Cofferati-Rutelli, nodo referendum

10/07/2002



Mercoledí 10 Luglio 2002

Il leader ulivista frena sul ricorso alle urne per l’art.18: alle Camere bocceremo il Patto, ma serve un ponte tra sindacati
Cofferati-Rutelli, nodo referendum
l segretario Cgil avvia le «consultazioni» – Bertinotti: piena intesa
ROMA – Partono gli incontri della Cgil di Sergio Cofferati con i leader dell’Ulivo. Incontri sollecitati dalla confederazione di Corso d’Italia per uscire dal clima di conflitto aperto anche con l’opposizione e per spiegare le ragioni del «no» alla trattativa e alla firma del Patto per l’Italia. L’assenza di sponde politiche in una battaglia come quella che ha in mente la Cgil rischia di scavare un solco e una distanza troppo ampia con tutti, alla lunga difficile da reggere. Si prova così a ricucire. E lo stesso lavoro prova a fare anche l’Ulivo, che dalle spaccature sindacali ha avuto subito forti ripercussioni. Le differenze sostanziali restano però intatte, tra sindacati e nell’Ulivo. Differenze ammesse, del resto, dallo stesso leader della Margherita, Francesco Rutelli, che apre al dialogo con tutte le confederazioni facendo leva più che sulla sostanza su un metodo: quello dell’autonomia tra politica e sindacato. «Cerco di costruire – ha detto – un ponte tra le forze sociali che, quando sono unite, vincono e quando sono divise rischiano di fare un dono al Governo e un danno ai lavoratori». Sia oggi che domani Rutelli incontrerà i leader di Cisl e Uil. La tesi di Rutelli è che in realtà l’Esecutivo sia alla ricerca «di nemici perché non può fare fronte agli impegni presi con gli italiani. Li distrae così con la rissa». Il conflitto, dunque, come alibi per non rispettare le promesse elettorali. E tali sembrano a Rutelli anche i contenuti del Patto per l’Italia su cui però non annuncia battaglie all’ultimo sangue, tranne sulla modifica all’articolo 18. «Siamo contro quelle modifiche, sul resto valuteremo caso per caso ma sulla sostanza, non sul Patto che ricorda il contratto con gli italiani». Se sull’articolo 18 sembra offrire una sponda parlamentare a Cofferati, sul resto emergono le distanze. Sul referendum lanciato dalla Cgil contro le modifiche all’articolo 18, per esempio, Rutelli ha preferito rinviare la decisione: «Decideremo a tempo debito, quando le norme entreranno in vigore». Un fronte aperto, questo, anche dentro l’opposizione ancora divisa sul referendum proposto da Rifondazione a cui hanno aderito anche i Verdi e i Comunisti italiani e una parte di Ds. Su questo punto Rutelli ha ribadito una netta contrarietà. «Vogliamo mantenere i diritti – ha detto – ma non irrigidire il mercato del lavoro. Piuttosto vanno estese le tutele». Un «no» implicito, quindi, anche alle proposte della Cgil di estensione dell’articolo 18 alle imprese fino a sette dipendenti. Nell’incontro di ieri Sergio Cofferati, oltre illustrare le preoccupazioni sulla politica economica del Governo, ha soprattutto spiegato gli effetti delle modifiche all’articolo 18 creando diritti di serie A e B tra lavoratori. Ma ha parlato anche di un tema, quello della rappresentanza, riemerso con la firma separata del Patto. In sostanza, il ragionamento della Cgil è che si va verso una crisi della rappresentatività: lo scenario che si configura è che sarà il Governo a legittimare i sindacati sulla base di un’adesione o meno alle sue proposte. E ieri Cofferati ha incontrato anche Prc e Pdci, che hanno pienamente condiviso le ragioni della Cgil («assoluta convergenza», ha chiosato Bertinotti). Un «incontro utile» è stato anche quello con lo Sdi: «Abbiamo espresso con sincerità – ha detto Enrico Boselli – la nostra grande preoccupazione per lo stato in cui versa l’unità sindacale e abbiamo espresso grande preoccupazione per l’unità dell’Ulivo che da queste vicende può subire contraccolpi». E ieri un commento sulla spaccatura sindacale è arrivato anche da Giuliano Amato: «La Cgil una responsabilità – ha detto – ce la deve avere avuta in una spaccatura verificatasi in nome dei valori e di una visione del futuro che sono invece di forte coesione sociale». Oggi faccia a faccia tra Ds e Cgil: si apre un "giallo" sulla assenza di Massimo D’Alema che invece sembra parteciperà all’incontro.

Lina Palmerini