“Commenti” Il governo del Polo e l´implosione possibile – di P.Sylos Labini

20/12/2002

20 dicembre 2002
 
Pagina 14 – Commenti
 
 
Il governo del Polo e l´implosione possibile
          PAOLO SYLOS LABINI

          Il crollo dell´Unione Sovietica nel 1989 non ebbe luogo per trauma esterno, inferto dai suoi nemici, e colse tutti di sorpresa, inclusi i più esperti cremlinologi; come fu subito chiaro, avvenne per una gigantesca implosione interna. Facendo la scala, come in molte carte geografiche, da uno a un milione, è possibile che abbia luogo, per implosione, una crisi del governo Berlusconi? Da qualche settimana si può pensare di sì, per l´accumularsi delle gaffes e degli incredibili errori del Cavaliere.
          Una parte dell´opposizione, anomala quasi quanto il governo cavalleresco, va ripetendo tre tesi. Prima: è uno sbaglio mettere in eccessivo risalto gli errori del Cavaliere e "demonizzarlo", poiché così si porta acqua al suo mulino; occorre invece dialogare con lui. Seconda: Berlusconi è assai astuto e l´opposizione, se vuole vincere, deve imitare il suo programma. Terza: Berlusconi è bravissimo e anche quando fa sberleffi, racconta barzellette audaci e si esibisce in buffonate, perfino sulla scena internazionale, lo fa con cognizione di causa e il suo successo politico cresce.
          Dissento radicalmente da tutte e tre le tesi. Sociologi di vaglia hanno dimostrato che i "demonizzatori" hanno spostato milioni di voti a favore dei partiti di opposizione, come ha riconosciuto perfino Berlusconi. E allora perché i critici di tanto in tanto tacciono, ma alla fine non la smettono? È uno dei misteri eleusini. Seconda tesi: ma è ovvio, se l´opposizione vuole vincere, non deve imitare il programma di Berlusconi, altrimenti gli elettori poco informati voteranno per l´originale. Del resto, qual è il programma dell´uomo? Quello descritto nel "contratto con gl´italiani"? Ma no, oramai a quello non credono neppure i nostri concittadini più grulli. Il vero programma lui lo chiarì a Biagi in uno dei pochi momenti di sincerità: evitare la galera e salvare la "roba". È un programma che sta attuando senza farsi scrupoli, ma non pare imitabile. Terza tesi: le azioni da clown esprimono, non la sua abilità, ma la sua insicurezza. Forse ha ragione lo psicoanalista Mascia: l´ultima trovata, il complesso di superiorità, nasconde in realtà un grave complesso d´inferiorità.
          Gli errori antichi e recenti sono tanti. Berlusconi prima negò poi ammise l´esistenza di sue società all´estero: servivano a pagare meno tasse! Oggi consiglia ai cassintegrati della Fiat di arrotondare i salari col lavoro in nero – un importante industriale ha detto: ma questo non ci sta più con la testa. Fra gli errori più gravi c´è l´appoggio incondizionato (almeno per ora) alla "devolution" di Bossi. Sartori lo ha esortato a lasciar perdere Bossi, che non è decisivo. È vero, ma Berlusconi teme che si allontanino anche gli ex democristiani, i centristi: Bossi resta con lui se gli assicura la "devolution", mentre gli altri sono molto più infidi. Insomma il povero Berlusconi sta in gravi difficoltà. Ha molti soldini, è vero, e questa è la sua forza, ma fino a che punto i soldini possono far superare i problemi posti dalla dignità ai centristi, spingendoli a rompere? La dignità non è solo un bene in sé ma conta anche perché i politici che la perdono vengono disprezzati e cessano di essere credibili e autorevoli. La risposta a quella domanda dipende anche dagli ex democristiani che stanno dall´altra parte.

          Se l´implosione avesse luogo – è solo un possibile scenario, ma oggi va preso in seria considerazione – che dovrebbe fare l´opposizione? Oramai è diventato chiaro che, se l´implosione avesse luogo, essa sarebbe la conseguenza non solo delle malefatte di Berlusconi – le quali impressionano prevalentemente le persone in un modo o nell´altro "informate dei fatti"; sarebbe la conseguenza delle sempre più gravi difficoltà economiche, che stanno addirittura ridicolizzando le promesse contenute nel "Contratto con gli italiani". Per giustificare i tremendi divari fra obiettivi e risultati – nella finanziaria presentata da Tremonti nel luglio 2001 il Pil e con esso il gettito tributario nel 2002 sarebbero dovuti crescere del 3,1%, mentre il consuntivo è vicino allo zero (0,3%) – è stata richiamata l´avversa congiuntura americana, che allora era di là da venire. L´ho detto più volte, le cose non stanno così, poiché l´economia americana era già in recessione – alcuni economisti se ne erano accorti ed io lo scrissi su Repubblica proprio nel luglio 2001 mettendo in chiaro anche i probabili effetti negativi sulla nostra economia e sui nostri conti pubblici.
          È che quelle cifre servivano a rendere credibili le promesse del "Contratto". La delusione comincia a dilagare: i ministri, cui sono stati tagliati i fondi, protestano violentemente e protestano coloro che attendono i mezzi per svolgere le loro funzioni – per la prima volta nella storia d´Italia tutti i Rettori si sono dimessi, per la mancanza di fondi. La maxi-sanatoria fiscale ha fatto inferocire gl´imbecilli d´Italia, ossia quelli che pagano le tasse. Oggi la famosa gente comune, soprattutto quella che ha votato per la Casa delle Libertà e, in particolare, per Forza Italia, si sente gabbata e il consenso per il cosiddetto centrodestra sta cadendo. Ci sono i sondaggi di Datamedia che dicono sì, ma in misura minima; la gente che crede ai sondaggi di Datamedia è tuttavia in rapida flessione giacché è un istituto è legato a Berlusconi. In fondo, anche questa è una furberia di breve durata, alla fine è un altro errore, giacché la gente non crede più a quell´istituto anche se dice la verità.
          Allora, se ci fosse un´implosione, un crollo non provocato da una vigorosa spinta esterna, che potrebbe succedere? Che potrebbe fare l´opposizione, quando ci fossero i cocci? Be´ credo che allora partiti e movimenti di opposizione civile sarebbero addirittura costretti a ricompattarsi.
          L´ottimo Giuliano Ferrara ha detto: attenzione, Berlusconi va preso molto sul serio. Io sono tra quelli che lo hanno preso seriamente fin da principio. Un personaggio che ha il programma che confessò a Biagi è pericolosissimo poiché è capace di tutto per giungere e poi per restare al potere – "devolution" o blando federalismo, privatizzazioni e liberismo o, al contrario, statalismo e colbertismo, per lui non hanno nessuna rilevanza, ma lo si vuol capire o no? Si vuole o no riconoscere che quel programma esclude azioni volte verso l´interesse pubblico, salvo che per accidente? Se riconosciamo questa verità, tutto diventa chiaro: l´assalto alla giustizia, la depenalizzazione di vari reati, "il legittimo sospetto", il rifiuto di rispondere ai giudici, la "devolution" per compiacere Bossi, che oggi è alleato più fido dei centristi e che può servire a defenestrare il presidente Ciampi, l´attacco al Quirinale, la Rai e il vergognoso conflitto d´interessi che compromette la libertà di espressione. Il guaio è che sarà un processo lungo, faticoso e difficile cancellare le "leggi della vergogna" e i cambiamenti della Costituzione, che agli italiani costò lacrime e sangue. Battere Berlusconi in campo aperto, avvalersi di una oggi non improbabile implosione è una questione essenziale: di "decenza", come ha detto Magris, ovvero di dignità e di civiltà. O l´Italia è diventata, questa volta veramente, la terra dei morti?