Colf, badanti e insegnanti l´evasione arriva all´80%

25/03/2004


GIOVEDÌ 25 MARZO 2004

 
 
Pagina 37 – Economia
 
 
IL DOCUMENTO
Indagine Eures su mille clienti intervistati in diciannove regioni italiane

Colf, badanti e insegnanti l´evasione arriva all´80%
Muratori e tappezzieri in testa tra gli artigiani
      Per 7 italiani su 10 politica inefficace contro chi non dà fatture e scontrini
      Al top degli illeciti i servizi a domicilio alle persone, a cominciare dalle ripetizioni

      LUISA GRION
      ROMA – E´ molto facile incontrarla se si ha un figlio un po´ somaro o ancora troppo piccolo per restare a casa da solo. Se si vuole ristrutturare la casa o solo cambiarne la tappezzeria. Se si deve far ricorso al lettino dello psicologo o al consiglio dell´architetto. Non è di casa invece nello studio del commercialista e nemmeno nei negozi. E´ l´evasione degli altri: quella applicata da professionisti e artigiani che non emettono fattura se non dopo forti insistenze e che non accordano prestazioni se non si accetta il «nero». Redditi nascosti insomma, sui quali non si vogliono pagare le tasse.
      Campioni in tale arte sono gli insegnanti che per arrotondare concedono lezioni private e i centri di sostegno allo studio. Ma anche baby sitter, badanti e colf spesso preferiscono restare nel limbo nel lavoro non tassato. E pazienza poi se i contributi non ci sono.
      La classifica della ricevuta negata emerge da un´indagine fatta dall´Eures che, grazie ad interviste effettuate in 19 regioni, ha ricostruito la mappa della prestazione non tassata. Ad essere intervistati sono stati i comuni cittadini che usufruiscono di servizi privati di vario genere: dal parrucchiere al muratore, dall´idraulico al meccanico. La loro «denuncia» lascia pochi dubbi su quali siano le categorie più versate all´evasione: artigiani – certo – ma anche fornitori di servizi alla persona. L´82 per cento del campione dichiara di non aver mai ricevuto una fattura corretta e completa da parte d´insegnanti o centri di sostegno allo studio per ripetizioni private. Appena sotto tale soglia record arrivano baby-sitter, badanti (81,7 per cento) e colf (80,3). Nutrita anche la schiera degli artigiani dove risulterebbero evasori o parzialmente evasori il 70 per cento dei muratori e dei pittori. Fra il 62 e il 55 per cento – quindi sempre più di uno su due – si piazzerebbero anche tappezzieri, falegnami, fabbri e idraulici. Un po´ più corretti carrozzieri e meccanici (40 e 36 per cento). Scorretto invece quasi il 66 per cento dei maestri di musica.
      Le cose, a dire il vero, non vanno molto meglio fra i professionisti. Dall´indagine Eures risulta che evade oltre il 42 per cento degli architetti, oltre il 39 di psicologi e psichiatri, quasi il 38 per cento dei geometrie il 32 degli avvocati. Veterinari, medici e dentisti si piazzano al di sotto del 28 per cento e sopra il 25. Fra i più virtuosi notai e commercialisti (21,9 e 21,4 per cento), ma anche la categoria dei commercianti. Sembra infatti che lo scontrino sia ormai considerato abituale: ne fanno a meno il 15 per cento dei rivenditori di materiali edili e quasi l´11 di ristoranti e pizzeria, ma le categoria in genere risulta fra le più corrette.
      Ora, va detto, per tutte queste figure professionali la percentuale tiene conto anche delle «vie di mezzo»: oltre a quelli che la fattura non la rilasciano affatto ci sono anche quelli che la emettono, ma per corrispettivi inferiori e quelli che si rifiutano comunque di farlo, ma in cambio propongono uno sconto.
      La classifica non è piaciuta affatto agli artigiani. Né a quelli di Mestre (che parlano di «analfabetismo fiscale»), né alla Confartigianato che la considera «fuorviante». «Si riferisce a opertori del sommerso che, pertanto, non possono definirsi artigiani – ha detto il presidente Luciani Petracchi – Gli imprenditori artigiani che lavorano alla luce del sole non possono evadere le tasse per la semplice ragione che devono adeguarsi agli studi di settore».
      Comunque sia un fatto resta accertato: 8 italiani su 10 chiedono maggiore rigore fiscale. Per il 62,4 per cento degli intervistati la lotta all´evasione dovrebbe essere inserita tra i primi tre obiettivi di un ideale programma di governo. Per un altro 15,6 dovrebbe essere il primo. Altro che condoni.