Cofferati: «Referendum, grave errore»

12/05/2003
      11 MAGGIO 2003

       
       
      Pagina 25 – Economia
       
       
      L´ex leader della Cgil commenta la consultazione sull´articolo 18.
      "Referendum, grave errore"
      Cofferati: divide i lavoratori, la mia scelta vi stupirà
              Al suo fianco si schierano Bindi e Melandri. La solidarietà a Pezzotta


              ROMA – «Nei prossimi giorni dirò che cosa intendo fare». Sergio Cofferati non scopre ancora le sue carte sul voto al referendum per l´estensione dell´articolo 18 alle imprese sotto i 16 dipendenti, ma rompe il suo lungo silenzio sul referendum: «È un errore grave – ha detto ieri a chiare lettere, confermando quella che era la sua posizione quando guidava la Cgil – perché produce divisioni all´interno di quel mondo che con grande fatica avevamo unificato». Secondo Cofferati, inoltre, a differenza di quanto sostiene la «sua» Cgil, «non è vero che la scelta del referendum rafforza le ragioni della battaglia che era stata messa in campo in precedenza per l´estensione dei diritti».
              A chi – a margine dell´assemblea nazionale dell´Arci a Bologna – insisteva per sapere quale sarà la sua scelta, Cofferati ha risposto con una battuta: «Della mia scelta sarete sorpresi». Al fianco di Cofferati hanno immediatamente preso posizione Giovanna Melandri (Ds) e Rosy Bindi (Margherita). «Questo referendum è il modo peggiore per rispondere alla giusta esigenza di introdurre nuove tutele nel mondo del lavoro», ha detto la prima. «La penso come Cofferati: per me il referendum sull´articolo 18 è sbagliato», ha aggiunto Bindi.
              Ieri, intanto, è partita a Milano la campagna del Comitato per il Sì. «ll referendum per l´articolo 18 è uno strumento per cominciare a combattere l´ingiustizia – ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti – oggi i giovani, quando entrano nel mondo del lavoro, hanno la prospettiva di essere precari a vita». Durante l´assemblea della Cub, che si chiude oggi a Rimini, il leader Piergiorgio Tiboni ha confermato il sì al referendum, «uno strumento che va però affiancato da lotte e mobilitazioni nei luoghi di lavoro». Forza Italia, invece, non ha ancora deciso se schierarsi con il no sulla scheda o per l´astensione, ha precisato l´europarlamentare Renato Brunetta.

              Cofferati, intanto, ieri ha telefonato al segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, per esprimergli la sua solidarietà dopo la contestazione di Lucca: «Caro Savino, ogni forma di intolleranza è da respingere». In seguito al clima che si è creato dopo l´accordo separato sui metalmeccanici, Pezzotta ieri ha ricordato che «Cisl e Uil stanno nella tradizione unitaria, che è quella del dialogo, della partecipazione, del riformismo, dell´autonomia del sindacato. Dunque un terreno unitario c´è. Semmai – ha detto riferendosi alla Cgil – tocca a qualcun altro riflettere».
              (r.d.g.)