Coin: obiettivo Est Europa

31/05/2007
    giovedì 31 maggio 2007

    Pagina 44 – Finanza & Mercati

    Retail - Entro fine anno 15 aperture – Più ricavi nei tre mesi

      Coin: obiettivo Est Europa

        Claudio Pasqualetto

        L’assemblea del gruppo Coin ha approvato un bilancio che, dopo sette anni, torna all’utile, con vendite consolidate nel 2006 per 1.116,7 milioni ed un risultato netto positivo per 10,3 milioni, ma soprattutto un sostanziale cambio di filosofia operativa che vede la parte industriale affiancare con decisione il ruolo di retail che storicamente ha dato visibilità alla società veneziana. «Coin – spiega l’amministratore delegato Stefano Beraldo – deve dare adeguata forza ai suoi marchi e non temere di affrontare la competizione nella maniera più diretta».

        A fare da pilota, come sempre, è il Veneto dove un piano di ristrutturazione che vale una decina di milioni sta cambiando faccia con una marcata caratterizzazione sia ai negozi Ovs che a quelli Coin. «Nei negozi che hanno già completato il cambiamento – dice Beraldo – registriamo incrementi di vendite fra il 15 ed il 20%». Quanto alla competizione, poi, a Mestre, Beraldo, «per dare un segnale adeguato», ha scelto di piazzare un Ovs giusto sopra il più diretto concorrente, H&M.

        Ma il nuovo Coin sta giocando in queste settimane altre due carte importanti: l’uscita dai confini italiani ed il debutto della terza insegna.

        L’estero, dopo la fallimentare esperienza di Kaufhof in Germania che aveva messo in crisi il gruppo, significa oggi Est europeo e Middle East. «Abbiamo aperto da circa un anno cinque negozi in quattro Paesi diversi – ricorda Beraldo – i risultati sono stati positivi ed è tempo di cominciare a crescere in maniera sistematica. La strada è quella dei franchisee: troviamo chi mette i capitali e la gestione d’impresa e noi mettiamo il valore aggiunto sia della nostra esperienza di retail che dei nostri brand industriali. Entro fine anno puntiamo ad almeno quindici aperture fra Serbia, Romania, Albania, Cipro, Slovenia, Dubai. Non meno stimolante e arica di potenzialità – aggiunge – è l’iniziativa della terza insegna, Yo Vi, che sta per Young Village. Abbiamo aperto un temporary store a Milano ed un negozio a Roma ed entro fine anno saliremo a quattro punti vendita. Sono negozi di abbigliamento per ragazzi fra i 4 ed i 12 anni dove c’è il nostro brand, Twiddy, ma ci sono anche i corner di aziende che vanno da Diesel a Pinco pallino, da Guru gang ad Adidas. Tipologia di negozio e formula sono assolutamente nuovi ed i primi risultati ci stanno dando ragione». Così come le vendite di gruppo che nel primo trimestre sono salite dell’11,8 per cento.