“Colf” In famiglia vale 11 miliardi (1)

04/04/2007
      del Lunedì
    lunedì 2 aprile 2007

    Pagina 5 – In primo piano

    Il Welfare privato
    Viaggio nel pianeta assistenza

      La colf in famiglia vale 11 miliardi

        La spesa totale per circa 2 milioni di addette (regolari e non) di cui l’80% straniere

          Cristiano Dell’Oste

            La storia delle badanti e delle colf possono raccontarla alla perfezione le famiglie italiane. Nessuno meglio di loro è in grado di descrivere il prezioso lavoro quotidiano svolto da quasi 2 milioni di persone, nove su dieci donne e per l’80% immigrate: infermiere, cuoche, governanti, baby-sitter e a volte persino segretarie incaricate della piccola burocrazia di ogni giorno. Quello che è più complicato, invece, è tracciare i contorni di questo fenomeno sociale. Perché le statistiche rincorrono una realtà che cambia più in fretta delle rilevazioni. E i numeri scontano un alto grado di approssimazione.

            Gli ultimi dati, ad esempio, disegnano l’identikit della badante "tipo": una signora 40enne, diplomata, originaria dell’Est Europa, che guadagna circa 700 euro al mese – fonte Ismu – e manda tutti i risparmi al marito e ai figli rimasti nel Paese d’origine. Ma oltre queste rilevazioni generali, occorre ragionare per stime. Partendo dai dati ufficiali e dai risultati delle principali ricerche demografiche. Il Sole-24 Ore del Lunedì ha calcolato che le famiglie italiane, grazie al lavoro delle badanti (circa la metà del totale), riescono a risparmiare 6,9 miliardi di euro all’anno rispetto al costo di ricovero degli anziani in istituti di cura. A livello di redditi, le assistenti domestiche – contandole tutte: oltre alle badanti, colf, baby-sitter e altre lavoratrici – incassano ogni anno 11,1 miliardi in stipendi.

            Le stime sono state ricavate tenendo conto delle immigrate irregolari e confrontando il compenso medio mensile di una lavoratrie domestica (700 euro) con il costo medio di ricovero in un istituto di cura (1.500 euro). In particolare, il totale addetti è stato ricostruito partendo dai dati ufficiali dell’Inps – 745.973 lavoratori domestici iscritti al 31 dicembre 2006 e tuttora inseriti nel registro dell’istituto – "correggendoli" con altre rilevazioni statistiche e con il bilancio delle sanatorie (quelle che invece non è stato possibile conteggiare, sono le colf italiane "in nero" che portano il numero complessivo verso i 2 milioni).

            Vediamo prima le varie fonti: Cergas Bocconi ha calcolato il numero complessivo delle lavoratrici domestiche tra un minimo di 713mila a un massimo di un milione e 134mila. I tre sindacati confederali, invece, ripetono da tempo che la cifra si aggira sul milione e mezzo, mentre la stima delle Acli Colf si ferma a oltre un milione di adette.

            Quanto alle richieste di regolarizzazione, a marzo 2006 sono state presentate circa 500mila domande, di cui – rileva il dossier statistico sull’immigrazione Caritas/Migrantes – quasi il 50% riferite alla collaborazione domestica. Questo significa che colf e badanti straniere clandestine presenti in Italia all’inizio dell’anno scorso erano come minimo 250mila. E che, per la lentezza della procedura, solo poche migliaia si sono finora messe in regola. A queste vanno comunque aggiunti i nuovi arrivi degli ultimi sei mesi.

            Tenendo conto di tutti questi elementi, Il ole-24 Ore del lunedì ha stimato una presenza di lvoratrici immigrate irregolari – da aggiungere ai 745mila iscritti in complesso all’Inps – che va da un minimo (di "scuola") di 250mila, a un massimo di 900mila persone. Una soglia, quest’ultima, assai vicina al reale tenuto conto che le straniere iscritte Inps sono circa 600mila, e che si calcola che in questo settore solo il 40% degli operatori immigrati abbia un regolare contratto.

            Si arriva così ai 6,9 miliardi risparmiati dalle famiglie in termini di assistenza agli anziani e agli 11,1 miliardi di reddito incassato da colf e badanti. Un dato che, comunque, va interpretato come un valore intermedio tra la stima più riduttiva (8,3 miliardi) e quella di maggior rilievo (13,8miliardi).