Coin chiude la semestrale in rosso

12/10/2004



            martedì 12 ottobre 2004

            sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 36
            G RANDE DISTRIBUZIONE • Il gruppo nei primi sei mesi del 2004 ha registrato vendite nette in flessione a 492,8 milioni
            Coin chiude la semestrale in rosso
            Sui dati pesa la stagionalità e la cancellazione della Germania
            C.PAS.
            VENEZIA • Il Gruppo Coin incassa in termini assoluti un calo di vendite nette dovuto al taglio di tutta la rete tedesca ma migliora Mol e risultato, cominciando così a mettere a frutto la rigorosa politica di ristrutturazione avviata dall’ad Fernanda Pelati e legata a doppio filo anche al riassetto globale della società. Nella semestrale chiusa il 31 luglio il Gruppo veneziano segnala vendite nette a 492,8 milioni, contro i 609,1 del corrispondente periodo 2003, con una flessione quindi del 19,1%.
            Una flessione causata quasi per intero dalla cancellazione dell’avventura in Germania visto che il dato, se considerato limitatamente alle sole insegne storiche Coin ed Oviesse, segnala vendite per 483,5 milioni, in calo dell’1,7 per cento. Sulla semestrale resta soltanto un’ultima traccia a livello contabile , con un ulteriore onere di 11,3 milioni, dell’esperienza in terra tedesca chiusa a giugno con la cessione alla svizzera Glaus holding degli ultimi 17 negozi e delle altre attività residuali dopo la prima tranche che aveva visto come acquirente Kaufhalle.
            Le note positive per il Gruppo Coin arrivano piuttosto da un Mol che torna positivo per 26,2 milioni, contro un rosso di 10,5 milioni del 2003, e da un risultato ante imposte negativo per 16,1 milioni ma in miglioramento rispetto ai precedeti 59,3. In una nota, comunque, il Gruppo ricorda che sui dati pesa anche l’accentuata stagionalità che caratterizza il settore dell’abbigliamento e degli accessori che, tradizionalmente, raccolgono nella seconda parte dell’esercizio la quota più significativa delle vendite e quindi anche del reddito operativo.
            La posizione finanziaria netta si è appesantita, a causa sempre della chiusura delle attività in Germania, e l’esposizione passa da 251 a 363,2 milioni.
            Quanto ai due rami del gruppo è sempre Oviesse a spuntare i risultati migliori, pur in una situazione difficile di mercato e di consumi.
            L’insegna, infatti, chiude il semestre a 318,7 milioni di vendite, con un incremento dello 0,9%, e prosegue il piano di sviluppo con nuovi negozi e nuove affiliazioni che hanno comportato investimenti per oltre 8 milioni di euro. Coin, invece, continua a patire un posizionamento non sufficientemente marcato e registra un calo delle vendite del 6,4%.
            Tutto questo in attesa di avviare una forte azione di rilancio conseguente alle valutazioni ed alle proposte che usciranno da uno studio mirato che la società ha affidato a Boston Consulting group.
            La rivoluzione del gruppo veneziano fra il 2003 ed il 2004, con il passaggio di testimone ai figli Marta e Piero dopo la lunga battaglia fra i fratelli Piergiorgio e Vittorio, ma anche con il coinvolgimento delle banche, attende ora di essere completata con la progettata cessione della quota di maggioranza di Coin.
            La famiglia ha fatto sapere di volere tirarsi in disparte solo momentaneamente ma di essere intenzionata a non uscire comunque dalla gestione. Gli advisor Jp Morgan e Vitale ed associati hanno ristretto la prima rosa di soggetti interessati fino ad arrivare ad una short list nella quale sono entrati quattro fondi di private equity: Apax partner, Pai, BS e CVC. Questi quattro fondi hanno avuto accesso alla data room dal 27 settembre ed hanno completato in questi giorni la due diligence.
            Le offerte impegnative sono attese entro ottobre, in linea con la tempistica data all’operazione che prevede la chiusura e quindi la scelta finale entro metà dicembre.
            In questa fase sia la famiglia Coin che i manager della società hanno scelto la linea del silenzio, preferendo lavorare alla proposta per il dopo da sottoporre al nuovo partner.