Colf e badanti, all’Inail 52 milioni di €

13/09/2002

        13 settembre 2002

        Le stime dell’ente sulla regolarizzazione dei domestici extracomunitari – Primi passi verso la soppressione della denuncia nominativa
        Colf e badanti, all’Inail 52 milioni di €
        Il Governo ha stanziato 2 milioni per rendere più rapide le procedure e autorizzato l’utilizzo di un massimo di 300 lavoratori a tempo

        ROMA 1 Contributi forfettari per
        oltre 34 milioni di euro e versamenti
        annui che, a regime, potrebbero
        portare in cassa altri 52 milioni di
        euro. Questo l’impatto che la sanatoria
        di colf e badanti extracomunitari
        potrebbe avere sui conti
        Inail se —come si augura l’Istituto
        — saranno rispettate le stime
        di 500mila regolarizzazioni. Intanto
        il Governo ha stanziato due
        milioni di euro per rendere più
        rapide le procedure per la regolarizzazione
        degli extracomunitari
        e autorizzato il ministero del Lavoro
        a utilizzare, tramite un’impresa
        di fornitura di lavoro temporaneo,
        fino a 300 prestatori di
        lavoro temporaneo per l’espletamento
        delle operazioni.
        I dati Inail. A tutt’oggi sono
        assicurati all’Inail circa 256mila lavoratori
        domestici che versano (dati
        2001) poco più di 28 milioni di
        euro. Se le regolarizzazioni saranno
        davvero 500mila, alle vecchie
        entrate si aggiungeranno altri 52
        milioni di euro all’anno. «Quando
        è stato emesso il provvedimento su
        colf e badanti —dice Antonio Parlato,
        subcommissario dell’Istituto
        — mi sono posto il problema della
        ricaduta in riferimento al pagamento
        degli infortuni: quanti sono stati
        quelli denunciati e indennizzati nel
        2001? Su circa 256mila iscritti, sono
        state presentate 1.450 denunce
        di infortunio, di cui 946 temporaneo
        e 54 permanente. Le altre denunce
        sono state rigettate per mancanza
        dei presupposti. Ed ecco il
        punto: L’Inail —spiega Parlato —
        dal lavoro domestico ha incassato
        nel 2001 28 milioni di euro. Ma
        quanto spende per le prestazioni?
        Non lo sappiamo, perché l’Istituto
        censisce questo dato assieme a
        quello dei lavoratori dipendenti di
        imprese di pulizie». Le stime, comunque,
        indicano una spesa aggiuntiva
        per prestazioni di 27,2 milioni
        di euro annui (senza considerare
        quelle per l’assicurazione).
        L’obbligo di denuncia nominativa.
        Con circolare 58 del 10 settembre
        2002 (si veda «Il Sole-24
        Ore» dell’11 settembre), l’Inail ha
        ribadito che «fermo restando che il
        premio dovuto all’Inail per i lavoratori
        in argomento è riscosso in
        forma unificata dall’Inps (…) i datori
        di lavoro devono comunicare
        all’Inail il codice fiscale del datore
        di lavoro, quello dei lavoratori assunti
        e la data dell’assunzione. La
        denuncia nominativa dovrà essere
        effettuata entro 24 ore dalla stipula
        del contratto di soggiorno. Così,
        del resto, prevede l’articolo 14,
        comma 2 del decreto legislativo
        38/2000. Spiega Parlato: «La norma
        era giustificata dal fatto che
        alcuni datori di lavoro di imprese
        non completamente sconosciute
        ma comunque sommerse denunciavano
        il lavoratore solo nel momento
        dell’infortunio, tanto che dai nostri
        dati risulta che la maggior parte
        di questi incidenti si verifica nei
        primi tre giorni di lavoro. Però è
        anche vero che l’obbligo di denuncia
        rappresenta una duplicazione
        poco utile — soprattutto nel caso
        di lavoratore domestico — e che
        potrebbe essere evitata con un unico
        modulo di denuncia all’Inps di
        cui una copia sia valida anche per
        l’Inail. Mi sembra che nulla lo impedisca
        e io mi muoverò in tal
        senso», assicura Parlato.
        Lo stanziamento. Due milioni
        di euro per rendere più rapide le
        procedure per la regolarizzazione
        degli extracomunitari. È il finanziamento
        previsto dall’ordinanza
        3242 del presidente del Consiglio
        in materia di interventi «straordinari
        e urgenti» per «fronteggiare l’eccezionale
        afflusso di stranieri extracomunitari
        giunti irregolarmente
        sul territorio nazionale». L’ordinanza
        è stata pubblicata sulla «Gazzetta
        Ufficiale» 213 dell’11 settembre
        2002. «Per far fronte a una più
        efficace gestione dei compiti connessi
        alla procedura di emersione
        del lavoro irregolare — si legge
        — il ministero del Lavoro e delle
        Politiche sociali è autorizzato a
        utilizzare, tramite un’impresa di
        fornitura di lavoro temporaneo,
        nel limite massimo di trecento unità,
        prestatori di lavoro temporaneo
        per l’espletamento delle operazioni
        direttamente connesse alla
        predetta procedura».
        M.PE.
        Articolo 33, comma 1, legge 189/2002

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