COLF: AL VIA GLI INCONTRI PER IL NUOVO CONTRATTO

17/03/2005

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

17 marzo 2005

COLF: AL VIA GLI INCONTRI PER IL NUOVO CONTRATTO

Con la presentazione della piattaforma sindacale, da parte di Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf, alla rappresentanza dei datori di lavoro famigliare, Federcasalinghe-Domina e Fidaldo, sono iniziati gli incontri per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro domestico.

Le richieste avanzate dai sindacati mirano a rimodulare la classificazione delle mansioni, riconoscendo figure e lavori che si sono largamente diffusi, quale l’assistenza non sanitaria a persone non autosufficienti.

«Si tratta di dare un contratto all’altezza dei nuovi compiti che collaboratori e assistenti forniscono alle famiglie che provvedono con soluzioni private, e sempre più vi dovranno provvedere, alla cura di famigliari – dice Ramona Campari, responsabile per la Filcams del settore colf».

«Per i sindacati un contratto valido significa che anche i lavoratori domestici devono poter contare su un livello dignitoso di diritti e tutele nel periodo della maternità e in caso di malattia».

La richiesta di adeguamento salariale prevede un incremento di 39,00 euro al 3° livello della categoria “conviventi”, che porterebbe la retribuzione mensile a 594,80 euro; mentre per la categoria “non conviventi” la richiesta è di portare la paga oraria del 1° livello super a 6,79 euro e a 5,11 euro per il 3° livello. Per la presenza notturna (dalle 21 alle 8) la nuova retribuzione richiesta, categoria unica, è di 546,88 euro; mentre per i “conviventi” l’assistenza notturna dovrebbe valere un’indennità del 15 %.

L’impegno particolare che da tempo si sono assunte le rappresentanze del lavoro domestico, sindacati dei lavoratori e associazioni delle famiglie, è di portare alla luce quanto più possibile il lavoro irregolare. Gran parte dei lavori che girano attorno alle esigenze di cura della casa e delle persone in ambito famigliare è precario e senza sicurezza alcuna.

Il vecchio contratto scade questo mese e le parti si sono sollecitamente incontrate per aggiornarlo, tuttavia soltanto 300mila lavoratori, secondo i dati Inps 2002, sono regolarmente contrattualizzati su una popolazione lavorativa stimata in 1,5 milioni di persone. Tra i lavoratori regolarizzati più della metà provengono da Paesi extra-Ue e le donne rappresentano i nove decimi.

Prossimo appuntamento mercoledì 27 aprile.