Cofferati teme un «effetto Usa» sull’autunno

18/09/2001
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Cofferati teme un «effetto Usa» sull’autunno
Martedì 18 Settembre 2001
«BASTA ANNUNCI SU PREVIDENZA E LICENZIAMENTI, SERVONO PROVVEDIMENTI PER RILANCIARE CONSUMI E DOMANDA»
Roberto Giovannini
 
ROMA La Cgil è consapevole della gravità della situazione internazionale, dopo l’attacco terroristico agli Usa, e nelle prossime settimane terrà conto del nuovo scenario che si è venuto a creare nel paese. Ma Sergio Cofferati, intervenuto al «Maurizio Costanzo Show», ammonisce il governo a non cadere nella tentazione di «approfittare» delle conseguenze degli attentati per tentare di forzare la mano al sindacato su temi come le pensioni e i licenziamenti.
Il numero uno della Cgil si mostra preoccupato per le possibili ripercussioni sull’economia italiana dei drammatici eventi in corso; c’è il rischio, dice, che si crei un «effetto Usa» sotto forma di «un’onda emotiva che colpisce non solo le persone, ma anche l’economia, con la conseguenza che un autunno che già non si preannunciava particolarmente florido potrà avere caratteristiche negative». Ecco dunque l’avvertimento: «spero non ci sia la volontà di nessuno, nel governo italiano, di forzare la mano sulle pensioni e sui licenziamenti. Le ipotesi di cui si è parlato in agosto – afferma – sono inaccettabili, e contribuiscono a minare la fiducia degli italiani, che vorrebbero sentire parlare di sviluppo e nuova occupazione e si sentono rispondere con annunci di interventi sulla previdenza e sui licenziamenti». Per Cofferati, servono al contrario provvedimenti per rilanciare la domanda e i consumi, all’insegna di incrementi delle pensioni e maggiori detrazioni fiscali per i lavoratori; misure che il governo «non mi sembra orientato a varare». La richiesta, è quella di una «correzione di linea da parte dell’Esecutivo. Da parte mia e del sindacato non c’è la volontà di creare problemi aggiuntivi. Per noi, che rappresentiamo lavoratori e pensionati, ci sono delle priorità, che possono non combaciare con quelle del governo. In quel caso, è inevitabile che si crei una tensione».
Quanto alla crisi internazionale, il leader Cgil spiega che il terrorismo va combattuto, e i responsabili degli attentati in Usa vanno individuati e catturati. Ma oltre alle armi deve parlare anche la politica, altrimenti il Medio Oriente resterà una fucina di odio. «Ci sono troppe diseguaglianze, in troppe parti del mondo l’odio accompagna il lavoro dei terroristi, perché ci sono sacche di povertà che finiscono per costituire un terreno, una sponda ideale per il terrorismo. È qui che deve agire la politica». Per Cofferati, occorre anche «riformare le grandi organizzazioni sovranazionali», a partire dall’Onu, la cui crisi «è sotto gli occhi di tutti. Il nuovo equilibrio che si dovrà creare nel mondo richiede una rappresentanza di maggiore efficacia».
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