Cofferati:”Un progetto vuoto”

19/06/2002


MERCOLEDÌ, 19 GIUGNO 2002
 
      Pagina 32 – Economia
 
I SINDACATI
 
Art.18, verso il compromesso: abolito solo per chi supera i 15 dipendenti
 
Cofferati:"Un progetto vuoto"
 
 
 
 
VITTORIA SIVO

        ROMA – Niente cifre, quindi giudizi sospesi. Le indicazioni ancora generiche fornite dal governo hanno reso laconici sia gli imprenditori sia i sindacalisti. Il momento della verità è rinviato al 2 luglio quando si terrà la riunione conclusiva fra governo e parti sociali sul documento di programmazione economica e finanziaria. Nel frattempo però ai quattro tavoli della trattativa triangolare ci sarà un colpo di acceleratore, con buone probabilità che il negoziato sulla riforma del mercato del lavoro convocato per domani si concluda con un accordo, cui naturalmente la Cgil non parteciperà. L´intesa, il cui piatto forte sarà l´aumento dell´indennità di disoccupazione, potrebbe chiudere anche la controversia sull´art.18 dello Statuto dei lavoratori, con una soluzione limitata ad uno solo dei tre casi previsti inizialmente dal governo: abolizione dell´obbligo di reintegro nel posto di lavoro (e sua sostituzione con un indennizzo in denaro) per le imprese che superino la soglia dei 15 dipendenti.
        Il fatto stesso che i leader di Cisl e Uil, interpellati in proposito non abbiano escluso questa eventualità e che tutte e quattro le trattative si svolgeranno da ora in poi a palazzo Chigi, sotto la regia del sottosegretario Gianni Letta (il 25 è fissato l´incontro sul Mezzogiorno e il 26 quelli sul fisco e il sommerso) confermano che si è arrivati alla stretta finale. «Vedremo» ha tagliato corto Savino Pezzotta ad una domanda sull´art.18, avvertendo però che la riforma degli ammortizzatori sociali «non si fa a costo zero, pertanto servono risorse». «Parlare di firme è assolutamente prematuro», ha puntualizzato Luigi Angeletti, «certo prima si raggiunge un risultato positivo, meglio è». Quanto al Dpef, l´auspicio è che ci sia un vero confronto prima del varo del documento.
        «Il nulla non si commenta», ha dichiarato gelido il segretario generale della Cgil specificando che «il governo non ci ha detto nulla, né di calo delle tasse, né di previdenza, sanità e ammortizzatori sociali», solo «indicazioni generiche e vaghi criteri di massima. Non mi pare che il governo abbia un´idea degna di questo nome». Rispetto all´ipotesi di un accordo separato sull´art.18, Sergio Cofferati è determinato a «fare il massimo del contrasto possibile, attraverso la lotta e tutti gli altri strumenti disponibili, perché le eventuali modifiche» alle norme sui licenziamenti «non diventino mai operative».