Cofferati: una «svolta» contro D’Alema

13/07/2001
La Stampa web

 




Venerdì 13 Luglio 2001

IL PRESIDENTE DELLA QUERCIA: ME LO ASPETTAVO, MA FINO AL CONGRESSO C’E’ ANCORA TEMPO
Cofferati: una «svolta» contro D’Alema
«Nei Ds ci sono responsabilità che non possono essere rimosse»
Maria Teresa Meli
ROMA E’ Cofferati l’«incubo» dello schieramento che appoggia Fassino. O meglio è il potere di coalizzare forze, correnti e iscritti del segretario della Cgil che impensierisce i dalemiani. Con il «Cinese», veltroniani (che il 19 terranno una loro iniziativa pubblica), sinistra e area Salvi possono mettersi insieme e superare i reciproci «maldipancia». Con la sua firma sulla mozione il correntone di centrosinistra può ottenere una percentuale tale da impensierire Fassino, D’Alema e compagni. Tant’è vero che quello schieramento è preoccupato: teme che anche in caso di vittoria sarà difficile gestire il partito se dall’altra parte c’è un’aggregazione che può contare sul quaranta, quarantacinque per cento. Non a caso Fassino è corso ai ripari e ha chiesto un incontro a Cofferati. I due si vedranno stamattina. L’ex Guardasigilli spera di ammorbidire il Cinese.
Nel frattempo, comunque, Cofferati non sta perdendo tempo. Il documento con cui i diessini della Cgil intendono contribuire al dibattito congressuale è pronto. Di più: i dirigenti del sindacato che appartengono alla Quercia solleciteranno il partito a far propria quella posizione, assumendola in una delle mozioni congressuali. E non è difficile immaginare quale possa essere la mozione in questione. Quella del correntone del centrosinistra, giacché nel documento le critiche alla gestione dalemiana del partito sono esplicite, ed è praticamente impossibile che lo schieramento che sostiene Fassino possa farle proprie. E’ un documento, quello di Cofferati, di cinque pagine, che ha come punto di partenza (e non poteva essere altrimenti) il «valore sociale del lavoro». Un tema che, è scritto, «non potrà essere eluso», ma dovrà essere affrontato, nelle assise nazionali della Quercia, in «un limpido e rigoroso confronto di posizioni», perché è «del tutto normale che un partito della sinistra discuta e si divida a partire dal lavoro».
Ma in quelle cinque pagine c’è anche dell’altro. E che altro. La riconferma della critica ai comportamenti della dirigenza Ds: «la sinistra italiana esce gravemente sconfitta dal confronto elettorale», si legge nel documento, e tutto questo nonostante abbia ricoperto «importanti responsabilità di governo». Attualmente, dunque, la sinistra italiana «è la meno rappresentativa d’Europa, la più divisa e incerta nei riferimenti sociali», e si avvia a «declinare anche sul piano dei valori, dei simboli, della cultura». E’ un giudizio, prosegue il testo, che «va espresso con grande forza e rigore», e non solo perché «ci sono errori e responsabilità che non possono essere rimosse», ma anche perché «una pura continuità non offre prospettiva», e, anzi, «renderebbe sempre più irrilevante» il ruolo della sinistra stessa. Il congresso dunque deve «indicare una svolta». Insomma, in parole povere, quel testo è un «no» secco alla coppia D’Alema-Fassino («ci sono responsabilità che non possono essere rimosse»). Nel documento, poi, c’è anche un’apertura al progetto di unificazione delle forze riformiste italiane, giacché si sottolinea che uno degli obiettivi deve essere quello di «allargare con altri soggetti sociali e politici della sinistra l’orizzonte delle scelte comuni».
Il documento è già arrivato sul tavolo dei dirigenti diessini della Cgil, che lo firmeranno, a titolo personale, nella loro qualità di iscritti ai Ds. Poi, il 23 in una grande iniziativa pubblica allargata anche ai politici (verrà invitato, per esempio, anche Giuliano Amato) quel testo sarà presentato ufficialmente. Il battesimo, quindi, avverrà tre giorni prima della kermesse del Brancaccio che dovrebbe lanciare la candidatura Fassino. Il che preoccupa non poco i dalemiani, che pure ostentano tranquillità all’esterno. D’Alema, reduce dalla Cina, a proposito del correntone del centrosinistra dice ai suoi: «Mi aspettavo che prendessero un’iniziativa del genere. Ma finora non vedo quale sia la loro piattaforma programmatica. Al momento sembrerebbe un’iniziativa "contro", comunque, vedremo come e se si concretizzerà». E Claudio Burlando aggiunge: «La candidatura di Fassino è molto forte per profilo, storia personale e piattaforma. Noi stiamo lavorando per allargare i consensi attorno a lui e, a quanto pare, ci stiamo riuscendo».
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