Coin, lo sciopero delle commesse “Basta lavorare tutte le domeniche”

09/11/2010

PRIMA ora di sciopero, domenica scorsa a fine turno. Le altre sette ore saranno decise via via. Le commesse del magazzino del centro di Coin hanno deciso di fare otto ore di sciopero da qui a fine anno per protestare contro quella che raccontano sia l´abitudine dell´azienda di far lavorare le domeniche e i giorni festivi sempre le stesse persone: una trentina su più di ottanta dipendenti. «Non siamo contro il lavoro domenicale in assoluto – spiegano le rappresentanti sindacali della rsu – Ma lo vorremmo meglio distribuito. Sappiamo cosa significa per un bilancio aziendale, ma crediamo anche che si debba avere la propria vita». Una vita che, si ribellano le commesse, viene cancellata se si deve lavorare non una domenica al mese ma tutte: «Abbiamo figli e famiglia, possiamo stare tutti insieme solo la domenica o la festa. Ne chiediamo solo qualcuna libera». Cosa facile da ottenere, secondo la rsu, perché già adesso molte sono le colleghe che volontariamente si offrono di sostituire le altre, sia per permettere loro di tirare il fiato ma anche per guadagnare.
I contratti di Coin sono diversi. Per una trentina di commesse, assunte recentemente, la domenica lavorativa è obbligatoria, «ma non nel senso che le si debbano fare tutte», precisa la rsu. Per le restanti dipendenti la domenica è facoltativa e il contratto integrativo stabilisce che venga compensata con il 100% in più dei giorni normali. Per chi è obbligato la maggiorazione è solo del 30%. Non basta. Il tema dei pochi giorni festivi rimasti come intoccabili da conservare come sacri torna alla ribalta, dopo che il sindaco Renzi ha parlato del Primo Maggio anche nel 2011 a negozi aperti e circola voce di possibili aperture per Santo Stefano. La rsu di Coin spiega di avere chiesto da tempo «e invano» un tavolo per parlare delle domeniche da dividere: «Ma chiederemo anche all´azienda l´assicurazione che almeno cinque festività in un intero anno restino intoccabili indipendentemente dal sindaco: Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, il Primo Maggio».