Collassa l’export

16/02/2010

In cifra assoluta il 2009 non è stato un anno pessimo per il commercio estero italiano, visto che il deficit complessivo è sceso dagli 11,478 miliardi del 2008 a 4.109 miliardi. Ma a leggere dentro la riduzione del disavanzo si scopre che gran parte del merito è della rapida discesa dei prezzi dei prodotti energetici che hanno largamente contribuito alla caduta dei valori delle importazioni crollate del 22%. E il crollo dell’import è stata accompagnato da una caduta altrettanto pesante dell’export sceso del 20,7% rispetto al 2008. La peggiore caduta – secondo i dati Istat – dal 1970. Commenta Guglielmo Epifani: «la spiegazione è che l’Italia, che non ha avuto problemi col proprio sistema bancario e finanziario, poi paga la crisi molto in quanto è il secondo Paese esportatore dell’Ue, assieme alla Germania». E aggiunge: questo implicherebbe una politica industriale che affronti il nodo della crisi che riguarda le imprese manifatturiere e una parte dei servizi: c’è bisogno che il Governo abbia un obiettivo di politica industriale perché non funziona lasciar andare le cose così con una crisi come questa». Certo, nell’ultimo mese dell’anno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si nota un leggero miglioramento del trend: le esportazioni sono diminuite dell’1,9% e le importazioni del 3%. Su base tendenziale il saldo commerciale è risultato così negativo per 123 milioni di euro, inferiore a quello pari a 415 milioni di euro dello stesso mese del 2008. Insomma, saremmo di fronte a una «ripresa» a confronto con le percentuali annue. Ma c’è poco da gioire: il miglioramento è per larga parte una illusione statistica: a dicembre del 2008 l’interscambio con l’estero aveva già imboccato la strada del declino. In ogni caso, un leggero miglioramento c’è: rispetto a novembre, i dati destagionalizzati relativi all’interscambio complessivo presentano dicembre 2009 un incremento sia per le esportazioni sia per le importazioni con tassi di crescita pari rispettivamente al 4,4% e dall’1,6%. E una conferma arriva dai dati dell’ultimo trimestre: a confronto con il trimestre precedente, i dati destagionalizzati mostrano una flessione dello 0,2% per le esportazioni e una crescita del 2,4% per le importazioni.
Per quanto riguarda l’areaUe nel 2009 rispetto al 2008, le esportazioni sono diminuite del 22,5% e le importazioni del 17,8%. Nello stesso periodo il saldo è stato negativo per 1,791 miliardi, in forte peggioramento dai 9,942 miliardi di attivo del 2008. A dicembre 2009, rispetto allo stesso mese del 2008, i flussi commerciali da e verso l’area Ue hanno registrato aumenti pari all’1,4% per le esportazioni e al 9,1% per le importazioni. Il saldo di dicembre è negativo per 1,396 miliardi, con un peggioramento rispetto a quello di 350 milioni dello stesso mese del 2008. Nel confronto con novembre, a dicembre 2009 si registra, in termini destagionalizzati, un incremento del 3,3% delle esportazioni e del 3% delle importazioni. Negli ultimi 3 mesi, rispetto ai 3mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano una crescita dello 0,3% per i flussi in uscita e del 3% per quelli in entrata. Dall’analisi per area geografica a dicembre le esportazioni nell’Ue sono negative verso tutti i principali partner ad eccezione di Francia, Spagna e Gran Bretagna (rispettivamente +8,6%, +3% e +2,4%). Le importazioni sono invece cresciute da tutti i principali partner commerciali, tranne l’Austria; in particolare si sono registrati incrementi dalla Polonia (+ 30,3%) come effetto del maggior import di autovetture e dalla Spagna (+16,8%). Per attività economica a dicembre esportazioni in forte crescita per imezzi di trasporto (+ 25,1%) con gli autoveicoli in aumento del 10,6%. Anche nei flussi di importazioni i mezzi di trasporto segnano una crescita consistente(+30,8%) con un +47% per le auto. Per i minerali energetici, nel 2009 le importazione di petrolio greggio rappresentano l’8,2% del totale dei flussi in entrata (10,6% nel 2008), mentre l’importazione di gas naturale pesano per il 5,9% (6% nel 2008). Il saldo commerciale al netto di greggio e gas è positivo per 36,7 miliardi di euro dai 49,9 miliardi del 2008