Cofferati «Sui contratti Confindustria vuole isolarci»

12/03/2001



 




Sabato 10 Marzo 2001

Cofferati «Sui contratti Confindustria vuole isolarci»
Quello dei contratti a termine è un tema che «si presta a una grande battaglia mediatica». Sergio Cofferati, al direttivo regionale, ridisegna la posizione della Cgil e ironizza: «Vi ricordate l’accordo di Milano che lo scorso anno non abbiamo firmato? Anche in quel caso s’era fatta una battaglia mediatica senza occuparsi del merito: chi lo firmava era moderno, chi non lo firmava era conservatore. Dopo un anno quell’accordo non ha prodotto nulla». Aggiunge che anche per la normativa sui contratti a termine da adattare alla direttiva europea c’è un’«operazione ideologica». Cofferati non ha dubbi: «Per rompere con la Cgil è stata scelta una materia in cui la rottura non ha un effetto cogente, ma politico. Lo dice la stessa Confindustria, nelle parole del vicepresidente Guidi, che si tratta solo di una scelta politica».
Il leader del più grande sindacato italiano prosegue: «Già all’inizio la Confindustria aveva detto che era possibile fare un accordo senza la Cgil e questo è evidente che ha avuto un peso sulla trattativa; si è fatto di tutto per arrivare a quel punto. Gli altri sono liberi di firmare senza di noi, ma si ricordino che la proposta altera la direttiva europea». Di fronte alla platea di dirigenti Cofferati ricorda «non siamo contrari ai contratti a termine», ma la proposta della Confindustria «è lesiva della direttiva europea» e rappresenta anche una contraddizione: «Non trovate strano che la Confindustria sia sempre stata contro le leggi in materia di lavoro, dalla sicurezza all’orario, e adesso voglia la legge solo per poter cassare la contrattazione?».
Cofferati al direttivo non nasconde che «in alcuni settori c’è ostilità contro il sindacato e in particolare contro la Cgil; siamo accusati di avere delle intenzioni politiche, per gli imprenditori noi avremmo sempre un secondo fine». E sui contratti – metalmeccanico e l’integrativo Fiat – è netto: «Dobbiamo riconfermare che i livelli sono due, distinti e vanno risolti entrambi». Sul caso-Fiat la Cgil del Piemonte, il 10 aprile, farà un incontro pubblico con il segretario generale.
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La Stampa