Comitato di redazione de «l’Unità»: comunicato sindacale

30/10/2007
    martedì 30 ottobre 2007

      Pagine 8 – Interni

        Il comitato di redazione
        Comunicato sindacale sulla situazione de «l’Unità»

          Il Cdr de l’Unità ha ieri incontrato la presidente del CdA della Nie, Marialina Marcucci, dalla quale ha ricevuto solo generiche informazioni sull’ingresso di nuovi soci alla testa della società editrice de l’Unità. Le preoccupazioni della redazione de l’Unità sono intatte, di fronte alla prospettiva – non confermata, ma nemmeno smentita dalla Marcucci – che il proprietario di Libero diventi l’editore de l’Unità, e dell’impatto che una situazione del genere finirebbe per avere sui lettori, sulla storia e sulla vita del giornale, anche per via delle mancate garanzie fornite sull’autonomia e sulla collocazione del quotidiano. Se Sensi, proprietario della Roma, acquistasse la Lazio, i giornali sarebbero pieni di paginate di dibattiti sui valori, sull’identità e sulla storia delle due squadre e l’opinione pubblica in subbuglio: forse, a maggior ragione, anche la "questione Unità" dovrebbe essere al centro del dibattito politico, culturale e sociale del Paese. La salvaguardia di un giornale che è parte integrante del dibattito politico, del confronto culturale e di idee, va sottolineato, non può essere intesa come in contrasto con la "discontinuità" dalla "vecchia politica" che dovrà segnare la nascita del Partito democratico.

          Dal confronto tra la presidente ed il Cdr l’assemblea dei redattori ha ricavato la certezza che sia in corso una trattativa a livello avanzato con un eventuale socio, destinato ad essere "a vocazione maggioritaria" all’interno della Nie. Un imprenditore privato interessato all’azienda nel suo complesso, nonché – così ci è stato spiegato – allo sviluppo della testata che, peraltro, potrebbe essere acquisita insieme alla società editrice. Secondo Marcucci, nuovi ingressi nel capitale azionario rientrano in una normale dinamica di mercato, mentre non vi sarebbero, allo stato, altri soggetti interessati ad entrare nella compagine azionaria del giornale.

          Ma una realtà complessa e sensibile come un quotidiano, e a maggior ragione come l’Unità, così strettamente legata all’identità della propria storia, dei suoi lettori e dei suoi lavoratori, non può essere messa in vendita come un prodotto qualsiasi. "Non si può giustificare un’operazione così con il motto ‘è il mercato, bellezza’”, ha sottolineato Roberto Natale, della giunta nazionale della Fnsi, che confermando – anche a nome dell’Associazione Stampa Romana – il pieno appoggio del sindacato dei giornalisti alla redazione, ha inteso sottolineare come quella de l’Unità sia "una questione editoriale e politica nazionale".

          L’assemblea dei redattori de l’Unità ritiene estremamente preoccupante l’ipotesi che una testata assolutamente peculiare come quella de l’Unità sia nelle esclusive mani di un imprenditore – chiunque esso sia. E questo senza che vi siano – né sono emersi nell’incontro avuto con Marialina Marcucci – sufficienti garanzie riguardo all’autonomia, la collocazione, l’identità e lo sviluppo del giornale. Principi che debbono essere rispettati, indipendentemente da quali siano i soggetti economici interessati ad acquisirlo. L’Unità ha bisogno di capitali freschi e di investimenti, e ben vengano imprenditori che ne assicurino un rilancio coerente con la sua identità. Nessuno demonizza il mercato, ma i redattori si chiedono come sia possibile che non siano ancora stati messi in atto tutti gli strumenti necessari per mantenere il radicamento della testata – cioè del suo storico nome – nella vita democratica del Paese, mentre rilevano che l’interessamento di imprenditori privati alla sua proprietà conferma il prestigio e la vitalità che anche la redazione ha garantito in questi anni.

          Per tutti questi motivi, l’assemblea indica – chiunque si metta alla testa della Nie – nella formazione di un comitato di garanti e nell’adozione di un decalogo di valori uno strumento essenziale per la salvaguardia dell’autonomia della redazione: garanti scelti tra personalità di altissimo profilo del mondo della politica, della cultura e della società democratica del Paese. Per la definizione del Comitato dei garanti il Cdr chiederà un confronto con tutte le diverse culture politiche che hanno dato vita al Pd e, più in generale, di tutto il centrosinistra, confronto che coinvolgerà anche gli ex direttori de l’Unità.

          A proposito delle sorti del marchio storico l’Unità e delle prospettive del giornale, l’Assemblea dei redattori ha invitato il Cdr a richiedere un incontro urgente con il segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, con l’onorevole Piero Fassino e con il senatore Ugo Sposetti, rispettivamente segretario e tesoriere dei Ds, nonché con i vertici della Fondazione che dovrà gestire il patrimonio dei Democratici di sinistra.

          Su proposta del Cdr l’assemblea dei redattori ha indetto immediatamente lo stato d’agitazione e valuterà la possibilità di richiedere il congelamento degli accordi sottoscritti lo scorso luglio in sede aziendale. Al Cdr è stato affidato un pacchetto di sette giorni di scioperi che verrà calendarizzato se non vi saranno risposte adeguate circa il rispetto di principi a garanzia dell’autonomia della redazione e della collocazione del giornale, nonché sui destini della testata.

        L’assemblea
        dei redattori de «l’Unità»