Colf, i conti della sanatoria

02/09/2002


lunedì 2 settembre 2002



PREVIDENZA Le procedure da seguire, i vantaggi e gli svantaggi della regolarizzazione

Colf, i conti della sanatoria


Non basta il forfait di 290 euro per essere in regola: bisognerà versare anche i vecchi contributi. E in caso di espulsione del lavoratore vanno pagate le spese di rimpatrio

      Molti si sono già precipitati in Posta a ritirare la busta bianca con il kit per regolarizzare colf e badanti, ma non c’è fretta. Le domande possono essere presentate, e i relativi versamenti effettuati, solo dal 10 settembre. Anche il termine ultimo della sanatoria è ancora lontano: lunedì 11 novembre. Il costo dell’operazione è di 330 euro per ogni regolarizzazione: 290 euro come forfait per i contributi previdenziali a copertura del trimestre 10 giugno-10 settembre e i restanti 40 euro di spese postali. Questi sono però solo i costi iniziali: dalla regolarizzazione in poi saranno dovuti i normali contributi Inps. Per i periodi pregressi – cioè per i rapporti di lavoro antecedenti il 10 giugno – le famiglie interessate dovranno mettere di nuovo mano al portafoglio. Ma quanto costerà dare un colpo di spugna a tutto il passato? Per saperlo bisognerà aspettare l’emanazione di uno specifico decreto ministeriale. Nell’attesa, ecco un breve promemoria: regole da conoscere, vantaggi e svantaggi, impegni che si assumono.

      A CHI INTERESSA - Ad essere interessati alla sanatoria sono tutti coloro che nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della nuova legge sull’immigrazione (quindi almeno dal 10 giugno scorso) hanno avuto alle loro dipendenze personale extracomunitario, non in regola con il permesso di soggiorno, adibito all’assistenza di familiari affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza (le badanti), ovvero al lavoro domestico (colf e baby sitter). Si può regolarizzare la posizione di una sola colf per famiglia, mentre non c’è nessuna limitazione per il numero delle badanti. Attenzione al termine dei tre mesi: ad esempio una straniera giunta in Italia a fine giugno non può essere regolarizzata. Invece è possibile assumere un lavoratore straniero giunto nel nostro Paese prima del 10 giugno anche se ha lavorato per meno di tre mesi (ma il contributo forfettario è dovuto lo stesso). E’ indispensabile che il lavoratore straniero non abbia pendenze penali (può essere un ostacolo anche una banale denuncia per rissa), né abbia ricevuto un provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno.

      PRO & CONTRO - L’indubbio vantaggio della sanatoria è che col pagamento di una piccola somma (330 euro) si cancellano tutte le violazioni commesse in passato: da quelle riguardanti le norme sul soggiorno degli extracomunitari, appena inasprite, alla mancata denuncia del rapporto di lavoro, alla non osservanza di disposizioni finanziarie. In futuro chi avrà alle dipendenze un extracomunitario non in regola con il permesso rischia l’arresto da tre mesi ad un anno e un’ammenda di 5.000 euro. L’importo forfetario non copre però tutti i contributi pregressi. I datori di lavoro che hanno avuto alle dipendenze lavoratori extracomunitari per un periodo più lungo degli ultimi tre mesi dovranno versare i relativi contributi Inps, interessi compresi. In proposito, la legge prevede infatti un apposito decreto del ministero del Lavoro. Il costo effettivo della sanatoria, quindi, sarà più elevato. Chi, per evitare questo esborso, dichiarerà un periodo inferiore, si espone ad altri rischi. Innanzi tutto la pena da 2 a 9 mesi di reclusione per falsa dichiarazione di emersione del lavoro irregolare e anche la possibilità di essere denunciato, in futuro, dal lavoratore che potrebbe chiedere la regolarizzazione del rapporto dalle sue origini.

      GARANZIE – Oltre al pagamento dei contributi e all’impegno a sottoscrivere un contratto di lavoro per il quale la retribuzione mensile non dovrà essere inferiore a quella prevista dal contratto collettivo (il minimo retributivo è di 439 euro mensili; nel caso di colf a ore, l’importo potrà essere raggiunto assieme da più famiglie, ma ognuna dovrà sborsare il forfait di 290 euro), i datori di lavoro dovranno, inoltre, prestare due garanzie introdotte dalla nuova legge. La prima prevede l’impegno a sobbarcarsi le spese del viaggio di rimpatrio del lavoratore nel caso che questi – anche in seguito alla conclusione del rapporto e all’impossibilità di trovarne uno nuovo – venga espulso dall’Italia. La seconda obbliga a garantire o comunque ad assicurare al lavoratore un alloggio idoneo. Un impegno particolarmente gravoso, anche se un semplice contratto d’affitto già in essere è sufficiente garanzia.

      IL FUTURO - Una volta regolarizzata, alla colf si applicheranno le norme del contratto di lavoro. Saranno dovuti i contributi Inps con cadenza trimestrale. Gli importi da pagare, in base alla paga oraria, sono indicati in tabella. Ad esempio per un rapporto di lavoro superiore a 24 ore il contributo orario è di 0,86 euro.

Domenico Comegna