Colf, si spacca la maggioranza

19/04/2002


 
Pagina 33 – Cronaca
 
Il Carroccio ha presentato ieri una proposta ancora più rigida: un solo immigrato per famiglia
 
Colf, si spacca la maggioranza
 
I cattolici si ribellano ai paletti leghisti sulla sanatoria
 
 
 
 

ROMA – L´ultimo attacco alla legge sull´immigrazione arriva dall´interno dello stesso centrodestra: il Biancofiore dichiara ieri con un comunicato che non voterà la legge Bossi-Fini se conterrà il "numero chiuso" per la sanatoria di colf e "badanti".
Ed è guerra di emendamenti, cioè di proposte di modifica della legge, proprio sulla questione della regolarizzazione delle colf. Una sanatoria che doveva essere mini, ma che poi – in base a una stima non ufficiale del ministero del Welfare – la Lega ha scoperto sfiorare il mezzo milione di lavoratori extracomunitarii (soprattutto lavoratrici) da mettere in regola. Da qui l´altolà del ministro e leader leghista Umberto Bossi e la controproposta formulata da Gianpaolo Landi di An e da Ida Bertolini, relatrice forzista del disegno di legge alla Camera, di una sola colf e una "badante" che ciascuna famiglia può mettere in regola. I centristi dell´Udc la ritengono «una proposta cinica» che è venuta peraltro meno al difficile equilibrio politico raggiunto al Senato. Qui, la legge è stata approvata nel marzo scorso e ha previsto che per chi si dedica all´assistenza a anziani e malati non ci sia alcun contingentamento.
«Non accetto veti né minacce. La posizione dell´Udc è esagerata», ha replicato ieri la relatrice Bertolini. Che però, dopo la reprimenda del ministro per il rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi (Udc), afferma di soprassedere ancora qualche giorno prima deporre il proprio emendamento. La Lega dal canto suo, ieri ha presentato una modifica ancora più restrittiva: solo una straniera da regolarizzare per famiglia, in pratica o una colf o una "badante". Non solo, la regolarizzazione sarà possibile solo se i due coniugi lavorano fuori casa o se hanno superato i 65 anni, mentre ci vorrà un certificato medico per avere la possibilità di sanare una "badante".
Il braccio di ferro sugli emendamenti è cominciato. E c´è anche un´altra novità sulla legge che ieri ha annunciato il sottosegretario all´Interno, Alfredo Mantovano e che riguarda il diritto d´asilo. Le norme per i profughi non saranno stralciate dal ddl Bossi-Fini, così come ha chiesto l´Ulivo e come la stessa maggioranza parlamentare sembrava pronta a fare. Il governo però non ci sta. Se modifiche ci saranno, in parte accogliendo quanto lo stesso alto commissario Onu per i rifugiati Ruud Lubbers ha denunciato con un´intervista a Repubblica, saranno comunque collegate alla legge complessiva sull´immigrazione. Il vice presidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli a Lbbers risponde: «Sul diritto d´asilo occorrono dei paletti».
«Siamo di fronte all´ennesima, ridicola sceneggiata della destra – denuncia l´ex ministro della Solidarietà, Livia Turco "madre" dell´attuale legge sull´immigrazione – continuano a inscenare un indegno teatrino sulla pelle degli anziani, dei disabili, di chi ha bisogno». Molto critici i Ds anche sul mancato stralcio del diritto d´asilo: l´Italia è l´unico paese europeo che ancora attende una legge organica. Per far funzionare bene la legge c´è bisogno anche i un adeguato finanziamento: è quanto osserva ieri la Bertolini, che butta infine acqua sul fuoco delle polemiche. Afferma che molto c´è da discutere e che gli emendamenti formulati vanno poi vagliati e valutati. Dall´Ulivo intanto di emendamenti ne sono già stati presentati 400: la battaglia in aula si annuncia rovente.
(g.c.)