Cofferati pronto a un nuovo sciopero generale

22/05/2002





Fredda reazione di Pezzotta: risponderò con una lettera. Angeletti: maggior efficacia dalle forme articolate di protesta

Cofferati pronto a un nuovo sciopero generale


Il leader Cgil scrive a Cisl e Uil: prepariamo una piattaforma comune. Il no dei due sindacati

      ROMA – Sergio Cofferati vuole un nuovo sciopero generale contro i provvedimenti del governo (lavoro e pensioni). Il leader della Cgil ha scritto ai segretari della Cisl, Savino Pezzotta, e della Uil, Luigi Angeletti, chiedendo loro di fissare una riunione unitaria delle tre segreterie «per definire una piattaforma comune da proporre al governo e un nuovo programma di iniziative e di lotte per sostenerla, prevedendo, a completamento delle stesse, anche un nuovo ricorso allo sciopero generale», dopo quello dello scorso 16 aprile. Le prime risposte di Cisl e Uil sono negative. Non tanto perché questi due sindacati scartino l’ipotesi di un nuovo sciopero generale, ma perché non vogliono che questo sia "imposto" nel dibattito da Cofferati. Invece, il leader di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti, applaude a Cofferati («la continuità della lotta non è più solo un nostro auspicio») e invoca un referendum per estendere le garanzie contro i licenziamenti anche nelle aziende fino a 15 dipendenti. Pezzotta non ha affatto gradito il modo in cui si è mosso il segretario della Cgil. L’altro ieri i due, insieme con Angeletti, si erano visti alla commemorazione di Massimo D’Antona (il consigliere del governo ucciso tre anni fa in un attentato terroristico), ma Cofferati non aveva preannunciato la sua iniziativa. Poi Pezzotta è tornato nel suo ufficio e ha trovato sulla sua scrivania la lettera. «Risponderemo con altrettanta formalità», dicono i suoi collaboratori, ma non prima della prossima settimana. Il problema, spiegano alla Cisl, è che adesso tutto il dibattito sarà concentrato sul tema: sciopero sì, sciopero no. Cofferati lo sapeva bene e per questo nella lettera ne ha parlato esplicitamente, aggiungono. Anche la Cisl è interessata a discutere di una piattaforma unitaria e di nuove iniziative di lotta, che Pezzotta del resto minaccia da giorni, ma non può dare ogni volta l’impressione di accodarsi alle proposte di Cofferati. La stessa cosa vale per la Uil.
      Non a caso ieri Angeletti ha detto: «Non vediamo la necessità di uno sciopero generale, semmai di iniziative articolate che sono più efficaci». Anche secondo il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta, è meglio ricorrere a «scioperi articolati» sul territorio o per categorie «piuttosto che allo sciopero generale». Della questione Cgil, Cisl e Uil parleranno probabilmente la prossima settimana, anticipa Angeletti. Nel frattempo l’attenzione dei sindacati si concentrerà su tre appuntamenti: l’assemblea generale della Confindustria fissata per domani, le elezioni amministrative parziali di domenica prossima e le «Considerazioni finali» che il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, come ogni anno, leggerà il 31 maggio.
      Negli ultimi giorni Pezzotta e Angeletti hanno insistito sulle «rigidità» della posizione confindustriale sulle modifiche dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori (regole dei licenziamenti), auspicando indirettamente che il presidente degli imprenditori, Antonio D’Amato, lanci domani un segnale di distensione che spiani la strada alla ripresa della trattativa. Ma il confronto, quando ripartirà (per ora né Palazzo Chigi né il ministero del Lavoro hanno convocato le parti sociali), sarà condizionato anche dai risultati elettorali e da quello che dirà Fazio. Per ora il dialogo tra governo e sindacati resta appeso all’esile filo degli incontri «tecnici» sulla riforma del fisco che partiranno oggi al ministero dell’Economia.
Enrico Marro