Coin, la pace delude Piazza Affari

11/02/2003



Martedí 11 Febbraio 2003

FINANZA E MERCATI


Coin, la pace delude Piazza Affari

Titolo in picchiata (-12%): con l’accordo in famiglia svanisce l’ipotesi di Opa


VENEZIA – Coin sceglie il basso profilo, ricompone la querelle tra fratelli riportandola ad affare di famiglia, comincia a mettere le basi per un nuovo piano industriale ed in Borsa il titolo crolla perché finiscono le speculazioni sulle ipotesi di Opa e di vendita del marchio Coin alla finanziaria Bridgepoint, con un management-buy-out che doveva avere come protagonista l’ad uscente Paolo Ricotti. Ieri il titolo ha perso il 12,12%, chiudendo a 5,21 euro a conclusione di una giornata tutta di segno negativo mentre per un’Opa già si formulavano ipotesi tra i 7 ed i 7,5 euro. Dopo l’annuncio a sorpresa nel fine settimana della pace "scoppiata" tra i fratelli Piergiorgio e Vittorio la famiglia sceglie la strada della riservatezza. Non parlano i due fratelli, ma nemmeno i loro due figli, rispettivamente Marta e Piero, 31 e 33 anni, candidati ad entrare nel prossimo cda. Fanno sapere che dopo tante polemiche è ora di cominciare a costruire in tranquillità il futuro. Sabato i nuovi patti parasociali sono stati firmati da Piergiorgio e Vittorio Coin assistiti rispettivamente dagli avvocati Carlo D’Urso e Franco Monelli e con l’intesa cadono anche tutti i ricorsi in sede giudiziaria. Il documento è ora all’esame di Consob che ne renderà noto il contenuto entro un paio di settimane. Di sicuro in FinCoin e nella sas che finora controllavano il gruppo ci sarà un’evoluzione che dovrebbe da un lato evitare future impasse come quella da cui si è appena usciti e dall’altro garantire comunque la famiglia rispetto a possibili cordate esterne. Sarà Vittorio Coin, nella sua duplice veste di Presidente ed amministratore delegato, a guidare anche questa fase di transizione ma è presumibile che già entro marzo arrivi il nuovo amministratore delegato Fernanda Pelati, manager che ha avuto la responsabilità delle risorse umane in Honeywell Controls system ed in Ikea Europa e che nel retail ha maturato competenze come ad di Ikea Svizzera ed Ikea Olanda. Il nuovo corso concordato in famiglia, con un caso decisamente inedito di passaggio generazionale favorito e costruito dai giovani Marta e Piero che hanno rotto l’incomunicabilità cui erano giunti i rispettivi genitori, sarà ufficializzato nell’assemblea in calendario a maggio, quando pare scontato usciranno di scena anche quasi tutti i vecchi consiglieri, mentre Marta dovrebbe affiancare Piero, già presente in cda, senza però che alcuno dei due assuma al momento incarichi operativi. Improbabile che in questi tre mesi il consiglio uscente affronti un argomento scottante come la cessione del ramo d’azienda Coin. L’ex ad Paolo Ricotti non nasconde di avere appreso dai giornali la notizia dell’accordo fra i fratelli ed attende segnali sull’offerta circostanziata già presentata. Ma l’attenzione del gruppo nelle prossime settimane continuerà ad essere concentrata sulla Germania, unico punto debole nei conti. Dopo avere trasformato in Oviesse 39 dei 98 magazzini Kaufhalle acquisiti, il gruppo veneto sembra orientato a ritarare l’impegno tagliando sui costi ma anche cedendo i negozi giudicati non strategici, e che alla fine della nuova analisi potrebbero risultare una cinquantina.
CLAUDIO PASQUALETTO