«Colpo al Welfare e alla pace sociale»

11/11/2005
    venerdì 11 novembre 2005

    Pagina 4 – Economia

      Assemblea comune contro la Finanziaria 2006. Errani: si mettono le mani in tasca agli italiani. Epifani: addio promesse

      "Colpo al Welfare e alla pace sociale"

        Enti locali e sindacati: dimezzati i fondi, il governo ci umilia

          MARIO REGGIO

            ROMA – «È l´inizio della fine dello Stato sociale». Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, cooperative d´assistenza, Cgil, Cisl e Uil, sono d´accordo: con la Finanziaria 2006 è in pericolo la coesione del Paese. E l´hanno ribadito ieri, nel corso di un´assemblea aperta al Palazzo dei Congressi all´Eur. «Non è un caso che ci troviamo per la prima volta tutti assieme – esordisce il presidente della Conferenza dei governatori regionali, Vasco Errani – la situazione è davvero drammatica, il governo ha dato il via ad uno strappo istituzionale con le autonomie locali, tagliando del 50 per cento il Fondo nazionale per le politiche sociali, dopo averci assicurato che le risorse si sarebbero trovate». Il paradosso è che si sta ripetendo la situazione del 2005, quando dalle casse dello Stato sono usciti 518 milioni di euro da destinare ai progetti per le famiglie, minori e anziani, assistenza ai disabili e inclusione sociale. Degli altri 500 milioni di euro si sono perse le tracce. Intanto Regioni e Comuni hanno già anticipato i soldi. La storia si ripete per il 2006. Malgrado le rassicurazioni dei ministri del Welfare Roberto Maroni e del presidente della Conferenza unificata Stato Regioni che nella seduta del 28 luglio scorso si erano impegnati a coprire per intero il fondo nazionale.

            «Il governo afferma di continuo che non metterà le mani nelle tasche degli italiani – sbotta il presidente Vasco Errani – ma gli italiani hanno il diritto di sapere quello che sta accadendo e come stanno le cose. Ciascuno deve si deve assumere almeno la responsabilità di ciò che fa perché questo è un principio fondamentale di ogni governo».

              E a dimostrazione della compattezza delle Regioni, Antonio De Poli, Udc, assessore del Veneto e coordinatore nazionale per le politiche sociali rincara la dose: «Le politiche sociali non hanno colore politico. Almeno abbiano la dignità di darci una risposta, perché tutto questo riguarda le fasce più deboli della popolazione». Ad esprimere solidarietà agli enti locali, presenti all´Eur anche i massimi rappresentanti dei sindacati confederali. Per Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, i tagli evidenziano «un governo che non tiene conto di ciò che gli si chiede e non tiene fede agli impegni presi con le autonomie locali: quando fa delle promesse agli enti locali e poi non le mantiene obbliga i sindaci a non mantenere a loro volta gli impegni presi con i cittadini. Occorre battersi perché questa cultura non prevalga – ha concluso – perché un´altra idea di governo è possibile e lo sciopero generale del 25 novembre contro la finanziaria incarni questa speranza». Per Savino Pezzotta, «il governo umilia i sindacati e gli enti locali, e se si nega il loro ruolo e la loro funzione, si fa male al Paese e alla democrazia». Facendo poi riferimento agli episodi di guerriglia urbana nei sobborghi di Parigi, Pezzotta ha ricordato che «se in Italia non siamo ancora arrivati alla situazione francese è solo perché c´è un sistema diffuso di enti locali, e c´è un sociale organizzato. Sono questi i due elementi che tengono insieme e danno coesione al Paese».