Cofferati sfida la sinistra

27/06/2002



27 Giugno 2002
POLITICA

 
Cofferati sfida la sinistra
Nei Ds lo strappo sul sindacato riapre di fatto il dibattito strategico. E intanto il leader della Cgil espone la sua idea della sinistra: lo scontro con l’Europa vista solo come mercato si vince individuando valori costitutivi condivisi e riaffermando un’altra idea di libertà

COSIMO ROSSI

ROMA
L`ordine di scuderia è quello di mantenere le posizioni. Niente accelerazioni, insomma. Dopo il voto della direzione che ha bocciato un ordine del giorno di solidarietà alla Cgil, in casa ds ora si cerca di mettere il silenziatore. Oggi la riunione del direttivo potrebbe acuire le divisioni: benché l’appuntamento fosse fissato da diversi giorni, il fatto che si affronti proprio il tema del lavoro – con una relazione di Burno Trentin – potrebbe offrire nuovi spunti di polemica. Da parte sua il segretario Piero Fassino sta facendo di tutto per non ingigantire lo strappo con Sergio Cofferati, mentre il correntone sembra voler aspettare la firma di Cisl e Uil sull’art. 18 prima di ripartire all’attacco della posizione «ambigua» della Quercia. E tuttavia ormai lo scontro interno si è riaperto. Per quanto infatti il leader della minoranza, Giovanni Berlinguer, rilevi «maggiore» unità, la verità è che la divaricazione strategica è sempre più profonda. Il fatto, però, è che lo stesso Fassino non vuole portare fino in fondo il chiarimento politico. La Quercia è scossa: i forum on line dei siti dell’
Unità e della mozione di minoranza riportano il disagio e la rabbia della base diessina. E se il sito ufficiale dei Ds ha la sezione forum bloccata per ristrutturazione da tre mesi (e senza offrire miglior fortuna per chi scrive via mail), arrivano lo stesso lettere di «ex» iscritti freschi di giornata.

Correndo ai ripari, il segretario ha confermato a mezzo stampa e in parlamento la solidarietà a Cofferati di fronte agli attacchi di Maroni e Alemanno. Fassino ha anche detto che l’art. 18 non si deve toccare. Ma in sostanza le sue interviste confermano la posizione ambigua della Quercia. Senonché la firma separata di Cisl e Uil è alle porte, e i Ds dovranno pur dire se quell’accordo va combattuto e respinto oppure no. Perciò il segretario appare sempre più alle corde e ci trascina anche tutto il partito. «Va in parlamento per gridare la solidarietà a Cofferati e dà due interviste per ribadire la linea – notano dunque negli staff dei piani alti – Ma perché allora non affronti finalmente il nodo metti i piedi nel piatto?».

Farlo significherebbe in sostanza riaprire un dibattito congressuale, ma con Cofferati e i suoi sostenitori in una posizione di maggiore forza rispetto allo scorso anno. E non solo. Il conflitto sociale in Italia (e non solo) e le difficoltà della sinistra in tutta Europa, stanno di fatto mobilitando e raccordando un’area che intende collocarsi su una prospettiva diversa da quella di Tony Blair, che indica nella fuoriuscita dal socialismo l’unica prospettiva possibile per uno schieramento democratico e viene seguito quasi alla lettera dalla maggioranza ds. Una sinistra che proprio ieri si è data appuntamento al centro congressi Frentani di Roma per una riflessione su «cultura, lavoro, saperi sociali». Al microfono, insieme a Cofferati, Alberto Asor Rosa, Luciano Gallino, Marina Piazza, Umberto Eco, Furio Colombo e tanti altri.

E’ ad Asor Rosa che compete la relazione introduttiva. A lui, dunque, collocare la crisi della sinistra in una lettura affatto diversa da quella che viene dalla maggioranza diessina. La dimensione della crisi, dice Asor Rosa, è l’Europa: uno continente in cui si sta affermando una «anarchia» rivestita da «un’armatura autoritaria». Berlusconi «rappresenta solo l’avanguardia stracciona» di questa visione che sta avanzando in tutta Europa e in cui la coesione sociale è un ostacolo all’espansione dei mercati. Un processo cominciato con l’89, con l’ebbrezza liberista che ha coinvolto anche la sinistra, con l’attacco al welfare che di fatto colpisce anche la democrazia rappresentativa. In questo quadro il lavoro «ha perso visibilità e tende a prevalere in molti l’idea che rappresenti esclusivamente una fonte di reddito», osserva Gallino.

E qui sta anche la natura dell’attacco al sindacato, aggiunge Cofferati, che la destra vuole trasformare da soggetto di tutela a associazione di servizi. Ma se in questo contesto la sinistra vuole far vivere una idea di Europa come nuova patria anziché spazio di mercato – che secondo Cofferati è il vero scontro in atto tra due modelli – è necessario in primo luogo individuarne i valori costitutivi. Quelli che la sinistra ha smarrito – «ha rinunciato a tenere in campo una propria idea di libertà» intesa come «azione di singoli in una situazione di regole condivise» invece che «solitudine» – perdendosi invece nell’inutile dibattito tra innovatori e conservatori. Perché se essere conservatori significa ad esempio difendere i valori della costituzione, allora «comincio a pensare che essere conservatori sia un valore», dice Cofferati senza sentirsi su questo troppo isolato. Visto che secondo il leader della Cgil, prima ancora delle condizioni materiali e dell’art. 18, quello che ha spinto in piazza tante persone in uqesti mesi è proprio «la riscoperta di valori di riferimento».