Cofferati: sì al confronto, ma dal Governo un atto ostile

08/05/2002





Cofferati: sì al confronto, ma dal Governo un atto ostile
ROMA – Ci saranno tutti e tre i sindacati oggi all’appuntamento con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per discutere le linee portanti della riforma fiscale. Ma la Cgil parteciperà all’incontro controvoglia, solo per non accreditare l’idea che il sindacato voglia sottrarsi a un confronto su un tema che ritiene importante. In realtà, il sindacato di Sergio Cofferati non crede che da questo confronto possa venire qualcosa di positivo, considerando che è stato convocato solo dopo molte insistenze e che avverrà dopo che la Camera dei deputati avrà cominciato a votare il disegno di legge da discutere. Un ritardo che a detta del segretario generale della Cgil la dice lunga sulla volontà effettiva del Governo di svolgere vero dialogo sociale. Non la pensano tutti così, però. Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, crede ci siano ancora margini di tempo sufficienti per tutte le modifiche che dovessero essere decise nel corso di questo confronto. Pezzotta è, invece, sempre più insofferente per il continuo rinvio del confronto sui temi della riforma del mercato del lavoro e minaccia di proclamare nuovi scioperi generali se il Governo dovesse continuare a rinviare l’avvio del confronto sempre promesso. Evidentemente non gli basta che il ministro Antonio Marzano abbia detto che si tratterà dalla metà della prossima settimana. Proprio in vista di questo nuovo confronto il direttivo della Cgil ha intanto approvato ieri le proposte per gli ammortizzatori sociali, le tutele e il processo del lavoro avanzate dalla segreteria confederale. Il sindacato chiede di estendere diritti e tutele agli atipici, di destinare l’1% del Pil agli ammortizzatori sociali e di rivedere le regole sul contenzioso (si veda anche «Il Sole-24 Ore» di ieri). Indicazioni che la Cgil vuole discutere adesso con Cisl e Uil, ma che già sono state bocciate da Confcommercio e Confartigianato. La critica di Cofferati verso il Governo è durissima. «Ci chiamano – ha detto – a discutere un provvedimento di merito, che potevano affrontare con noi prima, mentre il Parlamento vota». Obiezione diretta non al Parlamento, sempre sovrano, ma al Governo che così «mostra di non volere nessun confronto costruttivo ed efficace con i sindacati». Questo, ha aggiunto Cofferati, «è l’ennesimo atto di ostilità che il Governo consuma nei nostri confronti». Di qui la decisione di partecipare comunque, «perché è evidente il tentativo del Governo di cercare qualsiasi pretesto di divisione tra sindacati e di accreditare l’idea che il sindacato rifiuta il confronto». Il segretario generale della Cgil ha visto nella decisione del Governo la conferma del rifiuto della concertazione, da tempo «gettata nel cestino». Ma la Cgil è comunque contro questo disegno di legge, secondo Cofferati, «di dubbia costituzionalità perché salta la progressività fiscale, producendo effetti redistributivi solo a favore dei più ricchi e a discapito dei più poveri». Intanto le proposte della Cgil sugli atipici vengono bocciate da commercianti e artigiani. Sergio Billè, presidente Confcommercio, le giudica «troppo generalizzate» e invita il sindacato a non fare fughe in avanti, evitando politicizzazioni come con l’articolo 18. Ancora più critico Luciano Petracchi, presidente Confartigianato, secondo il quale non è possibile «omologare queste figure al rapporto di lavoro dipendente».

Massimo Mascini
Mercoledí 08 Maggio 2002