Coin, Pai e il prezzo scontato

04/04/2005

      sabato 2 marzo 2005

    SOTTO LA LENTE

    Coin, Pai e il prezzo scontato

    di Alberto Nosari

    Una storia tormentata, con pochi momenti di euforia e decisamente tanti di delusione, che ora rischia di finire in farsa. Venerdi scorso è stato formalizzata la cessione della quota di maggioranza Coin, il 63% detenuto dall’omonima famiglia, al fondo di private equity Pai partners del gruppo Bnp Paribas.

    E l’operazione avviene a distanza di otto mesi dall’annuncio della decisione di vendere riservando l’ennesima sorpresa: il prezzo a cui verrà realizzata la transazione. I titoli sono stati infatti ceduti a 2,17 euro per azione e cioè il 15% al di sotto del prezzo di chiusura di giovedì 24marzo.

    Ma lo sconto applicato al compratore diventa ancora maggiore se il confronto viene fatto con i valori a cui il titolo veniva scambiato al momento dell’annuncio, un range compreso fra 2,5 e 2,7 euro per azione, e il gap si amplia ulteriormente sulla base dei prezzi indicati da alcuni operatori e riportati dalla stampa nel bimestre ottobre dicembre.

    Ma oltre al danno c’è pure la beffa in quanto il passaggio farà scattare l’Opa obbligatoria, il cui prezzo dovrebbe collocarsi a 2,42 euro e cioè il 5% inferiore al prezzo di chiusura prima dell’annuncio e quasi il 10% al di sotto del prezzo medio degli ultimi 12 mesi. Dati dai quali emerge con evidenza l’ennesima penalizzazione per le minoranze che già avevano assistito attonite ad una gestione caratterizzata dalle conseguenze delle lotte familiari. Sorge quindi spontanea la domanda sul perchè applicare questi prezzi alla transazione. E considerando che « a pensare male si fa peccato ma spesso ci s’azzecca » diventa spontaneo chiedersi pure se il venditore non trovi qualche vantaggio in tutto ciò.

    Questo anche perchè la famiglia diventerà un socio importante del veicolo utilizzato per la transazione in quanto è stato reso noto che i Coin riacquisiranno il 45% della citata società veicolo della quale non si conoscono i patti parasociali.

      E che dire dell’iniziativa che nel novembre 2003 ha portato la solita famiglia a cedere il 10% a 2,9 À per ripagare metà del debito contratto con le banche per finanziare l’aumento di capitale realizzato due mesi prima? Operazione realizzata con grande tempismo, almeno per i venditori, anche perchè poche settimane dopo il gruppo ha annunciato il profit warning sui conti del 2003.