“Commenti” Giudizio e pregiudizio (L.La Spina)

31/03/2006
    venerd� 31 marzo 2006

      Prima Pagina e pagina 10 – Editoriale

      GIUDIZIO
      E PREGIUDIZIO

        Luigi La Spina

          ALLA vigilia dell’ultima settimana di campagna elettorale e a pochi giorni dall’ultimo, importante se non decisivo, duello tv tra Berlusconi e Prodi, il pronostico sul risultato sembra ancora incerto. Gi� chiarissima �, invece, l’indicazione suggerita dall’andamento di queste settimane di propaganda: quella di cambiare, il pi� presto possibile, una legge che sta provocando una larghissima irritazione e una profonda ripulsa da parte dei cittadini. Un corpo elettorale che si sente espropriato di un diritto fondamentale, quello di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento nazionale, da una ristretta nomen-klatura partitica che ci ha imposto un nuovo e inedito tipo di voto: il suffragio all’eletto anonimo.

            E’ vero che la quasi totalit� dei sondaggi, prima che ne fosse vietata la diffusione, prevedeva un vantaggio, pi� o meno sensibile, del centrosinistra sul centrodestra. Ma il rush finale propagandistico di Berlusconi sembra aver trovato un’arma insidiosa ed efficace: la paura di un aumento delle tasse, nel caso di una vittoria del suo antagonista. Cos�, si sta verificando un rovesciamento di posizioni davvero singolare. La campagna elettorale si era aperta, sulla questione tasse, con un imputato, il presidente del Consiglio, accusato di non essere riuscito a mantenere l’impegno di ridurle, secondo il famoso �contratto con gli italiani� firmato in tv da Vespa. Si chiude, sempre sulla questione tasse, con Prodi sotto tiro per i progetti della sua coalizione sulle rendite finanziarie, sulle successioni, sulle revisioni dei catasti.

              L’attacco di Berlusconi � proprio al cuore (e alle tasche) di quel ceto medio pi� colpito dalla disillusione per il mancato rispetto delle promesse di questo governo. Quella fascia di elettori �mobili� che, cinque anni fa, credette alle sue parole e determin� il suo successo e che, ora, potrebbe scegliere di rassegnarsi al �male minore�, di fronte alle incognite di un cambiamento che inquieta. Nei prossimi giorni Prodi e i leader del centrosinistra cercheranno di chiarire i termini quantitativi delle questioni di cui si parla: in ballo ci sono, per redditi medi, cifre annue modeste. Ma i danni provocati dalla �confusione delle lingue� nella coalizione di centrosinistra sono notevoli. Bertinotti in tv, per esempio, ha citato numeri che contraddicono la promessa prodiana di non colpire patrimoni non certo cospicui. Con il risultato di costringere il leader dello schieramento a correzioni ripetute e affannose.

                Il rischio di una Waterloo comunicativa del centrosinistra � aggravato da una sintetica impressione: una sostanziale �partita di giro� tra maggiori entrate per i benefici del ridotto cuneo fiscale e maggiori uscite per aliquote pi� alte sulle rendite finanziarie dovrebbe quasi pareggiare i conti per il contribuente medio, quello pi� spaventato in queste ore. La tassa di successione, inoltre, porter� alle casse dello Stato un ben misero contributo. Insomma, pesanti guasti elettorali in vista di un piccolissimo beneficio erariale.

                  I risultati delle promesse berlusconiane sulle tasse potevano suggerire alla coalizione avversaria una duplice strada: o quella di una spregiudicata imitazione, nella speranza di essere pi� convincente e, soprattutto, di poter usufruire di una migliore congiuntura economica per rispettare gli impegni. Oppure, quella della credibilit�, fondata sulla denuncia delle risorse per finanziare le manovre con le quali si intende far ripartire la nostra economia. Il centrosinistra ha lodevolmente scelto quest’ultima via, ma l’ha seguita con due clamorosi errori. Il primo � stato quello di non dichiarare solo gli indirizzi e i criteri fondamentali secondo cui si intendono trovare le somme necessarie, ma di scendere in dettagli che non si possono definire in anticipo, senza conoscere i conti che si troveranno nelle casse dello Stato al momento della decisione. N� le circostanze in cui si dovranno graduare i tempi e i modi delle misure. Il secondo errore si � compiuto quando � cominciato il carosello delle cifre, affidato alla libera interpretazione di tutti i leader dei partiti che compongono quello schieramento. Al contrario, la lezione � stata ben imparata da Berlusconi che, infatti, ha lasciato nel vago il programma della sua politica economica e fiscale, vero �oggetto misterioso� della sua propaganda.

                    L’andamento di questa campagna elettorale � stato sconfortante non tanto per i toni esasperati, i colpi bassi, la slealt� intellettuale che l’hanno caratterizzata: chi si aspettava buone maniere e civilt� nella discussione o ha perso la memoria o dispone di un tasso di ingenuit� davvero eccessivo. La constatazione pi� amara � un’altra: ormai dobbiamo ammettere che si � spezzata l’illusione di un possibile confronto razionale tra le promesse elettorali. La nostra scelta, perci�, rischia di dover restare affidata solo alla credibilit� dei due leader come amministratori del nostro Paese nei prossimi cinque anni. Speravamo di poter esercitare un giudizio; invece, ci dobbiamo accontentare di un pregiudizio.