Comitato di Direzione CES e Scuola d’Inverno

Comitato di Direzione CES e Scuola d’Inverno. Copenhagen, 7 e 8 febbraio 2012

In occasione della Scuola d’Inverno della CES, rivolta ai Segretari Generali delle Organizzazioni affiliate, sul tema della contrattazione collettiva e i salari, si è tenuto il Comitato di Direzione CES allargato a tutte le oo.ss. presenti.

Punto principale della riunione sono stati i risultati del Vertice informale europeo su crescita e occupazione del 30 gennaio. Il giudizio della CES, peraltro già diffuso con diversi comunicati stampa, è stato molto negativo, in quanto si continua a percorrere la strada dell’austerità, dedicando poco spazio alla crescita, evitando impegni concreti e perseverando su politiche  di contenimento e taglio della spesa e di disciplina fiscale. Al centro c’è sempre il patto fiscale e la questione della crescita passa in secondo piano, nonostante alcune voci (FMI e altre istituzioni internazionali) comincino ad unirsi alla CES nella sua visione che la sola austerità porterà ad ulteriore recessione dell’area Euro per il 2012 e gli anni a venire.
Le tre priorità indicate dal Consiglio sono:

    1.lo stimolo all’occupazione, in particolare quella giovanile, attraverso le riforme del mercato del lavoro, con un accento sugli alti costi del lavoro in relazione alla produttività; il superamento dei divari professionali e la promozione della mobilità geografica. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile si propone di reindirizzare i fondi UE disponibili e utilizzare i Fondi Strutturali per questa emergenza. Si propone inoltre la costituzione di un “team”composto da Commissione, autorità nazionali e parti sociali nazionali degli otto Paesi con tassi di disoccupazione giovanile più elevati, per sviluppare azioni mirate. La Commissione prevede nel mese corrente di avviare delle visite in questi Paesi.
    2.Completamento del mercato interno attraverso l’implementazione della legislazione UE sui servizi e sul mercato energetico; conclusione di accordi commerciali e semplificazione delle regole sugli appalti pubblici.
    3.Regolamentazione più snella per le PMI: la CES teme che si possa incidere sulle tutele dei lavoratori e le normative sul lavoro per le piccole imprese.

Per concludere, il vertice sulla crescita e l’occupazione non ha portato i risultati sperati per riportare l’Europa verso il rilancio dell’economia e verso la creazione di posti di lavoro dignitosi. Le ricette proposte continuano ad essere sbagliate e la CES continua a sostenere la necessità di  un corso diverso proponendo tra l’altro che la BCE diventi prestatore di ultima istanza  per garantire liquidità; un piano di investimenti  infrastrutturali attraverso il trasferimento degli elevati surplus di una parte dell’area Euro  per lo sviluppo delle strutture economiche e industriali delle economie deficitarie dell’area Euro; invertire le tendenze di promozione del lavoro precario e della flessibilità salariale verso a favore di un processo di crescita dei salari e dei salari minimi nazionali. La Direzione ha dato mandato alla CES di preparare un documento in vista del Vertice del 1. marzo.
Conseguentemente la decisione di indire una giornata di azione europea, il 29 febbraio p.v., alla vigilia del Consiglio europeo, da organizzarsi a livello di singolo Paese, richiede uno sforzo particolare da parte di tutte le oo.ss. nazionali, per dare voce al movimento sindacale europeo, visibilità alle nostre preoccupazioni e per diffondere le nostre proposte di politica economica. In questo ambito, Cgil, Cisl, Uil organizzano una manifestazione unitaria al Pantheon a Roma con la presenza dei Segretari Generali. (Allegato dichiarazione dei membri del Consiglio Europeo 30 gennaio 2012)

Altro punto all’odg è stato quello relativo al Regolamento Monti II.  L’adozione della proposta di Regolamento Monti II rappresenta il fallimento rispetto all’intento originario di Monti, non raggiungendo gli obiettivi previsti. Rappresenta un passo indietro nella civiltà giuridica ed è in continuità con le sentenze della Corte di Giustizia europea. Lo sciopero rappresenta un ostacolo al funzionamento del mercato interno. La base giuridica proposta rende impossibile influenzare il processo legislativo: il Parlamento europeo non può presentare emendamenti ed è richiesta l’unanimità del Consiglio.  Per queste ragioni  la Ces chiederà alle istituzioni europee di rigettare la proposta (a tal proposito si veda la nota inviata sul taccuino n. 025 dell’8 febbraio 2012).

Scuola d’Inverno: “Solidarietà nella crisi ed oltre: verso un approccio sindacale europeo coordinato per affrontare il dumping sociale”

Per dare seguito alla Risoluzione approvata al Congresso di Atene del maggio 2011, la Scuola d’Inverno, che ha riunito i Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali affiliate alla CES, aveva il compito di riprendere alcuni questioni relative al mercato del lavoro europeo dopo l’approvazione del Patto Euro Plus, la riforma della governance economica europea e il Patto fiscale. La domanda è cosa fare per non indebolire il modello sociale europeo alla luce delle regole sulla gestione dei bilanci. E’ evidente che il peso delle nuove regole pesano sui lavoratori, riducendo i loro salari e i loro diritti. La discussione in seno alla CES dovrebbe portare alla condivisione di un approccio strategico a livello europeo da implementare a livello nazionale per contrastare le pressioni verso il basso sui salari e sul modello sociale europeo in generale, sul welfare, sulla contrattazione collettiva e l’autonomia delle parti sociali. Per questa ragione i lavori si sono sviluppati in tre sessioni distinte, che hanno analizzato e approfondito le seguenti tematiche:

    1.il coordinamento della contrattazione collettiva e le prospettive future nel quadro dei cambiamenti nelle relazioni industriali nazionali. In tale sessione si è discusso su come organizzare la contrattazione e come garantire una copertura universale;
    2.la lotta alle diseguaglianze e il ruolo del salario minimo;
    3.il contratto sociale europeo come risposta al patto di bilancio.

I punti fermi della discussione sono stati quelli della protezione dei salari e della contrattazione collettiva. Sindacati forti e copertura sindacale sono l’elemento principale per difendere i lavoratori, nella lotta al dumping sociale e salariale. Nel dibattito interno va inserito anche il concetto di “sciopero generale europeo”, verificando la sua fattibilità e le sue possibili forme. A livello nazionale, l’estensione dei contratti collettivi ad interi settori attraverso il principio erga omnes, può contribuire a ridurre le pressioni verso il basso, e a contrastare le pressioni dell’UE a favore del decentramento e dell’individualizzazione dei sistemi di contrattazione collettiva. Per la Cgil abbiamo sostenuto le ragioni del nostro modello contrattuale basato sulla contrattazione su due livelli e sul salario contrattuale. Permane ancora la discussione sul salario minimo che oggi rappresenta il 30% della media delle retribuzioni. La novità viene dal DGB in Germania: anche loro rivendicano il salario minimo e propongono 8 Euro l’ora. L’obiettivo della CES di arrivare al 50/60% della media delle retribuzioni in essere nei singoli Paesi, si scontra con la realtà. A fronte di una legge sul salario minimo, le controparti applicano il minimo di legge.

Per contrastare l’idea presente nella governance economica europea che le retribuzioni debbano essere al servizio della competitività, la CES sostiene che i salari devono aumentare sulla base della produttività e dell’inflazione: questa regola aurea deve essere applicata in tutti i Paesi ed è inoltre necessario che nei Paesi in surplus vi siano incrementi maggiori delle retribuzioni, quale strumento per incentivare la domanda interna e compensare gli squilibri macroeconomici.  La Ces sostiene anche soluzioni differenziate a seconda delle necessità dei singoli Paesi, anche per introdurre strumenti atti a salvaguardare le retribuzioni (vedi salario minimo per legge).

La CES proporrà al prossimo Esecutivo di marzo un documento sulle linee generali scaturite dalla discussione della Scuola d’inverno sulla strategia della CES sul coordinamento della contrattazione collettiva, sui salari e sul Patto sociale, che verrà presentato alle istituzioni europee (in allegato il documento di discussione dei lavori)

A cura di: Nicola Nicolosi – Giulia Barbucci