Cofferati, sfida al governo

22/05/2002

19-05-2002, pagina 6, sezione POLITICA INTERNA

 
 
 
‘Senza risultati, altri scioperi, rapidi e consistenti’
Cofferati, sfida al governo

Angeletti, Uil, minaccia un’ azione generale: ‘ Se non verrà stralciato l’ articolo 18, non escludiamo nulla’


ROMA – «Berlusconi continui pure a commentare gli scioperi ma sappia che a seguito dei suoi commenti e della mancanza del raggiungimento degli obiettivi, tornerà rapidamente ad averne altri, rapidi e consistenti». Il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, replica duramente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che venerdì aveva affermato che «gli scioperi sono inutili». E trova valide sponde in Cisl e Uil, che, in assenza di una convocazione del governo per riprendere la trattativa sul mercato del lavoro, si dicono pronte a nuove proteste in difesa dell’ articolo 18. «Berlusconi deve sapere ha rilevato Cofferati che le persone che scioperano e coloro che proclamato gli scioperi insisteranno sino a quando non avranno ottenuto un risultato. Se nella pratica del presidente del Consiglio c’ è il tentativo di scoraggiare costoro, dall’ altra parte troverà la stessa determinazione». Il leader della Cgil ha quindi rilevato che «per molte persone lo sciopero è un sacrificio consistente ed è per questo che chi sciopera andrebbe rispettato e che a questi cittadini andrebbero risparmiati commenti come quelli che invece tornano con tanta insistenza». Per Cofferati, del resto, la tesi di Berlusconi sull’ inutilità degli scioperi «è un’ opinione non nuova, una costante che il premier ha ripetuto nel ‘ 94 e di nuovo in tempi recenti e nasconde malamente un’ intenzione ostile verso coloro che scioperano». Il sindacato risponde compatto su questo tasto ed anzi non esclude, in assenza di nuovi segnali governativi, la preparazione di un nuovo sciopero generale contro le modifiche all’ articolo 18. Ieri a Milano, il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ha definito «bugie» le indiscrezioni di stampa secondo cui la sua confederazione, insieme alla Cisl, avrebbe espresso al governo la propria disponibilità a mantenere le deroghe sull’ applicazione dell’ articolo 18 alle imprese che emergono dal nero: «Non c’ è niente ha detto attendiamo sempre la convocazione da parte del governo». E sull’ ipotesi di un nuovo sciopero generale, avanzata anche da Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, Angeletti ha detto che se non verrà stralciato l’ articolo 18 dalla legge delega questa appare l’ unica soluzione: «Se il governo insiste a far votare gli emendamenti alla giusta causa in commissione alla Camera ha aggiunto ci saranno reazioni da parte nostra. Non escludiamo nulla. Fino a che la questione delle modifiche dell’ articolo 18 è in campo, per noi resta un problema da rimuovere». Riguardo ai tempi per la possibile ripresa di un confronto, Angeletti è abbastanza scettico. «Berlusconi ha detto mi sembra sia stato molto chiaro al riguardo. Non ha fretta, probabilmente perchè non ha una soluzione. A questo punto deve essere il governo a rimuovere il problema che ha creato, a trovare una soluzione e prospettarcela, dopodichè valuteremo». Non è escluso, a questo riguardo, che già la prossima settimana il ministro Maroni possa convocare le parti sociali per uno dei giorni immediatamente successivi alle elezioni amministrative di domenica 26. Sarà quello il momento in cui si capiranno le vere intenzioni del governo sull’ articolo 18: si parla della sua disponibilità a ridurre le deroghe da tre a una (la licenziabilità senza giusta causa resterebbe solo per chi emerge dal lavoro nero) e a rifinanziare gli ammortizzatori sociali, a cominciare dalla indennità di disoccupazione, da irrobustire e estendere anche a chi non le ha. Parallelamente al negoziato sul lavoro, il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti, scoprirà le sue carte con il sindacato sulle deduzioni fiscali che accompagneranno le due aliquote a partire dal 2003. Anche su questo punto, sarà difficile trovare un accordo, soprattutto con la Cgil, secondo cui la riforma di Tremonti ha un solo obiettivo: quello di favorire i ceti benestanti.