Cofferati vuole il riordino degli ammortizzatori

19/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Il leader Cgil insiste ma l’Esecutivo: costa 5,16 mld € – Pezzotta e Angeletti pronti a negoziare

    Cofferati vuole il riordino degli ammortizzatori
    ROMA – Per ora il confronto può andare avanti. Al termine delle due ore di incontro con il Governo, i tre leader di Cgil, Cisl e Uil, si sono detti pronti a proseguire la trattativa e ad affrontare il merito nei prossimi tavoli tecnici. La condizione, sottolineata ieri da Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, è che «il Governo non agisca su lavoro e previdenza senza il consenso delle parti sociali. Lo strumento per agire è secondario, l’importante è che le soluzioni siano condivise».
    La posizione più critica resta quella del numero uno della Cgil, Sergio Cofferati, che ieri al tavolo ha lanciato la proposta di riforma degli ammortizzatori sociali. «il Governo non accetta che fra i temi del mercato del lavoro vada affrontato il problema degli ammortizzatori sociali. Abbiamo chiesto – ha detto Cofferati – che questa sia la priorità del confronto. Il Governo ci ha detto di no, il giudizio è negativo».
    In realtà, il Governo non ha chiuso la porta alla proposta di Cofferati ma ha sottolineato le difficoltà che impediscono un intervento a breve termine sulla materia. «Per spostare la protezione sociale dai posti di lavoro al mercato ci voglioni almeno 10mila miliardi» (5,16 mld €), ha replicato il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi che segue in prima battuta tutta la trattativa sul Libro bianco. Le risorse sono quindi l’ostacolo principale «e del resto questo è stato il motivo per cui il precedente Governo non ha attuato la delega in materia di ammortizzatori».
    Apprezzamenti soprattutto sul metodo sono arrivati invece dal leader Cisl, Savino Oezzotta: «È stata una tappa interessante perché si è deciso di avviare il negoziato separando i tavoli sul lavoro e pensioni». Ma Pezzotta è soddisfatto anche sui temi in agenda. «È stata la Cisl – ha detto – a proporre di iniziare il confronto dagli strumenti della occupabilità, a partire dalla riforma del collocamento e della formazione: in questo modo si possono affrontare le possibili situazioni di crisi dei prossimi mesi». Anche sugli ammortizzatori la strategia è diversa dalla Cgil: «Abbiamo anche chiesto – ha aggiunto Pezzotta – di definire un approccio di graduale trasformazione degli ammortizzatori in modo che il passaggio dal vecchio al nuovo sistema non lasci scoperti i lavoratori». E il sottosegretario Sacconi si è impegnato ad attivare un sistema di monitoraggio sui vecchi ammortizzatori in vista di un riordino. L’altro tema al centro dell’incontro è stato quello del federalismo. «C’è un’incognita pesante: non si è stabilito quale sia il confine di competenza sul mercato del lavoro del Governo e delle Regioni. Dunque – ha detto Cofferati – ci si potrebbe trovare nella condizione di discutere qui argomenti che poi le Regioni ritengono di dover affrontare per conto loro». Il ministro Maroni ha però assicurato che il Governo farà di tutto perché le Regioni si "sintonizzino" alle strategie nazionali.
    Venerdí 19 Ottobre 2001
 
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