Colf e badanti, ecco i lavori che non sentono la crisi

05/09/2012

Forse nulla ha descritto meglio del film francese «Quasi amici» -15 milioni di incassi in Italia, record di tutti i tempi in Francia – quello che può nascondersi dietro il rapporto tra badante e assistito. Certamente non tutte le storie di questo tipo finiscono in un`amicizia fraterna fra chi tiene e chi è tenuto a braccetto, così come quella raccontata nella pellicola di Olivier Nakache e Éric Toledano. Un fatto però è certo: quella di colf e badanti ormai è una realtà anche economica del nostro Paese, e non solo. Flussi migratori si concentrano da alcune parti del mondo verso l`Italia in risposta alla sempre crescente domanda di assistenza e welfare casalingo. E analisi di questi fenomeni fanno parte ormai della bibliografia dei corsi universitari di Sociologia. Il settore a detta dell`Inps non conosce crisi. Solo quest`anno l`incremento dei lavoratori domestici ha segnato una crescita dell`8,5 per cento, in un contesto di mercato in cui il dato generale sulla disoccupazione ha superato quota dieci per cento (mentre gli under 25 in cerca di un impiego sfiorano il 34 per cento). Sono oltre 871mila i rapporti di lavoro di attivi nel 2012. Erano 680mila l`anno scorso e 710mila solo a luglio. Un trend impressionante, che non considera l`enorme sommerso che si nasconde in moltissime case e che falsifica le statistiche ufficiali. Del resto gli ispettori dell`Inps «non possono andare presso le case e controllare», dice il presidente dell`Istituto Antonio Mastrapasqua, che si appella «al senso civico» di chi assume in casa. L`anno scorso una ricerca della Cgil stimava almeno in 1,5 milioni il numero di badanti e assistenti nascoste nei nostri appartamenti.
SANATORIE INEFFICACI
L`alternativa ai controlli sono le sanatorie, ma si tratta di rimedi che non curano il male: dal 2009 (per effetto della legge 102 di quello stesso anno), le regolarizzazioni sono state 235 mila. «È emersa tantissima manodopera che fino a quel momento era stata pagata in nero», riprende Mastrapasqua che però rileva come a giugno di quest`anno «il settanta per cento (di quei lavoratori regolari, ndr) è scomparso, ha cessato il rapporto di lavoro. Verosimilmente si è reimmerso nel mondo del nero. Questa è la sconfitta di operazioni del genere». Da tempo i sindacati che si occupano di questo settore chiedono interventi che facilitino l`emersione del nero e che sostengano la debole azione del contratto nazionale di lavoro, che tra le altre cose è in discussione in questi giorni. «L`anomalia è che il datore di lavoro sono le famiglie, che si trovano a dover sopperire alla mancanza di servizi d`assistenza da parte dello Stato», dice Giuliana Mesina, segretaria nazionale della Filcams-Cgil. «Un contributo potrebbe darlo la creazione di un albo nazionale, il sostegno fiscale alle famiglie che regolarizzano e l`istituzione di corsi professionali o d`aggiornamento – continua la sindacalista – anche perché secondo la legge un`assistente domestica non potrebbe, per esempio, neanche somministrare dei farmaci, mentre spesso si trova a fare iniezioni o mansioni da infermiere».

FINO A13 ASSISTITI PER BADANTE
I dati Inps permettono di fare un affresco del settore: per l`Istituto di previdenza, la maggior parte dei lavoratori del settore (oltre 650 mila) ha un solo rapporto di lavoro, ma c`è chi arriva addirittura a coltivarne tredici. Mentre per lo più i datori di lavoro sono italiani, anche se crescono gli stranieri comunitari (circa nove mila) e soprattutto i datori extracomunitari (oltre 37 mila, cinesi in testa), colf e badanti sono soprattutto stranieri: gli extracomunitari la fanno da padroni, con oltre 420 mila assistenti domestici. Per nazionalità sono i rumeni ad imporsi (145 mila), seguiti da ucraini, filippini, moldavi e peruviani. Crescono anche gli italiani, che di fronte alla crisi stanno riscoprendo il valore dell`assistenza: sono 137 mila i collaboratori domestici regolari, mentre sono destinati a crescere esponenzialmente gli assistiti. Che l`Italia sia sempre più anziana è una vecchia novità. <‹L`Istat – riprende Mesina della Filcams – stima che per il 2015 la percentuale degli over 65 sarà il 21,5 per cento della popolazione complessiva, circa 13 milioni di persone. Di questi, almeno sette milioni avranno più di 75 anni e due milioni più di 85». È chiaro che di fronte a queste previsioni di invecchiamento non c`è crisi che possa fermare l`esigenza di servizi di assistenza domestica. Colf e badanti di tutte le nazionalità hanno un grande futuro davanti.