Collocamento, sì alla riforma

12/04/2002



In Italia e…

Disco verde del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che riorganizza il sistema pubblicoCollocamento, sì alla riforma
In soffitta le liste e i libretti di lavoro – Vincoli più stretti per conservare lo status di disoccupato

Lina Palmerini

ROMA – Ha tagliato il traguardo ieri, con il sì del Consiglio dei ministri, il nuovo sistema di collocamento. Le novità, per chi cerca lavoro e per chi assume, sono molte ma la vera sfida è tutta per il sistema pubblico che dovrà trovare la capacità e l’efficienza per offrire un servizio fino a oggi inesistente. A condannare clamorosamente l’attuale sistema di incrocio tra domanda e offerta di lavoro sono i numeri: solo il 2,5% dei disoccupati è riuscito a trovare un posto attraverso gli uffici di collocamento. Un fallimento vistoso che ha imposto il cambiamento varato con decreto legislativo del Governo, destinato ancora a futuri sviluppi. Nella delega-lavoro (quella in cui sono contenute anche le modifiche all’articolo 18), infatti, c’è un altro pezzo di riforma, importante almeno quanto questa. Si prevede, cioè, che anche le società di lavoro temporaneo possano svolgere un’attività di collocamento. Questo vuol dire che le agenzie di interinale andranno a rafforzare le fila dei "privati", pochi, che oggi già svolgono un servizio di intermediazione. Dunque, non solo si creeranno delle società forti sul mercato del lavoro in grado di svolgere sinergicamente più ruoli (interinale, collocamento, formazione, staff leasing), ma soprattutto s’innescherà una vera concorrenza con le agenzie pubbliche. Il rischio, per queste ultime, è che vengano relegate a un ruolo marginale. In attesa della competizione che arriverà, adesso per i servizi all’impiego pubblici è il momento della riorganizzazione. Una fase nuova che vede in prima linea anche i lavoratori e i disoccupati, in particolare, che avranno regole più strette. Lo stato di disoccupazione, per esempio, assume una definizione più stringente: «Chi non ha un posto ma è immediatamente disponibile allo svolgimento o alla ricerca di un’attività lavorativa». Infatti, chi rifiuterà le iniziative formative offerte dai servizi all’impiego, o una congrua offerta di lavoro a tempo pieno e indeterminato o a termine (almeno 8 mesi che diventano 4 per i giovani) nel territorio regionale, perderà lo status di disoccupato. Non potrà più accedere quindi nè all’indennità nè agli eventuali benefici assistenziali connessi. Solo chi avrà un reddito sotto i 6.145 euro, pur svolgendo un’attività di lavoro, continuerà a mantenere lo stato di disoccupato che invece, per i redditi superiori, verrà sospeso. La sfida per gli uffici sarà tutta sull’organizzazione e sull’offerta di servizi. Per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, dovranno programmare interviste periodiche ai senza lavoro e, entro tre mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione, un colloquio di orientamento. Dopo sei mesi invece gli uffici dovranno essere in grado di offrire una proposta di adesione a iniziative formative. Sul piano "burocratico", scompariranno le liste di collocamento: non ci sarà quindi più l’iscrizione e "l’anzianità" di lista che dà diritto a dei benefici assistenziali. Il disoccupato potrà più semplicemente iscriversi all’elenco anagrafico che verrà predisposto dagli uffici. Le superstiti, oltre le liste di mobilità che veranno "trattate" nella riforma degli ammortizzatori, sono quelle della gente di mare e dello spettacolo oltre che dei disabili. Sparisce anche il vecchio libretto di lavoro: al suo posto ci sarà una scheda professionale che conterrà i dati-base del lavoratore (anche il curriculum). Tutte le schede professionali alimenteranno il Sil, ossia il sistema infomatico del lavoro che avrà in rete i dati delle offerte e delle domande. La novità è che si estende a tutti la chiamata diretta: per i datori di lavoro non sarà più necessario passare per l’ufficio di collocamento per assumere, basterà solo dare comunicazione dell’avvenuto contratto (anche atipico). Un’altrà novità è che chi è stato coinvolto da licenziamenti collettivi vede diminuito il tempo del diritto di precedenza per la riassunzione: finora era di un anno, diventerà di sei mesi. (Tutto il testo è sul Sole-24 Ore on line). «È l’ultimo lavoro di Marco Biagi», ha detto il ministro del Welfare Maroni annunciando il varo del decreto.

…in Europa

SPAGNA: Sportelli in concorrenza con le agenzie private
A gestire la rete nazionale pubblica spagnola del collocamento è l’Istituto Nacional de Empleo (Inem). In ogni centro è attiva una struttura Inem a cui i lavoratori possono iscriversi. L’iscrizione è obbligatoria per i lavoratori che richiedono o percepiscono sussidi o indennità. All’Inem, inoltre, devono essere comunicate le assunzioni per qualunque forma contrattuale. Il sistema spagnolo dei servizi per l’impiego lavora in concorrenza con i soggetti privati per quanto riguarda l’attività di orientamento al lavoro. E’ particolarmente efficace per i lavoratori del settore industriale e dei servizi, mentre gli specialisti e i lavoratori ad alta qualificazione si avvalgono di servizi specializzati, di solito appoggiandosi a società private. I servizi Inem vanno dalle offerte di lavoro, alle informazioni sulle misure per l’incremento dell’occupazione, alle informazioni sui percorsi e le opportunità di formazione professionale, alle notizie sulle modalità delle prestazioni e dei sussidi di sicurezza sociale.
FRANCIA: L’intervento dello Stato rimane quasi esclusivo
Nel sistema francese le agenzie pubbliche di collocamento fanno parte del sistema statale Anpe (Agence national pour l’emploi). L’Anpe non ha il monopolio dei servizi pubblici di collocamento che possono essere forniti pure da altri istituti statali, anche in convenzione con il sistema Anpe. Esistono, inoltre, strutture parallele statali di emanazione del sistema Anpe per il collocamento del personale dirigenziale (Apec) e per la predisposizione di servizi mirati per gli stranieri in cerca di lavoro. Queste strutture hanno una propria rete di servizi che opera con attività di consulenza e di informazione. I disoccupati per ricevere le prestazioni di disoccupazione devono obbligatoriamente iscriversi all’Anpe, e l’iscrizione deve essere rinnovata periodicamente. I principali servizi erogati dal sistema francese sono: informazioni e consulenze per chi cerca lavoro e alle imprese, preselezione ed esame dei candidati, promozione di percorsi formativi con l’agenzia nazionale per la formazione professionale



GERMANIA: L’azienda può rifiutare il candidato proposto
I servizi per l’impiego pubblici in Germania sono assicurati dall’Ente federale del lavoro, Bundesanstalt fur arbeit (Ba), che offre una vasta rete di servizi gratuiti per i disoccupati e per le imprese. Si va dalle informazioni sulle offerte di lavoro, alla formazione professionale, all’orientamento al lavoro, al collocamento dei disabili. Dall’inizio degli anni ’90 sono attive anche le strutture di orientamento private, con concessione dal sistema pubblico Ba. Presso le sedi universitarie, inoltre, ci sono strutture specializzate per l’accesso al lavoro dei neolaureati. Nel sistema tedesco il datore di lavoro non è obbligato ad accettare i candidati proposti dall’Ente statale, ma è tenuto a comunicare le richieste di lavoro. La Germania, inoltre, offre particolari agevolazioni ai datori di lavoro di altri Paesi dell’Unione Europea che assumono lavoratori tedeschi attraverso la rete Eures. Il servizio di collocamento nazionale Ba fornisce due servizi specifici: per il personale qualificato e per le richieste di lavoro provenienti dall’estero.





GRAN BRETAGNA: Nei Job center selezioni per accedere ai sussidi
Il sistema del collocamento pubblico britannico opera attraverso la rete dei Job center che, oltre alle opportunità di lavoro, offrono informazioni e consulenze sulle possibilità di formazioni e sulle prestazioni di promozione e previdenza sociale. Elemento distintivo e qualificante del sistema britannico è la connessione tra l’erogazione dei servizi per l’impiego e l’accesso al sistema di protezione sociale. Centrale, inoltre, nell’attività dei Job center è la figura del "client advisor" che esamina la richiesta di prestazione del sussidio di disoccupazione e svolge la funzione di orientamento individuale sull’accesso agli strumenti di protezione sociale collegati ai servizi per l’impiego. In Gran Bretagna sono, inoltre, diffusi anche i Training Access Point, sistemi informatici di facile consultazione, banche dati locali per l’accesso alle informazioni sulle offerte di lavoro e di formazione. Il sistema pubblico inglese si rivolge, soprattutto, all’inserimento dei lavoratori con basse qualifiche. Mentre i lavoratori più qualificati preferiscono utilizzare i servizi privati specializzati.

Venerdí 12 Aprile 2002