Cofferati: “Uccisa la concertazione”

12/07/2001

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Cofferati: "Uccisa la concertazione"
Amato e Visco: ministro irresponsabile, indecente, incompetente
Cgil, Cisl e Uil: incredibili quei dati al Tg1, Berlusconi ci ha detto altre cose, ora sarà tagliata la spesa sociale. Tremonti si scusa

VITTORIA SIVO


Roma – «Il governo non ci ha dato cifre, ma solo indicazioni generiche sul Dpef. Il ministro Tremonti è ancora alle prese con i conti. Quindi è stato il classico incontro interlocutorio, ne sapremo di più lunedì al prossimo appuntamento». A palazzo Chigi mancano pochi minuti alle 20 e i leader di Cgil, Cisl e Uil stanno per concludere una conferenza stampa particolarmente priva di notizie (e di spunti polemici) sulle due ore appena trascorse con Silvio Berlusconi. Mezz’ora dopo il clima muta di colpo, i tre sindacalisti sono furibondi, Sergio Cofferati dichiara che il governo «ha buttato a mare la concertazione», i rapporti sono alla rottura. Il clamoroso incidente che spiega il repentino salto d’umore è l’annuncio dato al Tg1 delle 20 dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti sull’entità del buco nei conti pubblici.
Messi sull’avviso dai giornalisti sulla imminente dichiarazione di Tremonti in Tv, i sindacalisti restano nella sala stampa di palazzo Chigi e apprendono così che le cifre che a loro non sono state fornite sono di pubblico dominio. «Ora è chiaro perché il ministro dell’Economia non era presente all’incontro: stava in televisione a spiegare quello che a noi non ha voluto dire», commenta Cofferati durissimo parlando di «fatto grave che apre una nuova era». Se poi l’ammanco si aggira davvero sui 62 mila miliardi «quello che ci ha detto oggi Berlusconi non sta né in cielo né in terra», perché i tagli alla spesa sociale «dovrebbero esserci per forza e per milioni di persone si apprestano tempi duri».
«Sono sconcertato, se questo è il metodo inaugurato dal governo reagiremo con atti sostanziali», aggiunge il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta e il suo collega della Uil Luigi Angeletti parla di confronto partito «col piede sbagliato» e di comportamento che «mina la fiducia».
Poco più tardi è lo stesso Tremonti ad annunciare in sala stampa di aver chiesto «personalmente scusa e comprensione ai sindacati: non avevo alternative perché la notizia sul buco nei conti pubblici poteva essere data solo a mercati chiusi» e comunque «dovrebbe essere Giuliano Amato a scusarsi con gli italiani».
Ma l’ex presidente del Consiglio è, ovviamente, di tutt’altro avviso: le cifre di Tremonti sono «pura demagogia», il suo comportamento, «mi sembra il mago Zurlì», è «da irresponsabile» perché la stima del maxibuco è «falsa». Se poi fosse vera – dice Amato – la irresponsabilità del ministro dell’Economia «sarebbe ancor più grave, perché non viene affrontata con una contemporanea manovra correttiva. C’è solo da aspettarsi che i mercati non lo prendano sul serio, altrimenti l’euro potrebbe risentirne gravemente».
E’ l’intero fronte del centrosinistra ad insorgere contro Tremonti, con il suo predecessore Vincenzo Visco in testa. «E’ una indecente e volgarissima strumentalizzazione» dichiara l’ex ministro del Tesoro, accusando di doppiezza il comportamento del governo a Bruxelles in quanto l’esecutivo in quella sede «ha sostenuto che tutto va bene mentre oggi in Italia parlano di questo buco, dimostrando così di essere in perfetta malafede». Secondo Visco se quanto ha dichiarato Tremonti fosse vero «dovrebbe fare una manovra da 50 mila miliardi, ma per fortuna le cose non stanno così». E poi è ora di farla finita di utilizzare la Tv «per terrorizzare gli italiani».

Il furore delle polemiche ha finito per mettere in secondo piano l’incontro che il governo ha avuto in serata con la Confindustria. «La elaborazione del Documento di programmazione economicofinanziaria è ancora in progress; non abbiamo ancora avuto cifre. Vedremo» si è limitato a dichiarare il presidente Antonio D’Amato.