Colf: datori e sindacati alleati per la lotta al sommerso

04/09/2002




      ITALIA-LAVORO


      Mercoledì 4 settembre 2002



      Datori e sindacati alleati per la lotta al sommerso


      Riccardo Ferrazza



      (NOSTRO SERVIZIO)

      ROMA – Fronte comune contro il lavoro domestico in nero. Sindacati di categoria e associazioni dei datori di lavoro hanno trovato nella lotta al sommerso l’occasione per tendersi la mano e, nella sanatoria in corso, un’opportunità per cercare di colmare l’enorme divario tra le lavoratrici impiegate nelle case italiane (le organizzazioni sindacali parlano di almeno un milione e 200mila persone) e il numero di quelle regolarmente denunciate (256mila nel 2000 secondo dati Inps). Datori di lavoro e lavoratori domestici trovano perciò in questi giorni nelle rispettive rappresentanze un sostegno per compiere il "salto" fuori dalla irregolarità. Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil, Fisascat-Cisl e Federcolf da una parte, Fidaldo e Domina dall’altro, stanno infatti mettendo a punto insieme una modulistica per facilitare il compito a famiglie e colf che vogliano regolarizzarsi. «La lotta al lavoro nero – spiega Mario Piovesan, segretario nazionale di Fisascat-Cisl – ci accomuna tutti, insieme alla questione della formazione delle lavoratrici domestiche, che ha trovato un riscontro nel contratto nazionale, in cui è prevista la costituzione di un Ente bilaterale a tale scopo». Ma quando si parla di lavoro domestico, la parte più difficile è raggiungere proprio loro, colf e datori di lavori. Entrambe le categorie si rivolgono alle rispettive rappresentanze spesso solo nei casi di emergenza, come quello di una vertenza. «Molte immigrate però – dice Marinella Meschieri della Segreteria Filcams-Cgil – si rivolgono a noi anche solo per informazioni e questo grazie al passaparola tra appartenenti alla stessa comunità». Un metodo efficace, se si considera che l’85% dei 9mila tesserati della Filcams-Cgil sono stranieri (mentre il 95% sono donne). Donna immigrata è l’identikit cui corrisponde anche il 60% degli 11mila tesserati della Uil-Tucs e una crescente fetta dei 28mila iscritti alla Cisl-Fisascat. Ma chi dimostra maggiore resistenza all’emersione? «Dalla nostra esperienza – spiega Rina Fringuelli, presidente di "Domina", una delle due associazioni dei datori di lavoro che, insieme alla Fidaldo, ha sottoscritto il rinnovo del contratto l’8 marzo 2001 – sono soprattutto le lavoratrici italiane a non volersi mettere in regola, perché magari sono pensionate o perché risultano a carico del marito e, in quel modo, perderebbero i contributi». Accanto alla "missione regolarizzazione" si intravedono poi future rivendicazioni. «Vogliamo che il datore di lavoro – afferma Adolfo Gardenghi, segretario della Fidaldo, la federazione con 80mila iscritti in 45 sedi sparse per l’Italia – sia considerato tale a tutti gli effetti e che possa usufruire di agevolazioni di cui godono le imprese».