«Colf straniere cacciate per evitare l’assunzione»

11/06/2002

La Gazzetta del Mezzogiorno

11 giugno 2002 pag 9

lecce
Molte ospitate al «Regina Pacis»

«Colf straniere cacciate per evitare l’assunzione»


LECCE  La legge non è ancora entrata in vigore, ma molte famiglie italiane hanno già mandato via le collaboratrici domestiche straniere, che altrimenti dovrebbero essere regolarmente assunte.
Le prime avvisaglie del fenomeno sono rimbalzate nel Centro di prima accoglienza per immigrati clandestini, «Regina Pacis», di San Foca, dove il direttore don Cesare Lodeserto ha raccolto una trentina di invocazioni di aiuto.
«Ci hanno chiamato da Matera, Bologna, Padova, Modena, colf anche di età avanzata – ha dichiarato il religioso – e noi ci stiamo attivando per poterle ospitare. Da Lecce due giovani polacche di 24 e 27 anni, una delle quali letteralmente cacciata dall’abitazione dove prestava servizio, hanno già raggiunto il nostro Centro».
«È evidente che il fenomeno è destinato ad allargarsi a macchia d’olio – ha aggiunto – e con esso per le famiglie italiane si pone un grosso problema di coscienza».
Stando ai contenuti della legge che sta per entrare in vigore, chi vuole avvalersi delle collaboratrici domestiche provenienti dai Paesi dell’Est, dovrà assicurare loro la retribuzione mensile minima garantita, di circa 650 euro, più altri 100 di contributi, a fronte dei 300, al massimo 400 con cui vengono solitamente retribuite, quasi sempre senza il versamento dei contributi.
Ma a guardare quanto è accaduto alle colf che si sono rivolte alla struttura di San Foca, c’è da credere che molti non ne vorranno sapere di regolarizzare le posizioni, e così un piccolo esercito di straniere è destinato a finire per strada, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Non ultima quella di finire nelle grinfie della malavi
ta.