, e, probabilmente, più tasse domani per tutti gli altri.
                  Anche per questo gli sgravi Irpef ben difficilmente serviranno a
                  rilanciare l’economia.
                  Cronaca di un condono annunciato
                  (…) Benché oggi il Governo addossi la responsabilità di queste

                  scelte al Parlamento, il progressivo allargamento delle maglie delle
                  sanatorie era implicito nel testo licenziato a fine settembre da Palazzo
                  Chigi: il concordato di massa, ivi contemplato, non poteva raccogliere
                  gli 8 miliardi preventivati. Il problema è che lo hanno capito anche i
                  molti contribuenti che hanno scommesso sul condono. (…)
                  I tagli indiscriminati.
                  Realistici? Duraturi?
                  Il condono finirà allora per finanziare in larga parte sé stesso, vale a

                  dire l’evasione sollecitata dalle (poi rivelatesi fondate) aspettative di
                  lassismo fiscale. Anche per questo in Finanziaria non saranno possibili
                  misure di compensazione per le amministrazioni centrali e periferiche
                  che si sono viste decurtare indiscriminatamente il loro portafoglio dal
                  decreto taglia-spese. Vengono così confermati i tagli del 15% delle
                  spese non obbligatorie per i Ministeri e delle spese di funzionamento
                  per gli altri enti. Comporteranno riduzioni effettive e durature di spesa?
                  Quattro le ragioni per dubitarne. Primo, nel 2001 solo circa il 90% degli
                  stanziamenti impegnati sono stati poi effettivamente spesi, contro una
                  percentuale dell’85% negli anni precedenti. Dunque si tratta di un vincolo
                  che morde solo in parte e solo per alcune amministrazioni. Secondo, i
                  tagli sugli acquisti di beni e servizi vengono spesso reintegrati nel bilancio
                  di assestamento: si tratta, dunque, di un rinvio di spese, più che di un
                  aggiustamento strutturale. Terzo, i tagli alle spese delle amministrazioni
                  decentrate appaiono nominali, data l’impossibilità di metterli in atto.
                  Come commentare, ad esempio, un taglio del 15% degli stanziamenti
                  per le ASL che hanno in passato sistematicamente sforato gli stanziamenti
                  loro assegnati, creando anno dopo anno disavanzi sommersi?
                  Quarto, sembrerebbe che molte amministrazioni pubbliche (tra cui le
                  università che hanno immesso massicciamente nuovi docenti nelle ultime
                  settimane) abbiano proceduto ad anticipare i propri piani di spesa e di
                  assunzioni, pur di non essere colpite dai tagli e dai nuovi vincoli.
                  Un altro «effetto annuncio» sottovalutato dal Governo.
                  Ma comunque distorsivi
                  Se i tagli saranno solo transitori, non per questo non avranno effetti

                  di lunga durata. Potenzialmente molto negativi i 100 milioni in meno
                  previsti per la gestione della nuova legge sull’immigrazione (a parere
                  di molti già ampiamente sottofinanziata, dati i rilevanti oneri burocratici
                  che pone in essere). Dovremo aspettare almeno un altro anno per le
                  timide riforme del mercato del lavoro: vengono, infatti, più che dimezzati
                  gli stanziamenti per la riforma degli ammortizzatori sociali (dai 700 milioni
                  della prima lettura ai 300 milioni del testo al voto in Senato), che
                  apparivano comunque già insufficienti per rispettare gli impegni presi nel
                  Patto per l’Italia. Le risorse disponibili per questa miniriforma sono state
                  prosciugate dagli LSU della scuola (297 milioni), dagli LSU dei Comuni
                  (80 milioni) e dalla crisi FIAT (110 milioni). Dunque si sancisce, una
                  volta di più la strada degli stanziamenti ad hoc, per categorie specifiche,
                  anziché quella di offrire protezioni contro il rischio di disoccupazione
                  uguali per tutti. Solo per fare alcuni esempi.
                  Serviranno gli sgravi Irpef a rilanciare l’economia?
                  In questo scenario le riduzioni delle aliquote Irpef per i redditi medio-bassi

                  ben difficilmente potranno esercitare effetti espansivi. Quando le riduzioni
                  delle imposte vengono finanziate con riduzioni transitorie delle spese e
                  maggiore indebitamento esercitano effetti trascurabili sui consumi: le
                  famiglie accantonano queste somme preparandosi a prelievi futuri, anziché
                  destinare gli sgravi a consumi aggiuntivi. Il programma di consistenti sgravi
                  fiscali varato nel luglio 2001 dall’amministrazione USA (fino a 600 dollari in
                  più per famiglia per un costo complessivo di circa mezzo punto del Pil USA)
                  sembra aver avuto effetti trascurabili sui consumi. E gli sgravi previsti da
                  questa Finanziaria sono assai più contenuti di quelli varati dall’amministrazione
                  Bush. Rischiano, inoltre, di venire vanificati da aumenti di imposte o costi di
                  servizi locali. Nell’incertezza sull’entità effettiva degli sgravi, probabile che molte
                  famiglie decidano di accantonare queste risorse, anziché spenderle.
                  Coincidenze pericolose
                  I condoni servono solo quando sanciscono rotture nette col passato.

                  Ma le sanatorie contemplate in questa manovra sono reattive, una risposta
                  ex-post al calo del gettito: lo dimostra il processo che ha condotto
                  all’approvazione dei condoni in Finanziaria; lo dimostrano anche i tempi
                  assai ristretti imposti da molte «regolarizzazioni», già decise in corso d’anno
                  (16 marzo 2003, alla vigilia della prima trimestrale di cassa), a costo di intasare
                  le amministrazioni che dovranno gestirle.
                  Inoltre, è obiettivamente difficile credere a chi, fino a due giorni fa, negava di voler
                  attuare un condono tombale, avendo nel cassetto una raffica di sanatorie preparate
                  fin nei minimi dettagli. Tutto questo non può che generare tra i cittadini l’aspettativa
                  che i condoni si ripeteranno in caso di un nuovo peggioramento dei conti pubblici.
                  Infine le sanatorie esautorano completamente l’amministrazione fiscale,
                  ridimensionandone fortemente l’autorità di fronte ai contribuenti e dunque
                  spianando la strada a nuovi comportamenti evasivi. Giovedì 19, il giorno in cui il
                  Senato concluderà l’approvazione della Finanziaria, sentiremo molte voci descrivere
                  il condono tombale come l’ultimo della serie. Quello stesso giorno l’Aula dovrà
                  anche discutere dei provvedimenti a «tutela della bufala mediterranea».
                  Coincidenze pericolose….
                  www.lavoce.info
Tito Boeri