Cofferati rimanda l’addio a settembre

02/07/2002



Martedí 02 Luglio 2002

La staffetta con Epifani, prevista per l’8 luglio, slitta a fine estate «per respingere gli attacchi infamanti alla Cgil e al suo leader»
Cofferati rimanda l’addio a settembre
Confermate le tappe per la sostituzione del segretario generale – Maroni: ne prendo atto – Il Centro-sinistra: scelta giusta e comprensibile
ROMA – Sergio Cofferati non lascia la guida della Cgil. Fino al 20 settembre resterà al suo posto. Una scelta dettata dall’emergenza, dal contesto politico e istituzionale, cioè dalle accuse che sono piovute addosso all’organizzazione e al suo leader con la pubblicazione delle lettere "inedite" di Marco Biagi. Quel «Sergio Cofferati mi criminalizza» e quelle minacce attribuite al leader Cgil e riferite al professore bolognese «da persona assolutamente attendibile» cambiano i tempi del sindacato imponendo un «aggiornamento del calendario». Nella vecchia agenda, l’8 luglio doveva essere il giorno dell’addio di Cofferati e dell’arrivo, al suo posto, di Guglielmo Epifani. Ieri è invece arrivata la decisione di rinviare tutto. Il giorno della staffetta, nel nuovo calendario, è quello del 20 settembre quando il direttivo e l’assemblea dei quadri eleggeranno il sostituto di Sergio Cofferati. Dunque, l’attuale leader rimane ancora per tre mesi per «garantire – si legge in una nota della confederazione di Corso d’Italia – che la fase di chiarimenti politici, istituzionali e giudiziari relativi alle lettere del professor Biagi possa essere gestita dall’attuale segretario generale, al fine di respingere gli infamanti attacchi alla Cgil e alla sua persona». Insomma, oggi un cambio della guardia diventa inopportuno: meglio invece che Cofferati risponda alle accuse con il ruolo di leader della Cgil. Resta confermato il primo di ottobre il suo rientro in Pirelli (ieri Cofferati ha avuto un incontro con l’azienda) e nella Fondazione Di Vittorio. La decisione di ieri non congela la staffetta con Epifani. Non vengono infatti bloccate, ma anzi confermate, tutte le tappe per la sostituzione del segretario generale. I vertici della Cgil hanno deciso che si svolgerà e terminerà questa settimana la consultazione «dei componenti del comitato direttivo sulla proposta di sostituzione» di Cofferati e per «l’integrazione della segreteria». Il 4 luglio si conclude tutto il percorso: viene cioè indicato il prossimo numero uno dell’organizzazione e i nomi che entreranno in segreteria. Nel direttivo dell’8 e 9 luglio si formalizzeranno le new entry (Achille Passoni, Titti Di Salvo, Nicoletta Rocchi) e si illustreranno gli esiti della consultazione sul nuovo segretario generale che verrà però eletto solo il 20 settembre. La scelta in casa Cgil, in realtà, era maturata sabato scorso, nella riunione della segreteria. Dopo la bufera su Cofferati e la decisione di presentare un esposto-denuncia, è cresciuta in una parte consistente dell’organizzazione l’idea di adattare i tempi della sostituzione con le polemiche delle ultime ore, "blindando" però la successione con la conferma di tutte le procedure di avvicendamento. Una decisione sostenuta da Epifani che a settembre dovrà decidere le prossime, difficili, mosse della confederazione, a partire dalla data dello sciopero generale già proclamato contro il Governo. C’è poca sorpresa nei commenti a caldo di esponenti sindacali e politici. «È una faccenda tutta interna alla Cgil», ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti mentre dalla Cisl non sono arrivate dichiarazioni. «Sono fatti della Cgil, lasciamo fare alla Cgil», ha risposto il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato senza aggiungere altro. E il ministro del Welfare, Roberto Maroni, dopo aver dato la propria solidarietà alla Cgil per gli atti vandalici ai danni della sede del sindacato a Cesena, si è limitato a poche parole. «Ne prendo atto», ha detto aggiungendo che non vede in questo rinvio complicazioni sulla strada dell’accordo. Dall’opposizione solo consensi. Il capogruppo dei Ds alla Camera, Luciano Violante, la ritiene una «scelta positiva e ragionevole», così come Tiziano Treu della Margherita che trova «comprensibile» questo posticipo. Anche per Rifondazione comunista si tratta di una decisione «giusta e utile» mentre per lo Sdi «non si poteva fare altrimenti».

Lina Palmerini