Colpo di reni nelle vendite

24/09/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
226, pag. 5 del 24/9/2003
di Bruno Mastragostino



Per l’Istat, a guidare la crescita sono stati alimentari e grandi magazzini.

Colpo di reni nelle vendite

Aumento, in luglio, del 2,2%. In 7 mesi +2,7%

Le vendite riprendono fiato dopo il brutto risultato di giugno, ma, come accade da tempo, a tenerle su sono sempre i prodotti alimentari e la grande distribuzione che, seppure di poco, riescono almeno a stare dietro all’inflazione, che, nello stesso mese, si è fissata a +2,7%. Secondo l’Istat, infatti, a luglio l’indice del valore delle vendite al dettaglio è salito a 105,3 (base 2000=100) con un aumento del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2002, mentre nei primi sette mesi dell’anno la variazione è pari a +2,7%. Su base mensile, invece, la crescita è dello 0,6%.

Le vendite, prosegue l’Istat, salgono grazie, in massima parte, ai prodotti alimentari, che hanno fatto registrare un incremento del 3,8%, contro un aumento dell’1,3% dei non food. Insomma, se si escludono le vendite di prodotti alimentari, il commercio al dettaglio continua a vacillare. Tra l’altro, sia la variazione annua sia quella congiunturale sembrano un rimbalzo rispetto ai brutti risultati di giugno, quando il tendenziale ha segnato un misero +0,2% e il congiunturale addirittura una flessione dello 0,3%.

La grande distribuzione, come accennato, rispetto alla piccola distribuzione, va sempre meglio e nel mese in esame ha incassato un aumento del 3,9%, mentre i piccoli esercenti si sono dovuti accontentare di un aumento dell’1,1% che, considerando l’inflazione, diventa un calo secco di quasi un punto e mezzo percentuale.

All’interno della gdo, prosegue l’Istat, i diversi punti vendita fanno rilevare tutti buoni incrementi. Il risultato migliore arriva però dai grandi magazzini (+5,3%) ed è una sorpresa, dovuta forse ai saldi, perché il settore va male da tempo e infatti nei primi sette mesi è in calo dello 0,2%. Seguono i negozi specializzati di grande superficie (+5%), gli hard discount (+4,5%) e i supermercati (+4,4%). Chiudono gli ipermercati con +2,5%.

Tra i prodotti non food, che ricordiamo segnano un incremento piuttosto basso e pari a un terzo degli alimentari, ce n’è più d’uno con aumenti molto vicini allo zero: giochi, giocattoli, sport e campeggio (+0,6%), prodotti di profumeria e cura della persona (+0,4%) e supporti magnetici e strumenti musicali (+0,1%). Gli aumenti più importanti delle vendite, in ogni caso mai superiori al costo della vita, sono stati registrati nell’abbigliamento e pellicceria (+2%), nelle dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (+1,9%) e nell’utensileria per la casa e ferramenta (+1,7%).

Quanto all’andamento delle vendite a livello territoriale, l’aumento maggiore è stato rilevato nel Nordovest (+3%). Subito dopo arrivano il Nordest (+2,2%), il Centro (+2%) e il Sud (+1,8%).