Cofferati: sciopero generale anche per le pensioni

11/06/2002






          (Del 11/6/2002 Sezione: Economia Pag. 20)
          PEZZOTTA: IL WELFARE NON SI TOCCA. EPIFANI: LA NOSTRA PROTESTA CONTRO GOVERNO E CONFINDUSTRIA
          Cofferati: sciopero generale anche per le pensioni
          Stamane il direttivo Cgil decide sulla data. Maroni insiste: confrontiamoci

          ROMA
          Si capisce che si va verso lo sciopero generale, duro e unilaterale, proclamato dalla Cgil. Stamani il direttivo del sindacato di Cofferati si riunirà per la decisione definitiva. Ma si evince altrettanto bene che è partita una offensiva di pace capitanata dal ministro del Lavoro Roberto Maroni per evitare lo scontro reiterato e, soprattutto, per non far uscire dalla trattativa in corso su occupazione, fisco e previdenza, un «accordicchio» privato del sostegno della Cgil. Dunque la parola d´ordine è «confronto» e per questo obiettivo si muovono sia i sindacati dialoganti (Cisl e Uil) sostenuti da alcuni «senatori» del movimento operaio, come Pietro Larizza oggi presidente del Cnel, sia uomini di governo come il sottosegretario al lavoro Maurizio Sacconi. Però il dialogo non deve esser «ad ogni costo», ricorda l´economista ed europarlamentare di Forza Italia Renato Brunetta, e dunque «si dialoghi, ma con chi ci vuole stare», col corollario che poi a prendere le decisioni deve essere comunque il governo. Questa è l´aria che tira, e si capisce che l´ipotesi più probabile è che si giunga ad accordi separati sui vari «tavoli» di confronto aperti a palazzo Chigi: pensioni e fisco forse avranno una sigla comune con la Cgil (ieri il leader cislino Pezzotta ha comunque sottolineato: «Abbiamo detto che le pensioni non si devono toccare, punto e a capo»), ma le politiche del lavoro – salvo colpi di scena – vedranno le schiere di Pezzotta e Angeletti separate da quelle di Cofferati. Non sarebbe la fine del mondo, ma certamente una soluzione di ripiego. Ieri sia il leader della Cisl che quello della Uil hanno fatto balenare questa ipotesi, Pierpaolo Baretta della Cisl l´ha ribadita e così Adriano Musi della Uil che ha però aggiunto un ennesimo appello al dialogo, «perché prima dello sciopero è necessario confrontarsi, almeno per capire se la volontà del governo di emendare l´articolo 18 anche per estendere i diritti sia una reale volontà o soltanto un palliativo». Di fronte a tutta questa mobilitazione pro-dialogo, la Cgil si dimostra tetragona e recalcitrante. Ieri alla Camera del Lavoro di Milano, Sergio Cofferati ha dato l´addio ai suoi militanti lombardi, in un clima di grande determinazione sulla linea fin qui seguita: «Domani (oggi per chi legge – ndr) la cgil discuterà tutte le nuove iniziative da mettere in campo su mercato del lavoro, pensioni, fisco, sommerso. Dove è necessario tratteremo – ha detto Cofferati – ma le nostre iniziative comprendono al loro interno anche la possibilità di uno sciopero generale». E anche se al leader resta meno di un mese prima di cedere lo scettro ad Epifani e andare a fare il Cincinnato alla Pirelli, «quest´ultimo mese sarà molto intenso» ha voluto chiarire. L´uditorio ha accolto con esultanza le sue parole e le delegate non hanno neppure fatto mistero di subire il fascino del barbuto segretario. «La rottura di oggi dell’unità sindacale – ha ammonito poi Cofferati – è più pericolosa di quelle del passato. Oggi c’è da temere una sorta di bipolarismo sindacale. È evidente – ha aggiunto – che c’è un rischio di rapporti diversi da quelli tradizionali e che le rotture di questi giorni si possano trasformare in un processo che può portare anche a quel risultato. Occorre la buona volontà di tutti per evitare che il fantasma prenda corpo, ma il rischio è sicuramente in campo». Già: «la buona volontà di tutti». Nulla ieri è stato più invocato, e quindi via a esortazioni, auspici, appelli e augurii, affidati a un coro diretto dal ministro del lavoro stesso, Roberto Maroni: «La strada giusta per le riforme del mercato del lavoro e l’aumento del tasso di occupazione, è quella del dialogo e non dello scontro ma prendo atto che che la cgil ha deciso di non aderire a questa impostazione». Tant´è che il «Gran Delfino» Guglielmo Epifani ha potuto confermare: «Sciopero sarà, e sarà contro il Governo e la Confindustria, a sostegno delle nostre proposte ma, sia chiaro, non contro gli altri sindacati».

          Raffaello Masci