Cofferati: un gesto di barbarie Cgil, Cisl e Uil decidono lo sciopero

20/03/2002


 
Pagina 7 – Interni
 
In nottata segreteria unitaria delle tre confederazioni sindacali per decidere una "risposta immediata"
 
Cofferati: un gesto di barbarie Cgil, Cisl e Uil decidono lo sciopero
 
 
 
 
SILVIO BUZZANCA

ROMA – «Un atto terribile, un ulteriore atto di barbarie». Sergio Cofferati ha saputo dell´assassinio di Marco Biagi a Carrara, dove si trovava per festeggiare i cento anni della Camera del Lavoro. Una notizia terribile, che arriva proprio alla vigilia della grande manifestazione sindacale di sabato. «Vedremo, decideremo cosa fare», dice il leader della Cgil a Bruno Vespa che in diretta tv gli chiede cosa accadrà dell´appuntamento di sabato e dello sciopero generale di aprile.
Per il momento l´importante è confrontarsi con questo omicidio. Una notizia terribile che, secondo il leader della Cgil, richiede una risposta immediata. «Bisogna che la società reagisca, serve una risposta immediata e di grande fermezza da parte di tutte le forze democratiche», dice. L´idea è quella di rispondere con uno sciopero generale immediato contro il terrorismo oggi stesso, con manifestazioni e assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Un´ipotesi di cui si è discusso nella notte nella riunione della segreteria della Cgil, e che poi doveva essere confrontata con le segreterie di Cisl e Uil, a loro volta convocate di urgenza, in una riunione notturna unitaria.
Cofferati ha subito espresso «dolore e costernazione» per l´omicidio, che definisce opera di «un terrorismo non debellato che punta ad alterare le regole e le dinamiche della democrazia e della dialettica sociale colpendo persone che in posizioni defilate, ma importanti, lavorano lealmente per lo Stato». «Si ripete – dice il leader della Cgil – il dramma già vissuto dal paese con l´uccisione del professor D´Antona, dramma in questo caso reso ancor più inquietante dalla comparsa sulla stampa nei giorni scorsi di documenti che rivelavano gravissime preoccupazioni dei Servizi sulla sicurezza dei collaboratori del Governo e del ministro del Welfare». Cofferati, infine, di fronte alle possibili strumentalizzazioni politiche dell´omicidio si è limitato dire: «Speriamo di no».
L´omicidio di Biagi, aggiunge Savino Pezzotta, leader della Cisl, «ha sicuramente fatto un danno al movimento dei lavoratori, introduce l´elemento della violenza, estraneo alla cultura del movimento sindacale. Sicuramente da domani molte cose cambieranno, valuteremo con molta attenzione il tipo di mobilitazione che dovremo fare, come riprendere un dialogo, stemperare le situazioni e ricondurre la dialettica sociale in un canale di normalità».
«E´ stata ammazzata una persona per le idee che aveva. E´ come se avessero sparato a tutti gli uomini liberi di questo paese», dice Luigi Angeletti. Il segretario generale della Uil respinge subito le possibili strumentalizzazioni e le accuse al sindacato in relazione allo scontro in atto con il governo e la Confindustria sull´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «Il sindacato è fatto di organizzazioni democratiche composte da persone che difendono gli interessi dei lavoratori. Ma questa difesa ha dei limiti. Per il sindacato non ci sono nemici da uccidere, avversari da eliminare a qualsiasi costo. Per il sindacato ci sono solo persone che difendono interessi diversi, persone con le quali confrontarsi», dice il segretario della Uil.
«Vorrei lasciare a mio figlio – conclude Angeletti – un mondo più giusto, ma prima di tutto un paese libero. Un paese democratico nel quale si contano le opinioni, ma non si uccidono le persone». Riunita anche la segreteria dei Ds: la proposta è che oggi Regioni e Comuni promuovano manifestazioni contro il terrorismo. Walter Veltroni, sindaco di Roma, ha immediatamente deciso di aggiungere la lotta contro il terrorismo al motivo originario, e cioè la pace in Medio Oriente, della fiaccolata di stasera dal Campidoglio al Colosseo. Pezzotta e Angeletti avevano già dato la loro adesione alla manifestazione.