Colf: il ritorno del sommerso

04/12/2007
    sabato 1 dicembre 2007

      Pagina 33 – Norme e tributi

      Offensiva contro il lavoro nero: campagna informativa attraverso stampa e fast food

        Colf, il ritorno del sommerso

          Dal 2003 fli iscritti all’Inps sono diminuiti di 80mila unità

            Enrico Marro

              MILANO

              Negli ultimi tre anni quasi 80mila colf e badanti sono scomparse. Almeno dagli archivi dell’Inps che ieri, alla presenza del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha presentato una campagna informativa proprio per combattere lavoro nero ed evasione contributiva nel settore del lavoro domestico.

              I fatti: nel 2002, dopo la sanatoria del decreto legge 195/02, i lavoratori domestici sono quasi raddoppiati toccando 511.034 unità, con gli stranieri balzati a quota 380.125 (l’anno prima risultavamo essere meno di 130mila). nel 2003 è stato registrato un nuovo record, come si può vedere nei grafici qui a fianco. Ma dall’anno successivo è iniziata l’emorragia, che ha fatto scivolare colf e badanti a poco più di 460mila unità nel 2006 (si tratta per il 73% di stranieri).

              Fuga dall’Italia? Non secondo l’Istituto di previdenza che cita
              alcune ricerche recenti per sottolineare come tra colf e badanti ci sia la più alta percentuale di lavoro irregolare: il 37% secondo il Censis, il 57% stanfo a un’indagine campionaria Iref/Acli, con l’Università Bocconi che stima in 1,1 milioni i lavoratori completamente in nero e spesso privi anche di permesso di soggiorno. È anche strano, spiega l’Inps in una nota, che per il 45% degli stranieri il tempo lavorato sia compreso tra le 21 e le 30 ore, e che superi tale livello solo il 16% degli assicurati non italiani. Un dato non coerente con l’alto numero di colf e badanti impiegate nel nostro Paese, che probabilmente lavorano a tempo pieno.

              Il meccanismo è simile a un fiume carsico. La tendenza è quella di versare i cntributi all’inizio in modo da favorire la presenza legale in Italia, per poi far risprofondare colf e badanti nel sommerso totale o parziale. Quando si avvicina il momento del rinnovo del permesso di sogiorno, i domestici tornano a emergere (come segnalato anche sul «Sole-24 Ore» del 2 aprile). La conseguenza più importante della "contribuzine carsica" a colf e badanti è che la pensione di questi lavoratori sarà davvero ridottissima. Anche perchè con il sistema esclusivamente contributivo non è più prevista l’integrazione al minimo. E l’età non aiuta: otto lavoratori domestici stranieri su dieci hanno tra i 30 e i 60 anni, quindi non un tempo enorme per accumulare contributi pensionistici. Bisogna però anche sottolineare che a volte sono gli stessi immigrati a chiedere di restare in "nero". I motivi sono diversi. Per chi ha in programma di tornare definitivamente in patria, pesa l’handicap della legge 189/02, che ha eliminato la possibilità di riscattare immediatamente i contributi. Oggi, gli stranieri che abbandonano per sempre l’Italia riavranno i contributi Inps solo quando raggiungeranno l’età pensionabile.

              L’Inps è comunque scesa in campo contro il sommerso con una campagna focalizzata sul richiamo etico al lavoro regolare, che comporta vantaggi sia per il datore (che può contare sulle tutele di Inps e Inail) sia per il lavoratore (per il riconoscimento di diritti come l’indennità di malattia, la maternità, in molti casi la totalizzazione dei contributi e così via). La campagna prevede la pubblicazione di una lettera aperta da parte dei maggiori quotidiani e dei periodici a partire dalla prossima settimana. Per raggiungere gli immigrati, verrà poi allegato ai quotidiani free press un pieghevole informativo in varie lingue, saranno create speciali tovagliette da distribuire nei fast food e banner informativi compariranno sui siti destinati agli stranieri. All’interno del portale Inps, infine, verrà costruito un minisito multilingue dedicato, con tutte le informazioni per l’assunzione e la gestione dei lavoratori domestici.