Cofferati: “Vogliono isolarci? Addio pace sociale”

13/02/2001



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13 Febbraio 2001Oggi in edicola

martedì 13 febbraio 2001
Pagina 10
"Vogliono isolarci?
Addio pace sociale"

Cofferati attacca ancora D’Amato e ribatte a Del Turco

RICCARDO DE GENNARO


ROMA — «Un atto di rottura come quello prodotto da accordi separati non può che avere come conseguenza l’avvio del conflitto sociale nelle varie forme possibili». Sarà il ritorno al conflitto nei luoghi di lavoro la risposta della Cgil nel caso in cui la Confindustria confermi la linea espressa dal suo presidente Antonio D’Amato, favorevole ad accordi separati (senza la Cgil). Lo ha detto chiaramente, ieri, il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, che definisce la presa di posizione di D’Amato un «vistoso caso di strumentalità politica».
Cofferati sottolinea, infatti, che «affacciare l’ipotesi di un accordo separato su una materia, come il recepimento della direttiva europea sui contratti a tempo, che non necessita di accordo tra le parti sociali, è un atto politico». Come dire che i contratti a termine non sono che un pretesto per tentare di isolare la Cgil: «Ma noi ribadisce Cofferati non staremo né fermi, né zitti». A questo proposito, Cofferati non manca di sottolineare la «buona salute» della sua confederazione, che nel 2000 ha aumentato gli iscritti non solo tra i pensionati, ma soprattutto tra i giovani, le donne, gli extracomunitari, fino a raggiungere quota 5,3 milioni di tessere. Il leader della Cgil ricorda poi un caso di accordo separato a tavolino, franato successivamente sulle cose, come il Patto di Milano: «Anche qui era stato voluto soltanto per colpirci politicamente, dopodichè il risultato concreto è stato pari a zero» .
Quanto alla concertazione, Cofferati respinge al mittente l’accusa di una politica del veto: «Noi non abbiamo mai chiesto ad alcun governo di non decidere. Sono semmai i veti della Confindustria a mettere in crisi il metodo della concertazione, come dimostrano i casi del Tfr e delle riforme previdenziali». Dell’attacco sull’atteggiamento tenuto dalla Cgil sui contratti a termine e del rischio di «autoisolamento e sconfitta» paventato dall’ex numero due della sua stessa confederazione, ora ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, Cofferati non si cura: «L’onorevole Del Turco parla disinvoltamente di argomenti che non conosce. Anche se per le sue esperienze precedenti la materia dovrebbe essergli nota: chi dice che la Cgil è contraria ai contratti a termine afferma il falso. Il nostro è un no sul merito, non di principio: nel testo proposto dalla Confindustria non c’è alcun riferimento alla contrattazione nazionale».
A dimostrazione della disponibilità della Cgil sull’allargamento dei contratti atipici, Cofferati porta la preintesa raggiunta con la Confapi, la confederazione delle piccole e medie imprese alternativa alla Confindustria: «L’intesa raggiunta con la Confapi è una buona base di discussione e mi sorprende l’incoerenza della Cisl, che prima firma questo accordo e poi è disponibile per fare un’intesa completamente differente con la Confindustria». Parole accolte con soddisfazione dalla vicepresidente della Confapi, Ida Vana, che peraltro giudica l’attuale scontro sulla concertazione e la minaccia di accordi separati da parte della Confindustria «frutto di una campagna elettorale che si preannuncia particolarmente vivace». Luigi Angeletti, leader della Uil, sostiene che sulla concertazione «è scattato un cortocircuito politicoistituzionale che di giorno in giorno si aggroviglia sempre di più», mentre Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, ironizza: «La Cgil se la canta e se la suona da sola».
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