Gruppo Coin, Comunicato sindacale 16/09/2005

COMUNICATO

Il gruppo Coin effettua una ristrutturazione di tutti i negozi con marchio Coin con una diversa articolazione dei reparti e una diversa articolazione degli orari dei negozi e la chiusura di 3 negozi (Milano, Roma e Taranto) e l’attivazione di riduzione di personale in diverse filiali.

Di questo processo di ristrutturazione ne avevamo parlato ,in un incontro nazionale alla presenza del coordinamento delle strutture e dei delegati alla fine del mese di aprile e avevamo demandato il confronto a livello decentrato per esaminare la situazione locale con il primo compito di trovare le soluzioni occupazionale per le lavoratrici. e i lavoratori espulsi dai negozi che chiudono.

Noi volevamo più chiaramente il piano aziendale e un confronto territoriale che venisse affiancato da confronti nazionali che monitorassero l’andamento dei confronti e un supplemento di informazioni sul piano aziendale.

Il testo si quell’intesa recupera solo parzialmente questi concetti perché prevede un confronto a fine ristrutturazione per validare il processo.

E avevamo ben ragione,

Il confronto si è fatto difficilissimo perché l’azienda ,pur firmando nell’accordo che le soluzioni dovevano essere consensuali, ha forzato le trattative rifiutando il confronto e le disponibilità dei delegati e del sindacato territoriale e imponendo i,in alcuni casi cambiamenti di orario dei part-time in alcuni casi anche dopo un accordo ,come è avvenuto a Como in pieno agosto.

In particolare a Milano e a Genova l’azienda ha superato se stessa imponendo cambiamenti di orario a part-time e a Full-Time impedendo ai lavoratori di prendere servizio con l’intervento di guardie private . Ma è andata anche oltre facendo contestazioni ai lavoratori che mantenevano il proprio orario,contrattato per i full-time, ma garantito dalla legge per i part-time. Oggi anche facendo arrivare il provvedimento disciplinare di un giorno di sospensione poco prima di un incontro per la filiale di Cinque Giornate a Milano.

Di fronte a questi atti gravi che hanno visto i delegate-i, della Filcams bersagliati dall’azienda e3 dai gorilla mi sembrava giusto un azione di sostegno alle lotte di Milano e Genova anche perché i problemi sono simili in tutte le filiali d’Italia.

Ciò non è stato possibile e è apparso nelle bacheche un comunicato delle altre organizzazioni sindacali.

Ma se nel negozio di Genova o Milano minacciano dei delegati o dei lavoratori che cercano di difendere i loro diritti non è un problema di tutte le lavoratrici di Coin Oppure occorre pensare che l’azienda solo che l’azienda è in difficoltà?

Il nostro dovere è prima di tutto difendere i lavoratori di fronte a violazioni evidenti ,poi penserò all’accordo quando saranno sconfitti simili atteggiamenti, magari più forte.

La Direzione Coin non dà ancora risposte concrete alle lavoratrici dei negozi che Chiudono drammatizzando in modo esasperato la situazione.

In ultimo L’accordo separato con Petit-Bateau -Coin per il passaggio di una persona e parte del bambino; a parte che hanno firmato l’accordo in clandestinità , non convocando la nostra organizzazione che si sta comunque difendendo su cui ho già scritto ,assieme alle nostre perplessità su quelle procedure. Ma voglio solo aggiungere che se questo processo di terziarizzazione dei reparti si estende nella grande distribuzione cosa succede ai lavoratori e alle lavoratrici?Autorizzare una cosa del genere che conseguenze porta nei confronti di tutte le aziende della distribuzione e prima di tutto in Coin? Sono domande semplici che mi pongo assieme voi.

Mi sembra tempo che la direzione Coin metta senno, forse assieme ad alrti, e convochi un tavolo nazionale per rimettere in fila i problemi e impostare normali relazioni sindacali non discriminatorie.

La Filcams-Cgil tutta,il gruppo dirigente i propri delegate propri iscritti , non hanno nulla da imparare in materia di difesa dei diritti delle lavoratrici e lavoratori Coin.

Per la Filcams-Cgil

Il presidente del Comitato Direttivo Nazionale

Luigi Coppini