Coin, sul semestre pesa ancora la Germania

13/10/2003



      Sabato 11 Ottobre 2003

      FINANZA E MERCATI


      Coin, sul semestre pesa ancora la Germania
      C. PAS.


      VENEZIA – In attesa di vedere i primi frutti del rigoroso piano industriale approvato ad agosto, il gruppo Coin archivia una semestrale ancora decisamente negativa su cui pesano da un lato la flessione generalizzata dei consumi ma dall’altro, ed in maniera consistente, l’ancora più marcato calo delle vendite in Germania dove su conti continuano a gravare i 95 negozi acquisiti da Kaufhalle. La caduta si è fermata, come media, all’8%, con il totale dei ricavi netti sceso da 689,5 a 634,6 milioni. Oviesse è il marchio che cede di meno, essendosi da tempo posizionato su un target basso, e le vendite nel semestre passano dai 320 milioni del 2002 a 315,8. Fa peggio, ma non troppo, Coin che registra una flessione del 3,9% passando da 183,1 a 176 milioni. Più marcato, anche se marginale, il calo delle insegne bambino Kid’s planet e Bimbus che scendono da 13,3 a 9,5 milioni. Va ricordato però che a giugno la catena Bimbus è stata ceduta a Preca Brummel, mentre i negozi Kid’s planet sono stati integrati in Oviesse. Il vero buco nero nei conti del gruppo viene dalla Germania dove le vendite sono crollate da 120,1 a 94,2 milioni, perdendo quindi il 21,6%. Una situazione che, nelle previsioni, è destinata a durare fino a quando non saranno tagliati i 75 negozi previsti. Saranno le risorse derivanti dal recente aumento di capitale a tappare la falla per mantenere il livello di indebitamento a livelli di poco superiori a quelli dello scorso esercizio. Complessivamente, tenuto conto anche del mercato svizzero dove è in via di completamento la trasformazione di 29 negozi del gruppo Migros in affiliati Oviesse, il semestre si è chiuso con un margine operativo lordo negativo per 10,5 milioni ed un risultato ante imposte negativo per 59,3 milioni contro i 45,2 dello scorso anno. Quanto alle prospettive, oltre a quelle negative già citate per la Germania, il gruppo non si aspetta grandi miglioramenti in Italia e prevede di chiudere l’esercizio con un risultato operativo in flessione rispetto a quello precedente.