Coin, Accordo 06/05/1978

    6 maggio 1978
    ACCORDO INTEGRATIVO AZIENDALE NAZIONALE

    1 – Premessa

    Le parti riconoscono che una necessaria, profonda trasformazione del settore commerciale rispetto alla attuale prevalente arretratezza, deve realizzarsi attraverso l’impegno di un pluralismo di forze, nel cui ambito svolgano un attivo e positivo ruolo le forze della Distribuzione organizzata.

    Tale impegno va riferito:

    a)ad uno sviluppo quantitativo razionale e programmato di nuove strutture di vendita sulla base di criteri di localizzazione territoriale degli investimenti:

    b)ad indirizzi gestionali e di politica commerciale sempre più aderente ai bisogni reali della collettività.

    Le organizzazioni Sindacali dichiarano la propria volontà, previo confronto in sede sindacale sulle varie scelte, ad appog-giare concretamente i progetti predisposti dall’Azienda in armonia con i criteri sopra descritti.

    Le parti concordano che il conseguimento di questi obiettivi richiede, tra l’altro, una modifica degli indirizzi legislativi che consenta il superamento degli ostacoli amministrativi e burocratici che hanno ostacolato sin qui la trasformazione del settore commerciale, obiettivo della legge 426; analogamente, dovranno essere affrontati problemi attinenti al credito, alla fiscalizzazione, all’eliminazione dell’evasione fiscale e contributiva.

    2 — Sviluppo e investimenti

    a)Sviluppo qualitativo

    Le parti convengono che nella attuale situazione congiun-turale, caratterizzata da una contrazione dei consumi in molti comparti merceologici, è necessario un preciso impegno comune rivolto allo sviluppo qualitativo delle gestioni per il deciso miglioramento della efficienza e della produttività delle risorse impiegate, in termini di transazioni per mq. e per addetto ad una controllata politica dei costi.

    b)Sviluppo quantitativo

    I°L’Azienda persegue l’obiettivo di sviluppare quantitati-vamente la Divisione OVIESSE mediante l’apertura di nuovi punti di vendita, in ragione di circa tre all’anno, da localizzare preferenzialmente in quartieri periferici delle grandi concentrazioni urbane e/o nei centri minori del territorio nazionale, specialmente quelli carenti di strutture distributive moderne e imprenditoriali.

    La formula, la politica commerciale, la struttura orga-nizzativa e le modalità operative della Divisione OVIESSE vengono confermate come rivolte al consumo popolare e di massa, in un rapporto qualità/prezzo altamente competitivo.

    II°L’Azienda intende inoltre sviluppare l’attività di “affiliazione” e somministrazione di merci, selezionando i propri affiliati, circa tre all’anno, secondo criteri di dimensioni dell’impresa, capacità, efficienza e serietà commerciale, solidità finanziaria, moderni metodi di conduzione, scrupoloso rispetto della normativa generale e di quella del lavoro in particolare (C.C.N.L. legge 604/66, legge 300/70).

    I programmi relativi allo sviluppo OVIESSE dell’affiliazione, verranno preventivamente confrontati in sede territoriale.

    L’Azienda dichiara di non essere interessata al settore dei cash and carry.

    Lo sviluppo come sopra descritto tende al rafforzamento ed a una migliore efficienza dell’Azienda e ad esso.
    Lo sviluppo come sopra descritto tende al rafforzamento ed a una migliore efficienza dell’Azienda e ad esso verranno destinate risorse finanziarie derivanti dall’autofinanziamento aziendale:

    3 — Indirizzi di gestione—politico commerciale

    Gli obiettivi di cui al punto 2.a saranno analizzati attraverso:

    a)una scelta di marketing sempre più attenta ai modelli di consumo congiunturali e alle peculiarità del territorio nei distinti settori merceologici;

    b)una politica dei prezzi che incentivi al massimo le vendite in un corretto rapporto costi/ricavi e che, per la Divisione OVIESSE, mantenga e sviluppi la sua posizione nel mercato popolare e dei consumi primari;

    c)una selezione merceologica capace di soddisfare sempre meglio per qualità, quantità e prezzo, i bisogni della famiglia media italiana nelle sue diverse realtà territoriali;

    d)una coerente e dinamica distribuzione degli spazi di vendita dell’impiego della forza del lavoro tenuto conto di quanto definito nei paragrafi successivi;

    e)un servizio al cliente, di cui sono parti essenziali la preparazione del negozio a vendere e l’esposizione efficace e flessibile delle merci, all’altezza dell’immagine dei punti di vendita delle aspettative dei consumatori e degli obiettivi di fatturato;

    f)una politica di approvvigionamenti che privilegi il mercato nazionale e che sviluppi gli acquisti nel Centro-Sud.

    Sulla politica di sviluppo, investimenti, indirizzi gestionali e commerciali sopra delineati, le parti convengono di procedere a verifiche periodiche a livello nazionale aziendale e territoriale, sull’avanzamento dei programmi relativi.

    Nota a verbale

    L’Azienda dichiara che entro tali indirizzi di gestione vi è anche l’obiettivo di contenere le differenze inventariali attraverso iniziative adottate nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti vigenti.

    Le Organizzazioni Sindacali ne prendono atto.

    4 — Organici e occupazione

    L’effettiva tutela e il possibile sviluppo dei livelli di occupazione con particolare riferimento al lavoro femminile, costituiscono un obiettivo prioritario comune alle parti, da realizzare mediante lo sviluppo, la razionalizzazione e l’efficienza cui l’azienda è impegnata.

    I problemi riguardanti i livelli occupazionali delle singole filiali e della sede (ed il conseguente impiego della forza lavoro nelle sue articolazioni maschili, femminili, part—time, contratti a termine, ecc.), saranno verificati nelle singole unità con riferimento al carico complessivo di lavoro dell’unità stessa, all’organizzazione del lavoro, alla qualificazione economica generale ed inoltre, per le filiali, ai sistemi di vendita, alle transazioni programmate, al livello di servizio ed all’orario di vendita.

    Le parti si impegnano al rispetto dei risultati conseguiti in tale confronto.

    L’Azienda si impegna altresì a valutare in concreto la possibilità di attingere alle liste speciali previste dalla legge 285/77 sull’occupazione giovanile, anche sulle proposte presentate dalle Organizzazioni Sindacali a livello territoriale.

    Specifici programmi locali in materia verranno confrontati con le Organizzazioni Sindacali a livello territoriale competente.

    Specifici programmi locali in materia verranno confrontati con le Organizzazioni Sindacali al livello territoriale competente.

    In relazione ai programmi di ristrutturazione e/o di sviluppo, saranno esaminati in sede territoriale eventuali problemi di ripianamento di eccedenza e carenze di organico, al fine di individuare idonee soluzioni (mobilità territoriale locale e nell’hinterland, turn—over, integrazioni opportune).

    Le parti convengono, infine, di verificare periodicamente a livello nazionale i dati complessivi sulla occupazione e sulla sua composizione.

    5 — Lavoro a tempo parziale e tempo determinato

    La verifica prevista al precedente articolo 4 comprenderà l’esame territoriale ed aziendale dei criteri di utilizzo del lavoro a tempo ridotto ed a tempo determinato, che sarà riferito alle effettive necessità operative e da quanto definito dalle parti sul O.D.L. e sull’orario di lavoro. Sarà dato comunque prioritario corso alle richieste di passaggi a tempo parziale formulate dal personale in forza. Nell’ambito di quanto previsto dall’accordo aziendale del 6—7—1974, i contratti per prestazioni settimanali a 20 ore saranno limitati ai casi di effettiva e verificata necessità.

    6 — Organizzazione del lavoro e professionalità

    Le parti perseguono l’obiettivo di una migliore qualificazione della divisione COIN nel mercato, specie nell’ambito commerciale e promozionale, anche mediante il miglioramento delle condizioni di lavoro e di utilizzo delle risorse, in un quadro di decentramento e deleghe, di razionalizzazione delle attività e di efficienza gestionale.

    In relazione a ciò:

    I°Le mansioni dei livelli esecutivi ed intermedi devono ar-ricchirsi di autonome responsabilità nell’ambito delle rispettive declaratorie contrattuali. Gli specialisti (operatori provetti) contribuiranno anche all’accertamento della professionalità dei gruppi in cui operano. Non avranno comunque funzione gerarchica.

    II° Verrà confrontata con Organizzazioni sindacali e C.D.A.C e gradualmente realizzata un’organizzazione del lavoro per gruppi identificati per aree organizzative, per aree merceologiche omogenee secondo i modelli di consumi, per dimensioni per tecnologie impiegate. Le dimensioni saranno confrontate con le Organizzazioni Sindacali e il Cda anche in relazione ad esperienze condotte in alcune realtà territoriali aziendali.

    L’organico di un’area verrà definito in funzione di un’equa distribuzione dei carichi e ritmi di lavoro complessivi e di un ottimale servizio alla clientela.

    Le singole aree verranno gestite mediante il coordinamento del C.A. (Il livello).

    III°L’organizzazione del lavoro, le mansioni, gli organici e la professionalità nonché i componenti relativi, in quanto strettamente correlati, saranno oggetto di gestio-ne rigorosa e confrontata.

    MOBILITA

    Il servizio alla clientela, la conoscenza del ciclo merceologico e l’equa ripartizione dei carichi di lavoro comportano la mobilità del personale nell’area, completa e spontanea.

    La mobilità del personale tra le aree è legata a situazioni non programmabili, la cui eccezionalità verrà previamente verificata dal C.d.A.

    ROTAZIONE

    L’arricchimento della professionalità e lo sviluppo del personale dall’interno richiedono una rotazione delle mansioni (successione programmata di Incarichi), da definire e semplificare nel confronto tra le parti (lavoratori, organizzazioni sindaca-li, c.d.a., direzione) su iniziativa di ciascuna di esse. I programmi di rotazione delle mansioni devono comprendere iniziative addestrative per il miglioramento delle conoscenze professionali (criteri operativi, in funzione degli obiettivi, programmazione delle attività, valorizzazione dell’anzianità professionale, circuito delle informazioni).

    La rotazione può avvenire all’interno delle aree, come tra di esse.

    7 – Orario di lavoro

    Le parti convengono sulla opportunità di verificare con le autorità competenti, la possibilità di una modifica degli orari di vendita da realizzarsi mediante idonei decreti di generale applicazione e osservanza che permetta, ferme restando le ore di lavoro, una riduzione del nastro orario. Le parti si riservano di verificare territorialmente l’applicazione di eventuali orari collettivi differenziati per gruppi di lavoratori di alcuni servizi.

    L’orario di lavoro settimanale dei lavoratori discontinui, a far data dall’entrata in vigore del presente accordo, viene fissato in 40 ore settimanali, in quanto i lavoratori suddetti sono impiegati a mansioni continue.

    8 – Appalti

    L’Azienda ribadisce il proprio impegno inteso a limitare il ricorso a contratti di appalto ed a esigere dalle aziende appaltatrici il pieno rispetto delle norme contrattuali e previdenziali, confermando le apposite clausole di salvaguardia già previste negli attuali capitolati di appalto delle mense ed imprese di pulizia.

    Per quanto riguarda i problemi attinenti i trasporti gestiti dai depositi centrali, la situazione verrà confrontata in sede territoriale.

    9 — Permessi sindacali

    Ferma restando la disciplina per l’esercizio dei diritti spettanti agli Organismi Sindacali, al fine di favorire le attività di coordinamento dei medesimi, l’azienda mette a disposizione delle Organizzazioni Sindacali Nazionali e/o Territoriali, mezz’ora all’anno di permesso sindacale per ogni dipendente.

    10 — Diritto allo studio

    a) I lavoratori studenti in prova, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame per l’ottenimento dei titoli di studio di cui sopra, hanno diritto a permessi retribuiti per la relativa preparazione nella misura di 160 ore nel biennio da godersi previo accordo con l’azienda in periodi non inferiori alla settimana.

    I permessi di cui sopra saranno retribuiti previa presentazione ufficiale degli esami sostenuti e dei certificati attestanti l’effettiva frequenza.

    b) I lavoratori non in prova che intendono frequentare corsi di studio compresi nell’ordinamento scolastico svolti presso istituti pubblici, costituiti in base alla legge 31 dicembre 1962 nr. 1859, o riconosciuti in base alla legge 19 gennaio 1942 nr. 86 e i lavoratori non in prova che, al fine di migliorare la propria cultura intendono frequentare presso istituti pubblici o legalmen-te riconosciuti corsi di studio, hanno diritto a permessi retribuiti per la frequenza a tali corsi per un massimo di 150 ore pro-capite in un triennio. usufruibile anche in un solo anno.

    Le modalità ed i limiti per il godimento di tali permessi sono, quelli previsti dall’art. 44/bis del vigente C.C.N.L. I permessi di cui al presente punto non sono cumulabili con i permessi accordati ai sensi del punto a). Eventuali accordi preesistenti in tema di diritto allo studio si intendono sostituiti dal presente accordo.

    11 – Ambiente di lavoro

    L’Azienda è impegnata a valutare in concreto le proposte avanzate dal cda, in ordine ad effettive esigenze di inter-vento per una idonea tutela della salute e della integrità fisica del personale, con attenzione particolare per quello femminile.

    Al fine di effettuare eventuali indagini ambientali, concordare le modalità nell’ambito dell’art. 9 della legge 300 del 20 maggio 1970 e dell’art. 2 C.A.I. del 6 luglio 1974.

    12 — Festività abolite

    Per l’anno 1978, nel rispetto dell’accordo raggiunto in materia del maggio 1977 ed in attesa di nuove pattuizioni da concordare a livello confederale, ciascuna delle ex festività sarà recuperata con altrettante giornate di riposo.

    13 — Parte economica

    I Premio aziendale

    A parziale modifica ed integrazione dell’art. 127 4° comma, del C.C.N.L. 25 settembre 1976 e dell’art. 12 del C.A.I. 6 luglio 1974, il premio aziendale sarà computato anche agli effetti del titolo 21 del citato C.C.N.L. e decorrerà dalla prossima corresponsione delle mensilità supplementari.

    IIUna tantum

    Nel quadro delle prospettive e degli impegni di cui al presente accordo, viene concordata la corresponsione, a titolo di indennità un tantum per il periodo 1° maggio 1978 – 30 giugno 1979 di un importo pari a L. 75.000 lorde.

    L’erogazione avverrà:

    —per L. 25.000 lorde con lo stipendio di ottobre 1978;
    —per L. 50.000 lorde con lo stipendio di maggio 1979.