“Commenti” La tentazione del Caimano (F.Ceccarelli)

26/05/2006
    venerd� 26 maggio 2006

    Prima Pagina e pagina 11 – Editoriale

    IL CASO

      � dal ’97 che Berlusconi usa la piazza: la prima volta lo sforzo gli cost� un ricovero

        Populista in doppiopetto torna il Cavaliere delle folle
        La tentazione del Caimano
        Dieci anni da tribuno ispirandosi a stadi e chiese

          Filippo Ceccarelli

            �Stiano attenti, i signori della sinistra…�. Stiano attenti, ma sul serio, perch� a parte il cupo finale del Caimano, la piazza come la intende Berlusconi, la piazza berlusconiana, � un�entit� cos� complessa e mutevole nei suoi sviluppi da oltrepassare la pi� rischiosa imprevedibilit�.

            C�� gi� una piccola storia al riguardo, in questi dieci anni. Aneddoti, numeri, musica, personaggi, singolari coincidenze che segnano la stessa biografia del Cavaliere. Una delle prime manifestazioni di massa di Forza Italia, per esempio, tenutasi a Milano il 3 maggio del 1997 contro le tasse e per il lavoro, si ricorda come un momento per lui assai drammatico.

            Facevano 30 gradi, un caldo del tutto inatteso; Berlusconi marci� a lungo nel pigia-pigia; quindi sul palco parl� per pi� di un�ora con la giacca abbottonata. La sera venne ricoverato al San Raffaele, per una colica renale, si disse. Fu operato d�urgenza, ma in realt� era �qualcosa di pi� di un calcolo, e di peggio, come rivel� lui stesso una settimana dopo: �Mi sento un po� un eroe�. Stava gi� male da un pezzo, ma allora non volle rinunciare a portare �in strada e in piazza l�indignazione�, eccetera.

            L�anno dopo era il 18 aprile quando volle chiudere, sempre a piazza del Duomo, il primo congresso di Forza Italia. Cos� termin� il suo comizio: �E ora tutti con la mano sul cuore uniamoci per cantare la canzone che fin da piccoli ci ha sempre emozionato ascoltare, il canto di libert�, l�inno di Mameli�. Questo certamente indica quanto Berlusconi, populista post-moderno, sia sempre stato attento all�elemento rituale, oltre che alla coreografia e macchina emotiva. C�era un bel po� di gente, quel pomeriggio. Ma quanti? �Beh, non ho una stima precisa – rispose con il solito sorriso – so calcolare bene solo la quantit� dei tifosi a San Siro�. Con il che, tuttavia, lasciava anche immaginare che la sua era al tempo stesso una piazza innovativa e di seconda mano.

            Dopo tutto, su questo terreno la sinistra poteva senz�altro contare sulla tradizione e sulla variet�. Basti pensare ai grandi raduni del primo maggio, al comizio finale della festa dell�Unit�, alle adunate pacifiste arcobaleno e in tempi ancora pi� recenti al Gay pride, alla manifestazione della Cgil sull�articolo 18, alle proteste no global di Genova e ai girotondi. Ecco: da imprenditore della comunicazione e primo leader politico a non disporre n� di una cultura n� di un passato, per costruirsi la sua piazza Berlusconi l�ha semplicemente ottenuta in prestito dai mondi vitali dello sport, del consumo e dello spettacolo.

            In qualche modo, forse, si deve anche essere ispirato a quell�altra sperimentatissima organizzatrice di popolo che � in Italia la Chiesa cattolica. Di sicuro, nell�ottobre del 1998, a piazza San Giovanni, il Cavaliere concluse come Giovanni XXIII la notte del Concilio: �Tornando alle vostre case…�. Poi volgendosi con studiata solennit�: �Davanti alla facciata austera della basilica, abbiamo rinnovato con cuore sincero il nostro giuramento per le libert�.

            Ora, a parte che definire �austera� la facciata di San Giovanni, cos� piena di angeloni, significa farle un torto, � anche vero che a differenza della sinistra Berlusconi non riusciva a riempirle tanto bene, queste sue piazze. N� gli attempati consumatori di trasmissioni Mediaset, infatti, n� le signore abbronzate e ingioiellate sfilano volentieri; e tanto meno al fianco dei giovanotti di An con la gommina in testa e il giaccone di cuoio nero. Fino a quando, messosi di buzzo buono, il Cavaliere non scopr� che doveva inventarsi anche un tecnico, anzi un �tennico�, come dice lui, alla lombarda. E cos� entr� in scena il generale Giannattasio, detto �Gian�.

            Era questi – era, purtroppo, perch� scomparso tragicamente nel 2004 – un valoroso e capacissimo generale di cavalleria, gi� capo di gabinetto di Spadolini e parlamentare di Forza Italia, che con rara velocit� ed efficacia monopolizz� l�ordinamento dei raduni del centrodestra: cartografia, dislocazione, treni, pulman, staffette, derrate alimentari, servizio d�ordine, autoambulanze, bande musicali, militari e non. �Una sola cosa resta affidata al caso – era il suo motto: – la pioggia�. Il capolavoro del generale fu la manifestazione �Usa day� che ebbe luogo a piazza del Popolo nel settembre del 2002 con una intonazione che non poteva essere pi� televisiva, a partire dalle romanze di Bocelli e chiudere con un collegamento ground zero con il sindaco di New York Giuliani.

            Nel frattempo Berlusconi era tornato al governo. Ma prima aveva fatto in tempo a ventilare o a minacciare il ricorso alla piazza contro un eventuale secondo mandato presidenziale a Oscar Luigi Scalfaro. Si trattava di un avviso abbastanza curioso, per la verit�, quasi pi� virtuale che fattuale, o meglio demoscopico: �In quel caso due o tre milioni di scenderebbero in piazza� calcol�. Per poi spiegare: �Conosco benissimo il parere degli italiani attraverso diversi sondaggi�.

              Pi� o meno la stessa ingiunzione – per quanto significativamente priva del richiamo demoscopico – ha emesso un paio di settimane orsono a proposito dell�ipotesi D�Alema al Quirinale. Per� intanto c�� da dire che nella pi� arroventata e regressiva delle campagne elettorali il Cavaliere ha seguitato a confermarsi nel suo stile fantasioso innovatore della piazza e ancor pi� delle sue modalit� espressive. A lui soprattutto, nonostante l�et� ormai veneranda, si deve l�entusiastica propagazione del saltello di guerra: �Chi non salta comunista �!�, e vai con un piccolo balzo. Anche a sinistra d�altra parte lo fanno, da un po� anche al massimo livello, sia pure mutando l�oggetto di riprovazione: �Chi non salta Berlusconi �!�. Tribalismi d�attualit�, contaminazioni d�evolutissima decadenza.