Collocamento, parte la sfida

17/04/2002





Il decreto del Governo che riorganizza il sistema pubblico primo passo all’ingresso dei privatiCollocamento, parte la sfida
Nella delega-lavoro, in discussione al Senato, le norme che completeranno la deregulation

Lina Palmerini

ROMA – Il decreto legislativo sulla riforma del collocamento pubblico è solo il primo passo. In realtà, quello che darà una vera e propria scossa al sistema sarà l’ingresso, davvero liberalizzato, dei privati nell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. In poche norme del primo articolo della delega-lavoro, attualmente all’esame del Senato, è scritta la trasformazione che il Governo sta tentando. Primo, soppressione del vincolo dell’oggetto sociale esclusivo che consentirà alle società di interinale di occuparsi anche di collocamento (oggi è vietato). Secondo, incentivazione delle forme di coordinamento tra operatori pubblici e privati. Terzo, revisione della disciplina relativa all’autorizzazione all’attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro e all’accreditamento per le attività di ricerca e selezione del personale e di supporto alla riallocazione professionale. Questi tre passaggi portano a una novità: la presenza per la prima volta sul mercato del lavoro italiano, di operatori privati forti che potranno svolgere in sinergia più di una attività sul mercato del lavoro. Non solo interinale ma anche collocamento e formazione: sulla base della loro attività verranno graduati i requisiti chiesti dal ministero del Welfare per la concessione dell’autorizzazione. Le società private, che si preparano alla sfida di un mercato aperto (vedi articolo a fianco), non chiudono spazi ai collocatori pubblici. Anzi, ribadiscono l’intenzione di voler arrivare a un’integrazione più che a una competizione a tutto campo. Quello che accadrà, dunque, è un progressivo aggiustamento "sul campo" delle funzioni e dei ruoli reciproci di pubblico e privato. Con un fattore decisivo: l’efficacia e la "ricchezza" delle banche dati. Sull’informatica, sulla possibilità di collegarsi online con più sedi nel territorio, sulla correttezza e completezza dei curriculum di disoccupati e aziende, si gioca il successo del "nuovo" collocamento. Il Sil, sistema informativo del lavoro, è ancora al palo. Negli ultimi tre anni, si è più volte tentato di far partire il sistema online ma forse anche su questo fronte l’input arriverà dai privati e dalle società di interinale, in particolare. Sono loro che possono contare su data base aggiornati e completi che diventano il primo fattore competitivo tra le agenzie. In questo campo, di nuovo, il collocamento pubblico è in forte ritardo e dovrà fare non poca fatica a mettersi al passo con la riforma e con i nuovi modelli organizzativi. «Il vero scandalo è un collocamento che trova lavoro solo a 4 italiani su 100 mentre per quello che costa dovrebbe trovarlo a 94 disoccupati su 100». Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, è stato netto: non ci saranno più sconti al sistema pubblico. Intanto una nuova flessibilità e anche nuova possibilità di attività si affaccia sul mercato: lo staff leasing. Attraverso questo strumento, già in vigore nei Paesi anglosassoni e del Nord Europa, sarà possibile, per le aziende, affittare anche a tempo indeterminato il personale. A prevederlo è sempre l’articolo 1 della delega, attualmente in discussione alla commissione Lavoro del Senato. Anche in questo caso, è previsto che siano agenzie specializzate a fare lo staff leasing.

Mercoledí 17 Aprile 2002