Cofferati: “Sono poco affidabili”

13/07/2001

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Cofferati:
"Sono poco affidabili"

la polemica


roma – «Il ministro dell’Economia stamani ha aggravato la situazione che si era determinata ieri nel far cadere la credibilità del confronto che c’era stato in precedenza». La rabbia del segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, per il comportamento del ministro Giulio Tremonti, ieri è tutt’altro che diminuita. Accusa il governo di mancanza di rispetto degli interlocutori e di scarsa credibilità: a Palazzo Chigi il governo aveva detto ai sindacati di non essere in grado di dare cifre sul deficit, poi – a sorpresa, al TG1 della sera – Tremonti ha parlato di 4562mila miliardi.
Per Cofferati, ieri Tremonti ha ripetuto l’errore: «Il ministro in Parlamento ha parlato esplicitamente della necessità di intervento per riformare la sanità e per ristrutturare il sistema previdenziale. Ma se con il termine ristrutturazione allude a un intervento nuovo sul sistema previdenziale fa una scelta che troverà la contrarietà di tutte e tre le organizzazioni sindacali, non solo della Cgil». Cofferati contesta poi l’annuncio di provvedimenti relativi allle pensioni come l’abolizione de divieto di cumulo con i redditi da lavoro e l’eliminazione del tetto all’età pensionabile: «Annunciare provvedimenti prima della verifica significa considerarla poco più che una circostanza occasionale».
Assai più tollerante verso il comportamento di Tremonti, il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, manifesta comunque anch’egli sorpresa. D’Amato usa l’eufemismo dell’»incidente di percorso», che «non condanna a morte la concertazione». Dice D’Amato: «È stato complicato anche per noi apprendere in questo modo le cose. Abbiamo avuto una reazione meno emotiva perchè siamo pragmatici». Anche Cisl e Uil giudicano che la porta della concertazione è ancora aperta. Nel frattempo, in un’intervista che apparirà oggi su L’Espresso, il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, sostiene che «per la prima volta da cinquant’anni un governo può durare un’intera legislatura» e ribadisce che a questo governo gli industriali chiedono la riforma delle pensioni e la libertà di licenziamento. Su quest’ultimo punto, Tronchetti precisa che «le imprese devono poter adattare la forza lavoro all’andamento della domanda con la garanzia di un congruo indennizzo che consenta all’ex dipendente l’aggiornamento professionale e il mantenimento per un tempo ragionevole, utile per trovare un nuovo lavoro».
(r.d.g.)