Coin al rilancio industriale per restare a Piazza Affari

02/09/2005
    venerdì 2 settembre 2005

    sezione: MERCATO DEI CAPITALI – pagina 35

      L’amministratore delegato Stefano Beraldo annuncia investimenti per 40 milioni

        Coin al rilancio industriale per restare a Piazza Affari

        MARIGIA MANGANO

          MILANO • Nessun delisting della società, né tantomeno accordi in vista con la Rinascente. La nuova Coin targata Pai ha per ora un unico obiettivo: il rilancio industriale. Parola di Stefano Beraldo, amministratore delegato del gruppo Coin che ieri, in occasione della riapertura del più vecchio grande magazzino, a Mestre, ha tracciato le linee guida del gruppo, annunciando 40 milioni di investimenti per i punti vendita nel biennio 2005 2006. Quanto basta per regalare al titolo un rialzo dell’ 1,35% a 2,63 euro.

          Archiviata con successo l’Opa da parte del Fondo Pai, Beraldo ha assicurato che il gruppo Coin rimarrà quotata a piazza Affari con il 30,5% dopo che la Bellini Investimenti, società a sua volta controllata al 55% dal fondo di private equity e al 45% dalla famiglia Coin, è cresciuta dal 62% al 69,5%.

          Quanto alla Rinascente, l’amministratore delegato del gruppo ha escluso ipotesi di accordo e integrazione. Anche perché, ha aggiunto, Coin nei prossimi anni si concentrerà principalmente nel rilancio industriale. Chiusa « l’avventura tedesca costata 400 milioni di euro— ha spiegato Beraldo — abbiamo archiviato la prima trimestrale con un 4% di Gruppo, ma per il secondo semestre abbiamo indicatori economici rassicuranti che ribadiscono il successo di Oviesse e danno Coin in miglioramento.

          E questo sia sul fronte del fatturato sia sul fronte della redditività » . Proprio per il rilancio del marchio storico Coin, il Gruppo investirà nel biennio 2005 2006 40 milioni di euro per i punti vendita, mentre altri 20 milioni saranno investiti nel 2005 per Oviesse.

            Sarà la forza della storia, sintetizzata dal nome Coin, la strategia che l’omonimo gruppo della distribuzione metterà in campo per rilanciarsi. Oviesse, altro marchio del Gruppo che ha inglobato anche il no food di Standa e che copre il 66% di fatturato con 260 negozi, può procedere per la strada di successo intrapresa e nei prossimi tre anni saranno aperti 40 50 nuovi punti vendita. Un modo di vendere, quello di Oviesse, secondo Beraldo, che non ha neppure risentito della crisi congiunturale in atto.