Come tagliare il cuneo fiscale e soddisfare Bruxelles?

10/05/2006
    mercoled� 10 maggio 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    CONTI PUBBLICI

      Mentre si attende il voto per il presidente della Repubblica, i parlamentari valutano le prospettive dell’economia e la necessit� della manovra correttiva

        Come fa Prodi a tagliare il cuneo fiscale
        e a soddisfare i rigori di Bruxelles?

          di Bianca Di Giovanni

            �Manovra? no� Paolo Cirino Pomicino risponde placido e sicuro. Sembra un ministro dell’Economia in pectore. Anzi, in carica. � vulcanico il democristiano doc da sempre nelle stanze della politica. Passa da Giulio Tremonti (�abbiamo parlato di tutto di pi�) ai conti di Bruxelles, dal debito al rilancio dell’economia, con guizzi fulminei, senza incontrare ostacoli. En passant fa anche qualche accenno stile Peppone e don Camillo. �Voi dell’Unit�, bravi bravi… da 80 anni dalla parte sbagliata… coerenti�. Sar�, meglio coerenti che c… come ha detto Berlusconi. Ma i conti pubblici onorevole? �Si far� un Dpef concordato con l’Ue, poi con la manovra d’autunno si vareranno misure anticipate a quest’anno. Non c’� altra strada se il governo entra in carica a giugno�. Semplice, semplicissimo. �Il debito? Non � il vero problema dell’Italia – dichiara senza neanche tentennare un po’ – Con i risparmi delle famiglie, non vedo cosa si rischi con il 107% di debito (e cosa si rischia? Nulla? Proprio nulla?). L’importante � tenere a bada il deficit, cio� agire sulle tendenze�. Per questo servirebbe la manovra. �Impossibile�, l’ex ministro ne � sicuro. Non � proprio il caso con la crescita cos� bassa. �Non capisco poi come fa Draghi a dire che con l’1,3% di Pil c’� la ripresa – aggiunge – Se quella � la crescita, andiamo bene…�.

            �Quella crescita equivale al Pil potenziale dell’Italia – osserva Nicola Rossi, anche lui “di stanza” in Transatlantico tra un voto e l’altro – L’Europa fa il 2,1% perch� quello � il suo Pil potenziale. � chiaro che per fare meglio bisogna puntare a misure strutturali, altrimenti si resta fermi l�. Insomma, il primo obiettivo � la crescita. Nessuno parla di risanamento sganciato da misure per il rilancio dell’economia. Il che, stando almeno al programma dell’Unione, significa soprattutto il taglio di 5 punti di cuneo fiscale. Complessivamente costerebbe 10 miliardi. Un po’ troppo, si inizier� gradualmente? �Temo proprio che per funzionare bisogna tagliarli tutte e 5 insieme – aggiunge l’economista diessino – Magari si selezioner� il campo d’applicazione. Per esempio, solo per le aziende esportatrici. Vero � che � difficile selezionarle, ma un modo si pu� trovare�.

            Intanto si allungano le ombre sui comportamenti della Commissione Ue. Come mai ha cambiato idea cos� repentinamente? �Mi fido di Almunia – dichiara subito Enrico Letta, eurodeputato della Margherita – Andremo a Bruxelles e negozieremo un rientro in 18 mesi per intercettare la ripresa. La Commissione non pu� chiedere a questo governo quello che non ha chiesto al precedente. E non solo: quello che non ha chiesto agli altri Paesi�.

            Insomma, la strada passa solo per il negoziato: non c’� alternativa. Naturalmente si partir� da un’analisi attenta dello stato effettivo dei conti. Gi� Vincenzo Visco ha avvertito che il quadro fornito dalla Commissione � ottimistico. Ieri si � aggiunto il Ref con previsioni assai preoccupanti: deficit al 5% nel 2006. Solo una stima, per carit�. L’ex Ragioniere generale Andrea Monorchio preferisce stare ai numeri di Bruxelles e parla di una manovra aggiuntiva tra i 5 e i 7 miliardi. Ma � il solo a fare numeri.